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Non rispettare il diritto alla privacy dei contribuenti è illegale quanto evadere le tasse

– Una democrazia si riconosce soprattutto dalle emergenze. Troppo facile crogiolarsi nelle garanzie quando tutto va bene. È quando tremano i polsi che mantenere la calma e tenere la schiena dritta diventa più difficile. Molto complicato, quasi impossibile. Per dirne una, l’America di Bush jr. rinunciò a molto di ciò che l’ha resa la “città luminosa sulla collina” con il Patriot Act e con l’apertura di Guantanamo. Dopo l’11 Settembre non subì più attentati sul suo suolo, ma a che prezzo? E davvero la politica antiterrorismo non poteva essere portata avanti in altro modo?

Tornando all’Italia di oggi, nella nostra Italia sospesa nella terra di mezzo tra una Seconda Repubblica agonizzante e una Terza  allo stato fetale,  le parole del Garante per la Privacy Pizzetti ci fanno interrogare e discutere. Perché ci riguardano molto  da vicino e ci interrogano sul rapporto tra le tasse che paghiamo e i servizi che riceviamo, tra il diritto alla riservatezza e la trasparenza propria di una società aperta e democratica, tra i diritti del contribuente e le esigenze fiscali di uno Stato onnivoro.

Nel bilancio del suo settennato alla guida dell’Authority, Pizzetti ha usato parole forti. Ha detto che la lotta all’evasione fiscale negli ultimi mesi ha fatto registrare «strappi forti allo Stato di diritto», aggiungendo che è proprio degli Stati non democratici quello di invertire l’onere della prova, pensando che i propri cittadini sono tutti dei potenziali delinquenti. E ancora, ha detto Pizzetti, le nuove tecnologie digitali possono portare a fenomeni di controllo sociale mai sperimentati nella storia. Il procedimento di  imposizione fiscale come moderno Panoptycon, quindi, la nuova frontiera delle democrazie che rischiano di cadere nell’autoritarismo.

Ora, cerchiamo di astrarci dalla contingenza politica attuale e di vedere il tema come una costante della nostra Italia, almeno degli ultimi decenni. E del ruolo che le imposte hanno avuto e hanno nel nostro Paese. La premessa, secondo noi, è che la pressione fiscale, in Italia, è insostenibile. Troppe tasse e troppo alte, in tutti i campi: dal lavoratore dipendente al lavoratore autonomo, dall’artigiano all’imprenditore. Causa ed effetto di ciò: l’evasione fiscale è altissima. Le tasse sono così alte perché in troppi non le pagano; e in troppi non le pagano perché sono così alte.

Ma poi, a cosa dovrebbero servire le tasse? A pagare gli stipendi di chi lavora per il settore pubblico, a mantenere uno Stato che non sia invasivo e non entri nella vita delle persone a gamba tesa ma gli garantisca alcuni servizi essenziali ed efficienti (sanità e scuola sono tra questi). Ora, ci vuole molta fantasia, per pensare alle nostre strutture pubbliche in termini di efficacia e di efficienza. Troppi sono gli sprechi, e troppo alta la spesa sociale improduttiva.  E troppo imprecisato è il luogo dove spesso vanno a finire i nostri soldi di contribuenti.

L’inconcludente bipolarismo muscolare di questi anni ha prodotto rispetto al tema due approcci opposti ma purtroppo speculari: da una parte, i condoni di Tremonti e le strizzatine d’occhio di Berlusconi alla vasta area dell’evasione fiscale, che blandivano il blocco sociale e la constituency  alla base di quel centrodestra con il lassismo e il “volemose bene”; dal’altra la faccia feroce di Visco e le “tasse bellissime” del compianto  Padoa Schioppa: una politica forse più accettabile dal punto di vista etico ma volta più a reprimere in maniera poliziesca il fenomeno dell’evasione che a spiegarne le cause e ad agire su di esse.

E quindi siamo arrivati a oggi, a un governo tecnico chiamato a risolvere l’emergenza economica di quest’Italia arrivata a un passetto dall’abisso, ma sempre senza prendersi troppo sul serio. Sono i mesi della tracciabilità sopra i mille euro di spesa, dei blitz a Cortina e in Corso Como a Milano, del segnale che in una fase di crisi (e di emergenza) tutti devono pagare, nessuno escluso. Soprattutto quelli che non pagano ciò che dovrebbero.

