L’antipolitica, una scusa per non diventare mai adulti

– I politici appaiono in televisione per intervenire in numerosi dibattiti, sono molto spesso intervistati dai telegiornali su questioni importanti, viaggiano in auto blu, si vestono con vestiti costosi e risiedono nei palazzi del potere.

Ad un’occhiata superficiale, conducono una vita molto agiata. Forse è anche per questo che generalmente sono invidiati. Infatti non sono molte le persone che, quando parlano di politica e di politici, vanno oltre l’ipocrisia e il senso comune che bolla il politico come un corrotto, il quale, dal momento che non ha nessuna capacità oltre a quella di parlare bene, si lancia in politica.

Cercherò di dimostrare che il senso comune si sbaglia. La politica più di ogni altra è l’arte di governare un popolo, cioè una massa in cui l’individuo e la sua razionalità vengono messi in disparte dal senso comune. Per farsi eleggere il politico deve fare una e una sola cosa, persuadere e convincere, parlare bene? Una frase di Nietzsche va in profondità nel nostro argomento: “Che differenza resta tra un convinto e un ingannato? Nessuna, se il secondo è stato ben ingannato.”

E’ questa la sola funzione del politico? Ingannare il popolo per poi vivere nell’agio e nella sicurezza che il potere comporta? Questa frase sembrerebbe dar ragione alla tesi iniziale. In realtà non è così. Quest’interpretazione è una semplificazione. In realtà è vero l’opposto, il potere causa un’insicurezza enorme. Neanche i più grandi e dispotici dittatori avevano un dominio totale sulla realtà del loro paese, pensiamo a Stalin o Hitler. Inoltre, più di quanto non si creda il politico ricorre all’intuito e all’improvvisazione, e agisce attraverso l’oblio del passato e del presente, sperando magari in un colpo di fortuna, anche perchè le informazioni che possiede sono spesso contraddittorie tra loro e non affidabili, anche se molto più dettagliate di quelle del grande pubblico.

Ma perché allora i politici sono pronti a convivere con un’insicurezza così grande, temendo costantemente di sbagliare? Solo per il potere? Se il potere è inteso prima di tutto come possibilità di trasformare la realtà attuale allora la risposta è sì. Questa concezione del potere è il vero movente, la meta ultima, ciò che determina la passione politica genuina. Purtroppo una parte considerevole del popolo elettore non si addentra in quelle che chiamerebbe complessità senza senso, volte solo a mascherare il desiderio del politico di governare sugli altri. Secondo loro i potenti e i politici più di tutti sono coloro che fanno la storia e dunque sono i soli responsabili del corso che essa prende.

Sicuramente una responsabilità maggiore di chi comanda c’è e non deve essere oscurata, ma non si devono cancellare le responsabilità individuali di chi è governato. Nei sentieri aggrovigliati della storia, quasi mai i governati hanno puntato il dito accusatore contro se stessi, interrogandosi sui propri misfatti e sulle proprie colpe che vengono invece interamente attribuite al capo. Per questo motivo i politici, più di tutti gli altri, sono accolti come liberatori e salvatori quando la situazione è favorevole, proprio come sono scacciati come tiranni oppressori in caso contrario.

Churchill, con la sua ironia fulminante, ebbe a dichiarare: “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti.” Prima di accusare la classe politica, oggi chiamata con il nome spregiativo di casta, tutti noi dovremmo guardarci dentro per interrogarci sul fatto che forse anche noi siamo in parte responsabili di ciò che ci circonda.
Se l”antipolitica non è questo, allora è una semplificazione grossolana che cavalca il furore delle persone contro la politica in parte giustificato, ma per la maggior parte no.

