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Sulle coppie gay, Alfano sceglie Mugabe o Cameron?

– Nel corso del suo intervento di sabato alla Scuola di Formazione del PDL a Orvieto, Angelino Alfano si è reso protagonista di un duro attacco alla sinistra, incentrato in gran parte sulle questioni eticamente sensibili.

Secondo Alfano, se vincesse la sinistra, nel nostro paese si inaugurerebbe un’era di riforme “zapateriste”. La sinistra “farebbe” le unioni civili ed i matrimoni gay, “normalizzerebbe” l’aborto e liberalizzerebbe l’eutanasia.

Al contrario il centro-destra in questi anni ha assicurato un presidio sui valori fondamentali della famiglia tradizionale.

Il passaggio sull’omosessualità è parso particolarmente forte e la cosa ha generato alcune polemiche. Successivamente Alfano si è lamentato che il suo discorso sia stato strumentalizzato dai suoi avversari politici ed ha respinto le accuse di rinfocolare il sentimento omofobo.

Ma se anche i quotidiani più vicini al PDL, il Giornale di Sallusti e Libero di Belpietro, hanno sintetizzato le sue parole con titoli quali «Con la sinistra vincono i gay», «Angelino apre il fronte gay» per finire in bellezza con «L’Angelino scatenato dà una botta ai gay», come si può pensare che gli altri – e tra questi gli stessi omosessuali – le possano percepire in modo diverso?

Non c’è che dire. Qualche anno fa il centro-destra era in grado articolare in modo un po’ più convincente (e un po’ più liberale) le ragioni per le quali non votare per la sinistra

Nessuno pensa che Alfano sia motivato da una particolare animosità personale nei confronti degli omosessuali, ma il segretario del PDL dovrebbe considerare quanto nel suo ruolo sia giusto proferire parole che mandino un segnale di esclusione pregiudiziale nei confronti di una parte sia pur piccola della popolazione.

I gay vengono ad essere una minoranza che non si ritiene degna di vincere alla causa del proprio partito, ma della quale si auspica collettivamente la sconfitta. Chiedere che non si voti a sinistra perché con «la sinistra vincono i gay» equivale ad auspicare che i gay “perdano”, qualunque cosa ciò voglia dire.

E poi c’è un’altra cosa su cui Angelino Alfano dovrebbe riflettere – sul fatto che la “tolleranza” verso gli orientamenti sessuali minoritari non è affatto “comunista”, ma al contrario è proprio un elemento distintivo del modello occidentale di civiltà e di società aperta.

Le scelte spagnole in materia rappresentano tutt’altro che un’eccezione degenerata – quasi tutti i paesi occidentali mettono a disposizione dei gay per lo meno uno strumento tra matrimonio ed unione civile.

Ben diversa è la situazione nelle parti del mondo in cui prevalgono modelli politici e culturali lontani da nostro.

Sappiamo bene come l’orientamento omosessuale sia da sempre fortemente represso nei paesi islamici, ma c’è da dire che lo è stato sovente anche nell’ambito di totalitarismi “laici” – in particolare nel comunismo sovietico dove era percepito come un elemento di decadenza borghese e di corruzione dei valori della classe lavoratrice, oltre che come un atteggiamento antisociale perché contrario alle politiche nataliste e “sviluppiste” del governo.

Insomma un occidente gay friendly ed un resto del mondo ancora fortemente omofobo – e in questo periodo è stato abbastanza paradigmatico di questo “scontro di civiltà” il confronto a distanza tra il primo ministro britannico David Cameron ed il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe.

Mugabe, comunista, è da sempre un nemico giurato dei gay, convinto com’è delle origini bianche e capitaliste dell’omosessualità.

In Zimbabwe l’omosessualità è reato e due uomini che si bacino o anche solamente che si tengano per mano in pubblico possono essere arrestati.

David Cameron, conservatore, si è invece detto a più riprese favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso ed il suo governo sta lavorando per introdurli in Gran Bretagna entro il 2015.

Per Mugabe, Cameron è “satanico” perché vuole condizionare gli aiuti umanitari al fatto che gli Stati non perseguitino le minoranze, tra cui gli omosessuali.

Pochi giorni fa, in occasione del suo 88mo compleanno, il presidente dello Zimbabwe ha di nuovo lanciato strali contro Cameron per le sue opinioni sull’omosessualità ed ha affermato che i gay sono peggio di maiali e cani perché «almeno loro sanno qual è il maschio e qual è la femmina». Mugabe ha invitato i giovani a rigettare i valori occidentali ed ha portato l’omosessualità come prova di quanto sia “malata” la cultura europea e americana.

Insomma, caro Alfano. Tra Cameron e Mugabe, con chi ti va di stare? Con il giovane leader del centro-destra britannico o con il vecchio tiranno leninista?

Dato che il tuo partito non disdegna spesso – e fa anche bene – un po’ di orgoglio “occidentalista”, ti diamo un consiglio spassionato. Sui gay stai con Cameron e fai l’occidentale.


Autore: Marco Faraci

Nato a Pisa, 34 anni, ingegnere elettronico, executive master in business administration. Professionista nel campo delle telecomunicazioni. Saggista ed opinionista liberista, ha collaborato con giornali e riviste e curato libri sul pensiero politico liberale.

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