Il vero punto chiave della faccenda è: fin dove uno Stato democratico può spingersi nel reperimento coatto di risorse, quali sono i suoi limiti, che cosa deve fare quello Stato e che cosa devono fare i suoi cittadini?

Uno Stato democratico, va da sé, può e deve agire nei confini, spesso stretti ma obbligati, della legalità. Legalità che significa non solo far rispettare le leggi ai cittadini ma garantirne la libertà: libertà positiva e negativa, libertà di e libertà da. Secondo noi, pur essendo sacrosanta la lotta all’evasione fiscale e dovendosi nutrire, in una situazione oggettivamente complicata come quella attuale, anche di blitz eclatanti, non si deve né impaurire né indottrinare il cittadino. Al massimo, uno Stato serio gli può dare un esempio rispettando per primo le regole e le garanzie che esso pone.

Non sappiamo se il diritto alla riservatezza della singola persona valga di più, o di meno, del diritto della collettività a ricevere servizi degni di questo nome per le imposte pagate, e per quelle non pagate. Ogni cosa, se portata all’estremo, rivela il suo lato oscuro e feroce: e la trasparenza assoluta, quando non riguarda più persone con responsabilità pubbliche ma il vicino di casa, il salumiere del quartiere, il barista che ci serve in pausa pranzo, rischia facilmente di diventare delazione. Fenomeno non esattamente proprio di una società democratica. Ciò che sappiamo bene però è che non è credibile uno Stato che davanti a tutti mostra la faccia feroce e inflessibile, ma di nascosto  distribuisce prebende e favori ai soliti ignoti.

Paghiamo le tasse e paghiamole fino all’ultimo centesimo di euro. Ma pretendiamo, facendo pressione sulla politica, che quelle tasse scendano, perché si possa pagare meno e pagare tutti. E pretendiamo anche, da quello Stato a cui diamo i soldi frutto del nostro lavoro, che le nostre tasse rientrino a noi in servizi fruibili da tutti: ad esempio, in infrastrutture, ospedali, scuole. Altrimenti le operazioni e i blitz di questi mesi saranno come l’ultima sigaretta che si offre al condannato a morte: godibile, ma inutile.


Autore: Simone Callisto Manca

Nato a Sassari nel 1982, è giornalista professionista. Ha avuto esperienze professionali all'Ansa (tra Madrid e Roma) e al Public Affairs dell'Ambasciata Usa in Italia. Attualmente vive a Barcellona, dove è Responsabile Comunicazione e Relazioni Pubbliche di un'importante associazione benefico-culturale di italiani all'estero.

16 Responses to “Non rispettare il diritto alla privacy dei contribuenti è illegale quanto evadere le tasse”

  1. creonte scrive:

    in USA i datori di lavoro e persino le scuole vogliono i prfili facebook… francamente trovo quello un problema di provacy e non uno sttao che vuole accertarsi delle condizioni effettive dei suoi cittadini, specie in uno stato che ha una certa vocazione a sanità e istruzione pubblica