Da ragazzo che si è appena affacciato al mondo della politica, se devo scegliere con chi stare preferisco stare dalla parte della politica non tanto per il potere di cambiare le cose, quanto per una questione di coerenza che mi impone di sfuggire a soluzioni consolatorie che in genere finiscono per rendere noi stessi meno responsabili e preda di una giustificazione perenne. Chi è sempre pronto a dare la colpa agli altri, al sistema, ai politici non crescerà mai, rimarrà in una perpetua adolescenza a metà tra la fanciullezza del bambino e la sana responsabilità dell’adulto, in questo modo rendendo la sua vita colma di miti assurdi che portano tutto tranne che la liberazione dell’individuo e la sua felicità.


Autore: Mattia Sisti

Nato a Milano il 17 settembre del 1992, maturità classica, segue il corso di laurea in Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele.

10 Responses to “L’antipolitica, una scusa per non diventare mai adulti”

  1. libertyfighter scrive:

    Mattia.
    Sei un ragazzo giovane e quindi ti perdono. Non devi “scegliere da che parte stare”. Non è una questione di gusti. E’ una questione di giusto o sbagliato. E la politica, checché tu ne dica, è sbagliata. L’antipolitica di converso è giusta, anche se troppo spesso agitata senza sapere il perché sia giusta.
    Salvo pochi sparutissimi politici che cominciano per una sorta di ideale, tutti gli altri politici fanno politica perché fare le regole è meglio che sottostare. Per il Potere. Potere che fa gola a tutti, da sempre. Gli imperatori facevano gli imperatori per il potere, i triumviri idem, i faraoni altrettanto.
    Potere che ti permette di bypassare l’odiato problema che per vivere dovresti lavorare e guadagnarti da vivere. Se viceversa c’è un modo legale per imporre agli altri di pagarti da vivere, è chiaro che molti ci si buttano.

    Inoltre, finiamola con la puttanata che il cittadino elettore avrebbe qualche responsabilità. Il cittadino elettore è un “player” del gioco della Società. Player che cerca di adattarsi al meglio alle regole imposte dai “rulers”, che sono politici. Tutti i comportamenti dei cittadini quindi sono causalmente successivi alla definizione delle regole fatta dai politici. Quindi sono casomai le regole politiche a modificare gli atteggiamenti dei cittadini, che hanno più o meno tutti lo scopo di non essere quelli sodomizzati. Quelli a cui rimane il cerino in mano nel gioco della Società.
    Che poi il cittadino diventi responsabile in quanto votante è un’altra amenità. Perché il cittadino che fosse libero di scegliere, prima di tutto dovrebbe poterlo fare individualmente e non solo se sono d’accordo almeno la metà più uno di altri sconosciuti individui. E poi SE fosse libero di scegliere, dovrebbe poter scegliere chiunque e non due liste autoproposte dalla casta, con nomi di personaggi mai visti, senza obbligo di programma. Inoltre il cittadino dovrebbe avere pure il potere di non mandare al governo NESSUNO di coloro che si presentano.
    Altra cosa che non è.
    Rifletti prima di scrivere. Certi articoli sono grotteschi per l’impreparazione economica e quindi sociale che mostri.

  2. foscarini scrive:

    Cresci tu, ragazzo. Sono proprio i politici che credono di poter cambiare qualcosa che alla fine fanno più danni di tutti. Personalmente preferisco di gran lunga i mazzettari ai cosiddetti idealisti. E comunque gli idealisti non lo rimangono mai per molto.
    Se la società civile vuole prosperare e vivere libera dai cappi dello statalismo c’è un’unica via: smantellare lo stato e ridurre il potere della politica.

