Emma (o chi per lei) for President

di SIMONA BONFANTE – Cosa significa una donna al Quirinale? In Italia, un frainteso senso della tradizione lascia accogliere come naturale, doveroso persino, il confino della donna in un ruolo ancillare – nella vita domestica, nella vita professionale, nella vita politica e istituzionale – a quella del corrispettivo maschile di cui è, evidentemente, costola.

L’irrilevanza femminile nel mercato del lavoro è tra i fattori primari della bassa produttività del sistema: non cresciamo (anche) perché le donne non lavorano; perché non hanno interesse né– economico né culturali – a farlo.
Il Presidente Napolitano sarà pure avanti con l’età ma quando auspica un paese maturo abbastanza da mandare dopo di lui una donna al Quirinale si conferma lucido, temerario, lungimirante assai più di quei tanti ‘giovani’ che il paese lo guidano sostanzialmente da sempre – più o meno impunemente, ma che mai si sono accorti di aver evidentemente contribuito, quando non addirittura incentivato, lo stato di apartheid socio-economico-culturale non di una parte ma dell’intero paese, facendo male o non facendo affatto quello che invece l’anzianissimo Presidente ha avuto la consapevolezza di fare. Suo l’onere del Governo Monti; suo l’azzardo prospettico di costringere il un paese retrospettivo come l’Italia di fermarsi innanzi ad una delle più plateali delle sue aberrazioni.

Ieri c’erano sondaggi ovunque –  qui quello del Corriere.it. Emma Bonino in testa. In testa – ed a distanza – persino nella rilevazione di Libero che opportunamente non ha stilato una rosa solo ‘rosa’ di demoscopicamente graditi alla successione, mettendoci invece pure uomini. Ci ha messo, per dire, persino Berlusconi. Ma niente, per i votanti, la best choice sempre Bonino resta.

Ed allora è normale chiedersi: ma che ci trovano in Bonino, gli italiani? Non la votano; non ne condividono l’urgenza per le battaglie civili, molteplici e complesse dalla nostra condotte con i Radicali (talvolta, nonostante i Radicali), e che sono le stesse da sempre, giuste ed urgenti, e ciononostante relegate alle note a pie’ di margine della vita pubblica nazionale. Emma Bonino for President, però – votano i connazionali. Sarà che Bonino quello che pensa, lo fa? E sarà che lo fa pubblicamente – nella vita politica e nell’impegno istituzionale? E sarà che un Capo dello Stato così, ci sta che fa sentire per quello Stato il rispetto che i cives  hanno la basilare esigenza di portare?

Al nostro paese servono anticorpi all’ipocrisia, anticorpi militanti. Il comunista Napolitano che sposa il liberismo bocconiano è l’antibiotico che ha impedito la sepoltura nazionale sotto le inettitudini bipolaristicamente scagliate. Lo stesso Napolitano, il vecchio Napolitano, offre adesso al paese un terreno intonso nel quale piantare un futuro. La questione non è la poltrona rosa, ma la consapevolezza che l’impensabile è in realtà possibile. È possibile un’Italia che si riscatta delle discriminazioni – nel mondo del lavoro, nelle categorie del mercato, di genere – che l’hanno ridotta alla insubordinazione etica, alla irrilevanza culturale, alla marginalità economica.

Quell’Italia, semplicemente, è possibile. Ed una Emma Bonino al Quirinale ne sarebbe la prova.

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Twitter @kuliscioff


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

3 Responses to “Emma (o chi per lei) for President”

  1. renzo scrive:

    Le donne dovrebbero smettere di accettare qualsiasi lavoro che l’uomo a loro propone altrimenti va a finire come la Fornero,la Camusso e la Marcegaglia.

  2. sarà che i votanti ad un sondaggio online del corriere e di libero non rispecchiano la sensiblità degli italiani?

  3. alex PSI scrive:

    Bonino Presidente – sottoscrivo. Laica, liberale, radicale, libertaria. Il fatto che è donna non conta.

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