  2. Piccolapatria scrive:

    Per quanto nessuna speranza di correzione di rotta sia all’orizzonte, finalmente un’ autorevole voce pubblica ha riconosciuto che gl’italiani non sono cittadini liberi in uno stato democratico; essi sono sudditi in balia di uno stato menzognero e prevaricatore retto con “opportuna tecnocrate sobrietà” la quale pervicacemente fa degli onesti carne da macello ai quali si sta espropriando il patrimonio, peraltro non milionario, frutto faticato e sacrificato in quanto ottenuto investendo margini di risparmio già al netto di tasse pagate salatissime, integrati da non indifferenti rate di mutuo. Insomma, per la lotta all’evasione della quale una massima parte è senza dubbio dovuta a commerci/smerci di individui rappresentanti la mala società, intesa come mafia, camorra ecc… ai quali fà davvero un baffo tutta questa miriade di provvedimenti illiberali messi in atto e che avranno come sicuro esito la morte economica del paese “buono”. Ma, coloro che inneggiano a questi sistemi, hanno gli occhi per vedere quel che sta accadendo, tra botteghe, microimprese, artigiani, piccoli professionisti ecc… che ogni giorno chiudono per impossibilità ad affrontare l’aumento sconsiderato di balzelli e il peso peggiorato di una burocrazia con il cappio sempre in funzione? Si rendono conto che insieme a loro vanno a spasso anche i non pochi eventuali dipendenti? Hanno costoro la testa per ragionare in proprio e non per slogan indotti ad arte e per capire che si sta uccidendo la stessa fonte delle entrate che lo stato “pretende” di avere? Sappiano costoro che, più sovente di quel che si strombazza, le pretese dello stato patrigno derivano da numeri predisposti a tavolino, ovvero nelle sacre tabelle degli studi di settore alle quali il tanto disprezzato “autonomo” deve adeguarsi, pena verifiche ancorchè induttive, dove ogni prova documentale è praticamente non ammessa e/o validamente efficace. Mentre i criminali, gl’intrallazzatori sguazzano comunque impuniti agguerriti in ogni situazione, gli onesti sono indifesi e ancor di più traditi dallo stato che ha introdotto la norma illiberale che ribalta a carico del cittadino l’onere e l’obbligo della prova, previo pagamento anticipato di una congrua parte di ciò che lo stato “pretende”, ancorchè spesso non dovuto. L’ineffabile Tremonti l’aveva introdotta nel silenzio delle intellighenzie nazionali, sempre pronte ad alzare il vessillo della mitica costituzione; alla sobrietà elegante succeduta per nomina regia non è parso vero e se ne serve eccome e mena vanto con il motto “salva/cresci Italia”. Chi vivrà, vedrà e non starà bene!

  3. Andrea B. scrive:

    Un solo appunto in un articolo condivisiblie:

    “Non sappiamo se il diritto alla riservatezza della singola persona valga di più, o di meno, del diritto della collettività a ricevere servizi degni di questo nome per le imposte pagate”

    La due cose non stanno insieme: la qualità dei servizi che la collettività riceve è legata all’ efficienza ed alla serietà della pubblica amministrazione, sennò stiamo dalla parte dell’ indottrinamento via spot “solo se tutti pagano le tasse, i servizi diventano davvero efficienti” … che pretende di far passare gli evasori come colpevoli pure della cialtronaggine e degli sprechi del settore pubblico !

    Poi, non dimentichiamoci cosa direbbero in tanti altri, non liberali: cosa servono le tasse ? Solo a pagare gli stipendi pubblici ed i servizi ?
    Nossignori … servono anche per mettere in pratica quell’azione conosciuta con la sacra parola REDISTRIBUZIONE, in fondo in fondo retaggio di quella ideologia che pretendeva di pagare uno spazzino (pardon un operatore ecologico) quanto un neurochirurgo.
    Per cui se sei ricco, devi pagare le tasse per esserlo di meno… a vantaggio poi dei protetti (mica dei veri bisognosi !) della casta.

  4. creonte scrive:

    @Andrea B.

    la redistribuzione è un concetto insito nella costituzione (progressività della tassazione) che fa parte ovviamente anche delle leggi comunitarie e direi di tutto il mondo.

    il prpblema non è lo stipendio dello spazzino rispetto al neurochirurgo, ma del neurochirugo rispetto a professioni come politici o ristoratori, che è cosa ben diversa

  5. Andrea B. scrive:

    @ creonte

    ne ero certo che si tirava fuori la Costituzione… una flat tax con sgravi fiscali per i redditi più bassi assicurerebbe comunque il condivisibile obiettivo voluto dalla “Carta”: non far pagare proporzionalmente più tasse ai meno abbienti, sul totale del reddito, rispetto ai più ricchi.

    Se è questo quello che si vuole.

    Ma se invece si vuole mettere di mezzo l’ideologia, la soluzione di cui sopra non va bene, perchè, secondo alcuni, le tasse devono essere progressive per definizione, in quanto mezzo per non far diventare qualcuno troppo ricco… in ultima analisi per punire il merito, “redistribuendo” coattivamente i suoi frutti (che poi a chi e perchè è ancora un’altra parte della commedia).

  6. creonte scrive:

    cosa c’entra il merito con i soldi guadagnati?

    uno scienziato che studia fisica non guadagnerà mai come il gestore della coca cola. Certo, spesso magari la coca cola ha un maggior valore d’uso della gran parte delle scoperte scietifiche… però mica siamo nel 1700 in cui non esistevano grandi capitali e businessal di fuori di quelli legati alle nazioni.

    poi, se credete che Murdoch debbba pagare come l’uomo di strada, ci sono evidenti errori concetuali nelc ocnetto di funzionamento di una società avanzata

  7. Simone Callisto Manca scrive:

    Quoto Creonte: la tassazione dev’essere progressiva e la parola “redistribuzione” non dev’essere considerata tabù. Anzi, credo sia dovere dello Stato, attraverso la tassazione, e non solo, fornire con il pubblico servizi a chi non può permetterseli attraverso il privato.