  3. mattia sisti scrive:

    il vostro ragionamento- con tutto il rispetto- assomiglia in modo pauroso a quel che diceva Lenin ” non si può fare una frittata senza rompere le uova”.
    Chi pretende di essere nel giusto assoluto finisce alla fine per sopprimere la libertà di pensarla in modo diverso. ( è stato così fino ad ora e non vedo perché un domani dovrebbe essere diverso ) E’ questo quello che mi fa paura dell’antipolitica. il credo assoluto di essere dalla parte giusta, quella del Bene, per lottare contro il Male incarnato dalla politica, dal liberalismo e dal capitalismo che hanno affamato il mondo. Secondo me, ma è solo una mia ipotesi fallibilissima, la terapia che proponete è ben peggiore del male che volete combattere.
    E poi chi ha scritto di economia e sociologia? sono ben consapevole dei miei limiti ( enormi ). ho solo scritto quello che pensavo sul tema senza aggiungere altro. non pretendo certo di essere nella ragione assoluta al contrario di tutti quelli che si pongono come medicastri, salvatori della patria ecc, come grillo et similia. :)

  4. caterina mastrota scrive:

    ottimo articolo, ma soprattutto ottima risposta a chi senza soffermersi ma dall’alto della tuttologia derivante da anzianità o dalla assenza di politica si sente di poter dettare dogmi a chi cerca confronti. Non demordere per critiche saccenti .

  5. foscarini scrive:

    Io non pretendo certo di avere la verità a portata di mano.
    Ma mi sembra evidente che l’italia sia governata da una casta sindacale e politica che detta un’agenda statalista. I risultati sono spesa pubblica parassitaria, tasse asfissianti, un paese invivibile e socialista.
    Questi stessi politici mentre hanno alzato le tasse sostenendo Monti hanno mantenuto intatti i loro privilegi, le loro prebende, le loro poltrone.
    E tu vieni a definire Grillo come un medicastro?
    Bah io non sono un grillino, non so cosa Grillo voglia fare. Ma se andrò a votare, allora mi sa proprio che darò il mio voto proprio al movimento cinque stelle. Votare per un partito incognito nuovo è il massimo danno e sberleffo che si possa fare a questa casta schifosa di governanti. E questo è sufficiente.
    Cosa dovrei fare? Votare per il letame socialista indistinto che va dal PdL al PD passando per il centro?
    Sono stufo di politici portaborse di belle speranze che parlano parlano per arrivare a sgraffignare la loro fetta di torta.
    Piuttosto che questi ladri meglio Grillo.
    Forse al potere Grillo si rivelerà un ladro come gli attuali. Ma almeno per il momento ha il beneficio del dubbio.

  6. creonte scrive:

    ognuno fa quello che può all’interno di un contesto che NECESSARIAMENTE non ha creato lui. perchè si ereditano ciò che ha fatto chi è venuto prima di noi. perchè se siamo alti è perchè siamo seduti su giganti, non perchè abbiamo fatto basket da piccoli.

    e comunque i politici hanno un animo fortemente antipolitico, molto più dei cittadini più qualunquisti

  7. Pietro M. scrive:

    Questo articolo è un po’ sub standard per la media di Libertiamo, e sebbene LibertyFighter ci può essere andato troppo pesante, credo che una minore comprensione dei fenomeni politici di quella evidente dal testo non possa essere ottenuta…

  8. Pietro M. scrive:

    “Ilvio si sacrifica per noi!”, diceva il comico di Zelig, e questo articolo dice che i politici vivono in un’incertezza esasperante e ne sono quasi annichiliti e dunque dobbiamo ringraziarli per l’enorme peso delle responsabilità che si sono presi.

    Non citerò Hayek per la sua teoria della conoscenza e del ruolo delle informazioni nei processi sociali: sarebbe troppo lungo analizzarlo.

    Ma ci sono due cose che può capire chiunque, anche un giovanotto idealista che vuole entrare in politica e non ha ancora avuto il tempo di perdere i suoi ideali sbattendo la testa contro la realtà.

    1. Il potere genera costi per chi non ce l’ha. Il potere serve per scaricare infatti i costi sugli altri: l’enorme incertezza generata dalla politica non è pagata dai politici, ma da noi sudditi, che subiamo passivamente le conseguenze, malintenzionate o benintenzionate che siano, dell’idiozia della nostra classe digerente. In politica non c’è mai alcun legame tra costi e benefici personali perché l’uso della coercizione consente di far pagare ad altri il conto delle proprie consumazioni. Chi non capisce questo non capisce la politica.

