Si appellano persino alla “tradizione” per smontare le liberalizzazioni

Con il pretesto della tradizione c’è chi vuole annacquare la liberalizzazione dei giorni e degli orari di apertura, una misura che agevola la vita dei consumatori e rende le città italiane più libere e vivaci.
Il gruppo trasversale di deputati – da Roccella a Polledri, passando per Binetti e Mantovano – che con un ordine del giorno chiede al governo di garantire, con poche eccezioni, il riposo domenicale per le attività economiche assicura che la richiesta non ha un “riferimento religioso”. Sarà. Laicamente andrebbe purtroppo rilevato che il riposo domenicale discrimina le religioni che hanno magari il sabato o il venerdì come giorno sacro. Per ragioni economiche e di pluralismo religioso, insomma, la proposta dei nove deputati appare davvero poco ricevibile.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “Si appellano persino alla “tradizione” per smontare le liberalizzazioni”

  1. CLAUDIO scrive:

    VIENI A FARE IL COMMESSO CON UNA FAMIGLIA A CASA POI NE RIPARLIAMO!!!!

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