    Si chiama welfare state!

  8. Drago78 scrive:

    XD -.- ne ero certo pure io che alla fine si tirava fuori sta benedetta costituzione. Ogni volta che si parla di “tasse” la minestra è sempre la stessa. Caro Andrea B., non esserne sorpreso più di tanto, con il livello di materia celebrale in sto paese non c’è da stupirsi in fondo XD. Caro Creonte venendo a te, tu dici: “La redistribuzione è un concetto insito nella costituzione (progressività della tassazione) che fa parte ovviamente anche delle leggi comunitarie e direi di tutto il mondo.” Mmmmmm… bene. Cos’è la redistribuzione della ricchezza?? Sarebbe far pagare di più a chi ha di più, da una parte sembrerebbe anche giusto, ma dall’altra sarebbe quasi come dargliene una colpa di ciò, non ti pare?? Lo sappiamo tutti che c’è un articolo nella costituzione nel quale si dice chiaramente che si deve pagare in base alle proprie capacità di reddito, non c’è bisogno di tirarlo in causa sempre… ma suddetto articolo, si può anche cambiare, non è che debba rimanere tale in eterno. Fa parte delle leggi comunitarie dici tu giusto?? Bene ora fammi vedere sta “legge comunitaria” che obbligherebbe gli stati membri alla tassazione progressiva… non sprecarti neanche a cercarla… non c’è una legge in materia difatti XD. Molti paesi membri adottano la Flat-Tax tra l’altro con notevole successo… tra cui si ricordano Francia, Germania, Svizzera, Romania, Ungheria, Bulgaria e Olanda solo per citarne alcuni ecco. Poi dici infine… “… e direi anche ti tutto il mondo” XD sicuro?? Che io sappia ci sono una valanga di paesi, a partire dagli USA, che applicano la Flat-Tax, e ne conosco ormai davvero pochi che utilizzano ancora la progressività, come l’Argentina. Poi nella seconda parte mi trovi d’accordo… gli stipendi pubblici devono essere regolamentati, perchè pagati con soldi nostri… quelli privati essendo tali possono essere liberi ed illimitati, dato che pesano su aziende non sulla collettività. Tornando al tema tasse, io andrei oltre ed approfondirei bene il tema… ben iniziato dall’articolo, di cui condivido tutto, punteggiatura compresa. Il sistema fiscale come tale, cioè come lo conosciamo è chiaro che debba essere riformato. E fin qui non ci piove direi… andare avanti ancora oggi con un sistema progressivo, ormai condannato da chiunque, economisti, borse mondiali e mercati internazionali, mi sembra un atto suicida per qualunque stato civile, avanzato ed occidentale. Il sistema progressivo ha fatto il suo tempo ed è ora che vada in pensione, per sistemi fiscali meno vessatori, più moderni e più efficienti. Come fare dunque?? Passando al sistema fiscale della Flat-Tax oppure del Product-tax. Sono due sistemi nettamente diversi applicati da diversi paesi, comunitari e non, ma entrambi estremamente validi. Il primo lo conosciamo tutti credo, lo applicano già in molti con notevoli successi, basti pensare che la Romania paese che conosco bene, dato che ho parenti stretti provenienti proprio da lì, e oltretutto ci viaggio spesso per lavoro… applica una Flat-Tax al 16%, sia sui redditi che sui conti deposito, insomma un paradiso per chiunque voglia investire e farsi una vita là. Difatti è pieno di fabbriche straniere, anche italiane. Perchè è un paese che si è fatto furbo attirando investimenti esteri… come?? Semplice… non avendo per prima cosa tre cose che in Italia putroppo esistono… primo: pagamento anticipato dell’IVA sugli investimenti esteri (prima di pagare aspetta almeno che produca qualcosa no??), secondo: niente tasse sui depositi investimento prima del passaggio in capital-game (cioè uno investe in Romania e non viene tassato su eventuali depositi in banche Rumene e non, prima che abbiano fruttato qualcosa in borsa, cioè utili), e terzo: niente tasse sul fatturato e sindacati peggio dei soviet. Tre condizioni che rendono non solo la Romania ma tanti altri paesi, molto più appetibili rispetto all’Italia su questo campo. I risultati