Prendersi il futuro: l’inventore di Egomnia


– Il futuro? Non bisogna chiederlo, ma prenderselo.

Ecco cosa insegna la storia di Matteo Achilli. Romano, studente alla Bocconi, ha vent’anni: quell’età in cui potrebbe essere, secondo il racconto comune, uno degli esclusi, di quelli che nelle trasmissioni di Michele Santoro si lamentano e chiedono spazi. Professionali, politici, esistenziali. Invece Matteo le opportunità non le ha chieste, se le è prese. Perché il web, sorpresa, lo permette.

La sua idea è, in fondo, semplice, basata su una elementare analisi swot: punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce. Una roba che all’Università insegnano proprio all’inizio, nei corsi base di marketing. Così mentre i coetanei chiamano le proprie debolezze promesse mancate della cattiva politica e se la prendono con la cattivissima Elsa, Matteo ha considerato questo atteggiamento come una possibilità. Think out of the box, insegnano oltreoceano. E lui l’ha fatto, ha pensato fuori dalla scatola e messo in connessione persone e aziende, attraverso un social network. È nato, così, Egomnia, con la promessa di far incontrare talento e impresa.

Il segreto di Egomnia è in un algoritmo in grado di valutare il profilo delle persone iscritte e di assegnare loro un ranking. È un po’ come se le competenze degli iscritti, la loro formazione, le loro diverse capacità, venissero misurate in base a un criterio comune. Il merito, in un certo senso, assume un’espressione numerica, e le imprese hanno a disposizione uno strumento oggettivo per capire chi hanno di fronte, se si tratta della persona giusta per il posto giusto.

È vero: esiste già LinkedIn, un bel social network per connettere i professionisti e scoprire storia e tappe di imprenditori, studenti, free lance. Ma l’idea in più di Egomnia riguarda proprio la possibilità di creare uno spazio di competizione tra gli iscritti e una vetrina aperta e di facile accesso per chi cerca lavoro. Insomma, l’uovo di Colombo. Dopotutto è proprio così, con un’idea semplice, che Mark Zuckerberg ha inventato Facebook: mettere in piazza le relazioni delle ragazze del campus e connetterle con i compagni di corso.

La vicenda di Matteo Achilli è, quindi, emblematica.
Anche da noi, nell’Italietta della Camusso, dei tavoloni lunghi e affollati per elaborare una riformetta del lavoro, nel paese in cui a quarant’anni sei ancora un giovanotto, si può. Inventare, rischiare, avere successo. Interpretare il ruolo, difficile e affascinante, del leader contemporaneo. Che non è più l’imprenditore di successo, con la fabbrichetta, molto anni ’80, né il lavoratore sicuro e garantito, con il posto fisso e il futuro ben programmato per i prossimi 35 anni di contributi.

Il leader contemporaneo, l’eroe del mondo economico, è chi ha inventiva e sa usare la rete non solo come fruitore e navigatore, ma cogliendone gli spazi vuoti, capendone le opportunità.
Matteo come Mark, insomma. Uno che il futuro non lo chiede mica. Se lo prende.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

3 Responses to “Prendersi il futuro: l’inventore di Egomnia”

  1. si ora uno della bocconi che potrebbe essere uno degli esclusi!? era escluso se i suoi non si potevano permettere l’università mica se pagano 6-10 mila euro soltanto di tasse!

    in certi ambienti, si sta perdendo il contatto con la realtà del Paese.

    cmq, a parte l’articolo che sa di marketta, vedremo quanto vale egomnia tra 5-10 anni.

  2. Mari scrive:

    Concordo con maschileindividuale. Questo articolo mi sembra poco oggettivo e invece fin troppo enfatico per un argomento del genere…Mah.

  3. R scrive:

    Come tutti sanno il web è l’equilibrio perfetto del dualismo, non c’è terreno di mezzo, o sei pro o sei contro.
    Pro e contro comunque fanno il risultato, più ce ne sono e più quello che sta sul web funziona.
    Per quanto riguarda questo argomento di Egomnia vale la stessa regola, quello che si caratterizza nel leggere le interazioni sono i due mondi, quello contrario che quasi sempre attacca lo status di partenza del creatore che essendo della Bocconi lo si battezza senza mezzi termini come un privilegiato, uno a cui le cose glie le regalano, uno che a differenza di tutti quei ragazzi che invece devono battersela quotidianamente di fatto non ha nessun valore, etc. etc. Quello pro che cerca comunque di avere una visione positiva della cosa.
    Io sono uno dei Pro e anche non essendo nato negli agi ed essendomi guadagnato quel poco che ho facendo quello che cercano di fare un po tutti, lavorare, penso che iniziative come questa sono positive, come è positivo per un ragazzo di 20 anni potersi mettere in discussione e nella vetrina di questo mondo virtuale del web.
    Nell’arco della mia vita, che supera il mezzo secolo, ho conosciuto molte persone che hanno potuto frequentare anche ambienti “esclusivi” grazie ai sacrifici della famiglia, alle borse di studio e anche alla fortuna delle congetture.
    Trovo quindi sterile e poco intelligente giudicare un idea solo per lo status di chi l’ha creata, come trovo anche poco coerente dare giudizi definitivi per start-up dove solo il tempo potrà dare ragione.
    Si dovrebbe anche considerare, specialmente in questo caso, che una fine story nel bel mezzo di un paese in piena crisi come il nostro e la positività che portano i giovani, è materia d’oro da scrivere, nel bene e nel male (come detta il web).
    Quindi quello che posso dire al creatore di Egomnia è solo “non ti curar e vai oltre”, sarà solo la tua determinazione e la tua caparbietà il nettare dei tuoi risultati, poi in futuro se sarai uno Zukerberg o qualsiasi altra cosa per le attuali premesse sarà comunque un successo.

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