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‘Ucraina, il tempo sta per scadere’. Lettera aperta a Mario Monti

– Pubblichiamo una lettera aperta sulla situazione ucraina, indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Monti da Olivier Dupuis (già eurodeputato e segretario del Partito Radicale Transnazionale), Benedetto Della Vedova (capogruppo di FLI alla Camera e presidente di Libertiamo), Ferdinando Adornato (deputato UDC) e Gianni Vernetti (deputato API). La lettera contiene l’invito a rilanciare il negoziato per l’Accordo di Associazione dell’Ucraina all’Ue, come parte di un’offensiva politica e diplomatica per sottrarre Kiev all’orbita di Mosca e alla “dittatura della legge” putiniana.

Egregio Signor Presidente del Consiglio,

come Lei sa, l’Ucraina si trova, in seguito all’imputazione di Yulia Tymoshenko per “abuso di potere”, in una situazione politica delicata e controversa, che si è tradotta, tra l’altro, nel rinvio sine die da parte dell’Unione europea della firma dell’Accordo di Associazione.

L’Accordo è a nostro avviso fondamentale. Da questo dipende il futuro dell’Ucraina: il suo avvicinamento all’Unione europea, oppure la sua irresistibile deriva nello spazio geo-politico della “dittatura della legge” putiniana. Ed è anche urgente. Secondo osservatori attenti, l’inclusione dell’Ucraina nell’unione doganale euro-asiatica – e il suo sganciamento da una prospettiva di avvicinamento all’UE – costituisce un obiettivo prioritario del presidente Putin.

L’Unione europea – ciò va a suo onore – ha mantenuto fin qui una posizione risoluta, condizionando la conclusione dell’Accordo di Associazione al ritiro delle imputazioni che pendono su Yulia Tymoshenko ed i suoi co-imputati e alla loro liberazione.

Da parte loro le autorità ucraine, sempre più prigioniere della situazione, addebitano all’Unione la mancata firma dell’Accordo e tentano così di giustificare, agli occhi di un’opinione pubblica in gran parte filo-europea, una battuta d’arresto che danneggia innanzitutto l’Ucraina.

Solo un’iniziativa determinata dell’Unione, che consenta agli uni e agli altri di salvare la faccia, può creare le condizioni per la soluzione di una crisi destinata a volgere al peggio.
Un compromesso è possibile. Dovrebbe articolarsi intorno a due punti: un gesto di buona volontà del Presidente Viktor Yanukovic, che potrebbe trasformare la reclusione di Yulia Tymoshenko in una forma di detenzione domiciliare, e l’impegno del presidente ucraino e dei principali partiti politici ad abrogare entro tre mesi – o in ogni caso prima delle elezioni parlamentari del 28 ottobre 2012 – la legge, incompatibile con gli standard internazionali, che ha consentito di incriminare Yulia Tymoshenko per “abuso di potere”.

Dal canto suo, l’Unione potrebbe rispondere alla richiesta dell’Ucraina di introdurre nel preambolo dell’Accordo di Associazione “la prospettiva di diventare membro dell’Unione europea”, impegnandosi a pronunciarsi favorevolmente su questo punto entro la fine del 2014 – e quindi prima della fine del mandato di Viktor Yanukovic – a condizione che l’Ucraina realizzi, da qui ad allora, un certo numero di riforme che consentano di garantire l’indipendenza della giustizia, il rispetto dei diritti umani e la libertà di stampa.

Per uscire da questo vicolo cieco, l’UE dovrebbe quindi smontare la strategia ucraina che punta a guadagnare tempo e a scaricare le responsabilità del mancato accordo sull’Europa, e mettere le autorità di Kiev con le spalle al muro.

La signora Ashton e i 27 potrebbero, sulla base del felice intervento dell’Unione durante la Rivoluzione arancione del 2004, dare mandato ai tre negoziatori di allora – Aleksander Kwasniewski, già presidente della Polonia, Javier Solana, già alto rappresentante dell’Unione europea, Valdas Adamkus, già presidente della Lituania – di trovare entro un mese un accordo soddisfacente per le due parti, restando inteso che, in assenza di un tale accordo, l’Unione si vedrebbe costretta ad aspettare l’arrivo di una nuova maggioranza parlamentare e/o di un nuovo presidente ucraino per procedere alla firma e alla ratifica dell’Accordo di Associazione.

Ma stare fermi, in attesa che col tempo passino anche i problemi, è un errore grave, che non fa gli interessi né di Kiev né di Bruxelles.

Olivier Dupuis
Benedetto Della Vedova
Ferdinando Adornato
Gianni Vernetti


3 Responses to “‘Ucraina, il tempo sta per scadere’. Lettera aperta a Mario Monti”

  1. Grande Vecchio scrive:

    “Il tempo sta per scadere”… Che perentorietà. Vorranno mica invadere l’Ucraina in quanto non allineata a certi poteri nascosti?

  2. massimo scrive:

    L’Ucraina ha due scelte a questo punto: tentare un avvicinamento all’ Unione Europea, e aggiungersi al novero degli stati “paria” dell’ Est Europeo che illusi da una integrazione con un Europa che non li vuole, non li capisce, li disprezza e li sfrutta come puo’, si trovano in una condizione di paesei europei di serie C, oppure tornare nell’area che per lingua, tradizioni e cultura appartiene loro, quella della Russia.

  3. tokle scrive:

    così diamo l’Ucraina alla potenza tedesca e poi riceve già concreti aiuti dalla UE che chissà dove vanno a finire non certo in aiuti alla
    popolazione; sveglia, ma dove vivete parlamentari italiani? andate a lavorare nelle miniere di Donesk!!!!!

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