sono presto detti… i numeri sono da capogiro in poco tempo, la Romania nei soli ultimi 6 anni ha fatto passi da gigante in tutti i campi, con investimenti da miliardi di dollari… dalla ricerca all’innovazione, dalla produzione industriale al turismo, riducendo il suo debito e tenendolo sotto controllo al 11% del PIL attuale circa, che tradotto in numeri significa “solo” 431 milioni di euro di debito circa ( da loro l’euro non è cmq ancora in vigore ricordo). Noi siamo al 119% del PIL cioè 1.955.678.321.700 mila miliardi di euro di debito in data 15/03/12 XD. Ricordo inoltre, che in periodo Monti ha raggiunto il record di aumento, di circa 55 miliardi in 5 mesi, manco il Berlusca è riuscito a far tanto in così poco tempo XD. E lo sappiano il perchè credo non ci sia il bisogno di ripetersi ecco XD. Negli ultimi 6 anni, la Romania ha modernizzato la metropolitana comprando nuovi treni della Bell da 1 milione di euro l’uno senza finanziamenti europei, ha modernizzato la rete stradale ed autostradale (mettendo in progetto tra l’altro nuove autostrade di prossima costruzione con tempi certi di apertura e chiusura cantieri XD), e ha fatto raggiungere un benessere sociale generale che non si immaginava nessuno. La gente è felice e vive bene… certo qualche taglio brutale è stato doveroso farlo, magari con qualche rivolta popolare ma alla fine i risultati si son visti… politica seria e competente ha giovato a tutti. Noi invece siamo bloccati dalle cose da me sopra citate… e finchè non cambierà sta mentalità di conflitto ed odio sociale, di invidia verso il prossimo e di spiarci anche al water… non si cambierà mai, questo è certo. Il Product-Tax invece viene applicato da altri paesi quali la Germania che la applica amalgamata con la Flat-Tax, ed è come suggerisce il nome, applicata soltanto su ciò che si produce, sul disavanzo, sull’utile, ma cmq sempre in % accettabile. Di solito varia da un min. di 10% al massimo di 16-20%. Quindi non si applica sul reddito, ma solo sul prodotto. Anche questa potrebbe essere una soluzione… non tassare i redditi, ma la produzione. Certo in Italia bisognerebbe produrre come in Germania per poter resistere ad una simile tassa, e sappiamo che non è così, quindi ecco perchè preferisco optare per la prima soluzione. Per quanto riguarda l’articolo, che ripeto mi trova d’accordo in toto, direi che pensare di risolvere il problema evasione, fermando il tizio con il suv o l’auto potente per strada, magari con telecamere televisive davanti è ridicolo e improduttivo direi. Anzi alimenta ancor di più l’odio sociale che già è una delle piaghe peggiori del nostro paese. Inoltre dire che i suv e le auto potenti sono auto costose a prescindere, vuol dire ragionare come i signori del governo per i quali auto potente = ricco sfondato… quando sappiamo non essere così. Le recenti norme fiscali contro l’auto credo ne siano un palese esempio di cosa pensino nei palazzi al riguardo XD. Bisogna distinguere se l’auto è nuova o usata per esempio. Oggi si trovano Audi S8 5.2 FSI V10 450cv a 26.000 euro, oppure Lamborghini Gallardo 5.2 V10 540cv a 40.000 euro, Audi TT-S 2.0 TFSI 272 cv a 30.000 euro… non credo che quelli là debbano dimostrare redditi ciclopici per potersela permettere. Ci sono anche i guadagni e risparmi retroattivi, che i vari redditometri e spesometri non tengono in conto, ma come si sa, tengono in conto soltanto il reddito annuo dichiarato e ciò che è stato speso. Ci si toglie anche un sfizio nella vita, l’auto è anche una passione non sempre un semplice mezzo per muoversi da A a B. Questo continuo vessare il contribuente, che già paga tasse altissime, spiando anche conti correnti ecc… che è già stato condannato da molti questo conportamento lesivo troppo del diritto alla privacy, non credo aiuti più di tanto lo stato italiano. Anzi si dovrebbe cercare di risolvere la questione agendo in altro modo… ma rimando ad altri miei post per questo. Saluti.