    2. cercare soluzioni nella politica può aver senso, ma non bisogna mai dimenticare che la maggior parte dei problemi di cui dobbiamo cercare una soluzione sono stati generati dalla politica: non si ringrazia l’HIV se dal suo studio si può trovare una cura per l’AIDS, le malattie si curano e non si elogiano. Che problemi ha l’Italia? Debito, tasse, spesa, servizi pubblici mediocri, leggi mediocri, P.A. mediocre, corruzione, regolamentazione mediocre, assistenzialismo? Bene, sono tutti problemi creati dai politici.

  9. Mattia sisti scrive:

    Cercherò di rispondere con 3 flash. :D
    1 io non sono un intellettuale, né tantomeno un idealista, sono un ricercatore ai suoi inizi e con dei buchi mostruosi e socraticamente ne sono perfettamente consapevole. Non credo di aver liquidato il problema dell’antipolitica con questo articolo. Tuttavia mi sembra di aver dato una risposta che vale sicuramente per me, ma forse anche per altre persone. Accetto tutte le critiche perchè aiutano a capire meglio la mia posizione e quella di altri che hanno altre opinioni!
    2 la politica é un istituzione e come tale riflette la società. La politica é uno schifo e produce solo guasti? Bene. Questo forse vuol dire che molto probabilmente anche gli italiani lo sono. E credo che per rendersene conto basterebbe fermarsi al semaforo rosso e vedere i furbi che per fare prima passano lo stesso ( era solo un esempio molto banale )
    3 non si tratta di fare semplificazioni grossolane tra i buoni e cattivi. Né di fornire un alibi ai politici che non fanno bene il proprio mestiere. Il mio minuscolo intento e contributo é di salvare l’altra parte della mela marcia, quella che fa politica perchè gli piace veramente e vuole cambiare questo paese magari in meglio se ci si riesce, vogliamo far i nomi? Lo staff di libertiamo come falasca e palma giusto per dirne due!
    :) comunque sia é stato un dialogo molto interessante. Grazie mille a tutti. Se avete altro da aggiungere sono qui per ascoltarvi

  10. Piccolapatria scrive:

    Per avventura esistenziale ho tanti anni e l’autore potrebbe essere il nipote che con mio rammarico non ho e che probabilmente non avrò mai dai miei due figli adulti. Anche per questo sorrido e non mi adombro quando leggo che implicitamente faccio parte della schiera “misfattista” responsabile di aver agevolato, per meri interessi individuali ancorchè non meglio indicati, il potere politico dei non meritevoli a danno di quelli che avrebbero, invece, fatto il bene della collettività. L’indimostrabile teoria è un punto di vista personale rispettabile ma circoscritto al tempo, all’ambiente umano di contorno ecc… ma soprattutto alla propria visione del mondo ( come si diceva una volta…). Anche questa è una semplificazione dal tono “consolatorio”, tanto quanto quella che accusa chi è venuto prima di essere colpevole in solido con i veri attori del potere della malapolitica da essi attuata ( mi hanno preparato un mondo da schifo con colpa grave…). Bene, ora c’è il governo dei migliori quelli che non ingannano e fanno solo quel che va fatto per una società migliore(!); i pollastri egoisti che hanno contribuito al disastro si cospargano il capo di cenere e paghino il fio senza lamentarsi e protestare magari suicidandosi perchè la ricetta instaurata è deleteria per la stessa sopravvivenza economica ( e civile) dei moltissimi e, oso dire, va proprio al contrario di quello che ci viene sbandierato con inganno ( sì, inganno)di “salva-cresci Italia”. Mi ripeto: chi vivrà, vedrà e starà male, tanto male!

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