  9. Drago78 scrive:

    Ah dimenticavo di dire caro Creonte che tu nel tuo ultimo post dici “poi, se credete che Murdoch debbba pagare come l’uomo di strada, ci sono evidenti errori concettuali nel concetto di funzionamento di una società avanzata”, beh scusa è, ma facendosi banali calcoli, la Flat-Tax stessa è il sistema più equo che ci sia, dato che ultimamente ci riempiamo la bocca troppo spesso di Equità e manco sappiamo cosa voglia dire. Mettiamo che in Italia venga applicata in un giorno del 2137 XD, una Flat-Tax al 21% ok?? Il patron della Ferrero pagherà in base al suo reddito mettiamo che guadagni 5 milioni ok?? Bene il 21% di 5 milioni però!! Cioè 1.050.000 di tasse!! Non basta?? Oggi darebbe ingiustamente quasi la metà del suo reddito!! E’ ciò non è equo, soltanto per la “colpa” di guadagnare di più… se è più capace che guadagni pure quel che guadagna… in genere i redditi sono basati sul valore della persona sul mercato. Quanto vale la sua testa, le sue capacità?? Invece l’operaio pagherà il 21% del suo reddito di mettiamo 1.100 al mese… è cioè 231 euro. Quindi il problema della redistribuzione non si pone, c’è sempre e cmq… però con maggior equità… un saluto.

  10. creonte scrive:

    flat tax con una sola aliquota… esisteva nel mondo antico (la cosiddetta decima: la comunità prendeva un decimo del raccolto)

    il problema è che non siamo in una repubblica platonica dove i figli sono della comunità e i beni personali non passano di padre in figlio. Fuori dalla repubblica platonica identificare guagnano con merito è assolutamente impreciso. Le nazioni che han difeso questo oltre un livello ragionevole son finite in decadenza materiale e culturale.

    Nè vale l’esempio americano: quando nel ‘700 l’illuminismo americano elogia la propriertà privata, lo fa in polemica col regno britannico ove tutta la teraa apprteneva alal corona e il comune cittadino poteva solo affittarla.

    Di fatto, caro Drago78, tu stai difendendo la corona inglese (l’ha conquistata la terra, è suo diritto tenerla).

    detto questo, nessuno vuole eliminare la maldistibuzione che forse è l’unico modo per gestire le atti umane, ma all’iterno della pur giusta legge “più valgo e più lavoro e più devo gunare”, esistono tante cose da aggiungere… la questioni dei conflitti di interesse, gli oligopoli ecc… cose che nate prpio lì dove si è saltata la proprietà privata a discapito dei monopoli dei nobili.

    e, checchè se ne dica, i miliardari sono nuovi nobili.

    ritornando sulla tassa unica, già oggi spendono emno in proporzioni i miliardari, per via del diverso trattamento fra persone fisiche e attività finaanziarie.

    Inoltre, lo stato ha questa vocazione: spostare i soldi: dare soldi a certe industrie nascenti o mettere tasse sul macinato… giuste o sbagliate che siano è proprio ruolo dello stato spostare i soldi.

  11. Drago78 scrive:

    Caro Creonte… non mi sembra tu abbia molti argomenti a tuo favore… cmq cerco di risponderti con toni pacati, come è nel mio stile da sempre, con te o chiunque altro. Esisteva nel mondo antico ed esiste tutt’oggi con ottimi risultati la Flat-Tax… vedere per credere… e poi: “Fuori dalla repubblica platonica identificare guadagno con merito è assolutamente impreciso. Le nazioni che han difeso questo oltre un livello ragionevole son finite in decadenza materiale e culturale.”, anzi il guadagno è quasi sempre frutto del merito e della capacità, non vorrai mica dirmi che 1 milione di euro se li merita di più un operaio piuttosto che un’amministratore delegato, o un presidente aziendale vero?? E non mi tirare in ballo la questione che l’operaio, lavora di più perchè fa fatica fisica ecc… perchè come scusa non regge XD. Conta la testa, non il sistema… per alcune parti politiche invece che non sto a citare, conta di più il sistema invece… più che il singolo. Quindi secondo loro è meglio ingrassare la pubblica amministrazione, assumere decine di miliaia di dipendenti pubblici ed ingrassare i sindacati a più non posso… bell’idea di società efficiente che hanno sti qua. Nel tuo esempio mi sembra che sei alquanto inpreciso, elgia la proprietà privata?? E che c’è di male scusa?? Se una cosa è tua è tua punto, te la sei conquistata punto e basta. Non sarai mia socialista di idee vero?? Percarità, se è così convertiti, è un consiglio, perchè da quella parte là andrai sempre e cmq a sbattere contro un muro te lo assicuro. Difatti hai già sbattuto subito dopo XD: “Di fatto, caro Drago78, tu stai difendendo la corona inglese (l’ha conquistata la terra, è suo diritto tenerla).”… difendendo chi io?? Mah… non capisco francamente di cosa tu parli, ma sinceramente. Il mio discorso è trasparente, franco e diretto. Dico ciò che penso punto a basta, senza difendere niente e nessuno. Non ho nulla né da perdere né tantomeno da guadagnarci… io il mio patrimonio me lo sono fatto e vivo felice, ho studiato e sono apposto con me stesso. L’ha conquistata la sua terra, è suo diritto tenerla… ci mancherebbe cavolo!! E’ mia!! E poi “conquistare” sta brutta parola… comprata suona meglio no?? Mica son venuto con tanto di esercito e carri armati ad occuparla XD. Una volta comprata la terra è mia, lo stesso dicasi per la casa/e, automobili ecc… non vorrai mica venire a espropriarmi da casa mia?? XD Esiste il libero mercato, chi compra una oggetto diventa suo, chi vende diventa dell’altro, il tutto avviene in un legittimo scambio economico e regolato legislativamente, tramite denaro… se vogliamo sovvertire tutto ciò allora torniano in antiche dittature comuniste XD. E poi cosa c’entra lo spendere meno dei miliardari con il diverso trattamento tra persone fisiche e attività finanziarie?? Solo tu lo sai credo XD. A parte che mi sembra che i miliardari spendano cmq parecchio, quindi da dove tu lo sappia è un mistero… E poi dici che lo stato ha la vocazione di spostare i soldi… si peccato che li sposti male, molto male specialmente da noi in Italia XD, facendo una cosa alquanto grave, illegale ed aggiungerei alquanto vergognosa e cioè sprecare, dato che tutto ciò che viene fatto con i miei soldi sudati e guadagnati con tanto lavoro. Lo stato non mi sembra abbia dimostrato di avere un gran rispetto per il mio denaro. Quindi ripeto, mi sembra che il tuo discorso sia molto ecco “socialista” e poco liberista… ma forse mi sarò sbagliato… e spero di essermi preso solamente un abbaglio… saluti.

  12. Drago78 scrive:

    Volevo aggiungere, che la ricchezza è cioè che uno si è guadagnato nella sua vita, tramite lo studio e l’impegno di anni, di sudato e guadagnato lavoro aggiungo. Demonizzarla è da persone chiuse di mente, e poco liberali. Mi auguro che tu non sia fra queste. Essere poveri è una condizione alla fin fine consapevole. Tu non hai studiato volontariamente, quindi ne subirai le conseguenze. Se hai voluto fare l’operaio, non potrai aspettarti stipendi da sceicco. Ovvio, dipende dalle situazioni, in certe famiglie non si poteva studiare, per questioni economiche difficili sicuramente, ma cmq si può andare a lavorare e studiare insieme, come ho fatto io ad esempio pur avendo una famiglia abbiente, e potendomi permettere il fatto di non lavorare… ma non volevo pesare sui miei, scelta personale, senza dubbio. Ma che dovrebbe essere presa come esempio sicuramente. Certo hai cmq diritto ad una vita dignitosa, ma non puoi pretendere da altri che hanno fatto molto di più di te di sottrarli dei soldi… tutto ciò è illegittimo, in uno stato moderno e di diritto. Quindi far pagare le tasse giuste a tutti è equo, invece tartassare con “espropri fiscali”, i ricchi soltanto in quanto tali, prosciugandoli il portafoglio ai momenti, mi sembra incorretto e maleducato. Tutti hanno diritto di avere ciò che hanno, ma nel rispetto reciproco però… come ho spiegato l’equità (sempre lì va a parare la discussione in sto paese alla fine XD), c’è anche con la tassa piatta, quindi il problema non si pone. Mi è molto piaciuto un bell’articolo proprio qua su Libertiamo che mi ricordo bene, al quale ti rimando, di una brava giornalista di nome Federica Colonna intitolato “Elogio alla ricchezza, per un’Italia che si vuole bene”. Proprio quello che sta uccidendo l’Italia da sempre: l’invidia e l’odio sociale… risaluti.

  13. Andrea B. scrive:

    @ creonte
    “lo stato ha questa vocazione: spostare i soldi (…) giuste o sbagliate che siano è proprio ruolo dello stato spostare i soldi”

    Vedo che non siamo messi male nemmeno qui, quanto ad intoccabili diritti divini…
    Sorvolando sulla tua idea di storia e sul perchè ed il per come certe nazioni sarebbero decadute, ti contesto proprio la similitudine con la nobiltà: lo stato assolutista non aveva conquistato un bel niente, era nato quando l’individuo non contava nulla e lo schiacciava da sempre.
    Semmai il nuovo despota, sebbene senza trono, è proprio il “leviatano pubblico” ed i suoi difensori sono i nuovi lealisti verso la corona.

    Comunque il punto è proprio questo: “lo spostare”… lo stato non dovrebbe spostare alcunchè, dovrebbe dare i suoi servizi e stop.
    E per farlo può e deve prendere una parte del reddito alle persone, evitando, con sgravi fiscali per i meno abbienti, che finisca per prendere proporzionalmente di più ad un povero che ad un ricco.
    La questione “flat tax con sgravi per ii meno abbienti” vs “aliquote progressive” è, numericamente parlando, sciocca, in quanto i risultati non sono così differenti, ma è ideologicamente orientata: se preferisci la seconda è perchè in fondo si vuole rendere il “ricco” meno ricco (come dicevano anni fa certi abitanti dell’ Aspromonte circa i sequestrati: “è ricco, ha da pagare).
    Anche perchè, a quanto pare, come significativamente la definisci tu, il fatto che esistano poveri e ricchi sarebbe “maldistribuzione” ed un potere deve porvi rimedio …mah !
    I castori sono allora un esempio di buona distribuzione :-))…ripeto , qualcuno ci ha provato a far vivere gli uomini cone i castori, ma è finita assai presto.

    Comunque, per concludere quando si accusa di volere far pagare Murdoch quanto l’uome della strada, vediamo di non confondere (o fare finta) flat tax e poll tax…

  14. danilo d'antonio scrive:

    Francesco Pizzetti mette in guardia: ”E’ proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli. E’ proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi …”.

    Oh sudditi, del vostro mal non lamentatevi, perché voi stessi vi riducete a così poco.

    Oramai vi chiamano “sudditi”, vi prendono in giro perfino loro, gli statali, e voi ancora rimanete zitti.

    Roba da pazzi! Vi hanno preso la Res Publica, ne hanno fatto e fanno ancora quel che vogliono e voi ancora vi riducete a sudditi che si lamentano, che stilano appelli, che fanno denunce, che sfilano marce, che riempiono piazze a mostrare la loro impotenza, senza mai manco avvicinarvi al punto focale di tutte le cose, senza mai reclamare il vostro sacrosanto diritto di EQUA PARTECIPAZIONE ai RUOLI della RES PUBLICA.

    Coraggio, però, non è mai tardi per cambiare.

    Smettetela di perdere tempo e farvi bastonare e passiamo tutti insieme all’attacco.

    PACIFICAMENTE, LEGALMENTE, CIVILMENTE, reclamiamo tutt’in coro una FUNZIONE PUBBLICA DEMOCRATICA, aperta al contributo a turno di ogni cittadino appositamente preparato.

    Così non vi sarà più bisogno di mille e mille inutili associazioni e partiti, perché avremo cominciato a vivere quella Unione, superiore ad ogni altra, che ci vede tutti fratelli e tutti vuole siano partecipi, liberi e felici:

    la RES PUBLICA ITALIANA.

    danilo d’antonio

    Nessun Parlamento da solo
    ci potrà dare la Democrazia,
    MA LA FUNZIONE PUBBLICA SI’!

  15. creonte scrive:

    l’argomento è interessante, ma essendo che presto il thread finirà in seconda pagina, risponderò a Drago78 e agli altri nel prossimo articolo economico che verrà pubblicato

  16. Drago78 scrive:

    Creonte, se vuoi puoi salvare la pagina nei preferiti… ma è lo stesso ciao a grazie per la bella ed interessante discussione.

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