Se Dell’Utri ‘doveva’ essere mafioso, allora viva la Cassazione

di CARMELO PALMA – La cosa più facile sarà di interpretare la sentenza della Cassazione, che salva Dell’Utri dalla galera e lo accompagna alla probabile prescrizione, secondo lo schema di quella “geopolitica giudiziaria” per cui a Palermo si monta e a Roma si smonta il marchingegno della lotta alla mafia.

Un’interpretazione annunciata, del resto, dalla sfiducia preventiva verso un collegio presieduto da un magistrato “amico di Carnevale” e in genere verso la Suprema Corte, che già nel recente passato si era mostrata di manica stretta nel giudicare della fondatezza di condanne esemplari pronunciate per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma è davvero così scandaloso circoscrivere la portata di una figura anomala, più “efficiente” che “giusta”, più capace di acchiappare nella rete del reato associativo le compromissioni politiche con il potere mafioso, che di dimostrare l’effettivo servizio dei “compromessi” ai disegni del sodalizio criminale?

Il fatto è che non è bella per niente la “bella giustizia”, che non va per il sottile, che bada al sodo e che almeno per certi reati – quelli spregevoli, quelli di maggiore allarme e riprovabilità sociale e morale – delle garanzie e delle cautele vorrebbe fare economia, per andare al processo come si va alla guerra. Non è bella questa giustizia, né nella pratica disinvolta dei magistrati “combattenti”, che almeno hanno dalla loro il peso di una vita e di una missione impossibile – di amministrare la giustizia dove la società stessa, e non solo quella criminale, sembra refrattaria al diritto – né nell’apologia politico-giornalistica della giustizia esemplare e politicamente corretta, che invece dalla sua non ha niente di eroico e troppo di furbetto.

Quanto costi in termini civili una giustizia amministrata così lo dimostrano in questi giorni, più che la sentenza su Dell’Utri, lo nuove indagini sull’omicidio Borsellino e sulla sua (definitiva) verità giudiziaria, irrimediabilmente depistata da un pentito (Scarantino) capace di dire le cose giuste al momento giusto e di usare la “macchina della verità” per smerciare il proprio falso d’autore.

La tesi secondo cui uno come Dell’Utri – con quella faccia, con quel modo di fare e di dire, con quelle frequentazioni mafiose derubricate ad amicizie private – “dovesse” essere un mafioso, almeno esterno, se non interno, perché “sennò la mafia non esiste”, è quella che condanna da parecchi decenni la giustizia ad essere tanto terribile quanto inefficiente, a passare da Scarantino a Spatuzza e da Spatuzza a chissà chi altro, a pronunciare sentenze esemplari, di cui resta solo l’esempio di una manipolabile e indifendibile debolezza, e a rinnovare il fanatismo ma anche la sfiducia per una giustizia all’ingrosso.

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Twitter @carmelopalma


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

5 Responses to “Se Dell’Utri ‘doveva’ essere mafioso, allora viva la Cassazione”

  1. Dell’Utri- Il Procuratore Generale: “Violati i suoi diritti”.
    D’accordo succede spesso a volte pensare, di proposito per ben 25 volte le assoluzioni per Silvio Berlusconi:sono state proclamate da fiction”Scherzi a parte”o sentenziate da un Tribunale della Repubblica? Certamente non per cose leggere se pur disdicevoli, ma dolorose per i cittadini che incappano nelle grinfie di questi operatori, che, dovrebbero non essere condotti solo risarcimento, ma associati alle patrie galere per attentato all’affidabilità di uno Stato Democratico e Civile. Se la Cassazione ha annullato la condanna per mafia al Senatore Dell’Utri, ora cosa farà “George” Capo del Csm il solito e retorico rimbrotto o userà la clava per fare pagare questi, oltre al licenziamento, ma tolti pure i diritti acquisiti o questa Casta reclamerà l’aiuto della Fiom-Cgil e No Tav per usufruire dell’Art.18?Basta con questo cavolo di reato sul concorso esterno mafioso semplice o complicato, se uno aiuta la mafia e ci sono le prove concrete con ogni ragionevole dubbio bene il reato mafioso, e, ciance alle dicerie di pentiti allevati in batteria da complotti criminali, punto e basta. Per Sinistri dire basta a 60 anni di storture giuridiche ed avvantaggiarsi nel cavalcare la tigre, molte volte è più grave lasciare incancrenire una situazione con spot elettorali su Express Media, basta leggere post con licenza con vocaboli indecenti in libertà, se questo è definirsi avere le Mani Pulite e Democratici, poi in realtà fanno Pena-ti, non credo di andare Lusi-ngati!
    http://www.pisticci.com/forum/10-attualita/2204-dellutri-il-procuratore-generale-qviolati#2204
    http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/post/2729718.html
    http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2012/03/10/dellutri-il-procuratore-generale-violati-i-suoi-diritti/
    http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.com/2012/03/dellutri-il-procuratore-generale.html
    http://www.ilgiornale.it/interni/la_vittoria_dellutri_processo_rifare/10-03-2012/articolo-id=576505-page=0-comments=1

  2. C’era una volta l’Italiano ramingo per il mondo per onorare il suo Paese, ora emigrante nella solitudine e nella crisi.
    Ergo, meglio dire che operatori della Giustizia che non dovrebbe essere con salti della quaglia da un potere all’altro: la Giustizia c’est finì? Da quando trucidarono Falcone e Borsellino, umiliati da vivo da Leolunca Orlando e Cristianucci Kopmagnuzzi uzzi uzzi (io ero presente al Parioli, Costanzo Show ) poi diventò icona, oggi usano la sorella candidata Sindaco a Palermo divenuta: usata e rottamata! Altri? Fanno carriera immeritata nella Casta? Ecco le lamentele contro Caselli: i creduloni speravano nella “clemenza” o favoriti dalla tattica dei tanti SMEmo nei 25 processi contro Berlusconi, perchè no, un “ aiutino” per noi dei No Tav anche se con reati da criminali? Cchiste ‘è, ‘o probblema essere o no “Mani Pulite” restando Democratici con centinaia di c/c sparsi nell’Est con codici dispersi, che, anziché, far Pena-ti, sono anche Lusi-ngati, ma pure gabbati!
    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_febbraio_20/caselli-annullate-presentazioni-libro-assalto-alla-giustizia-no-tav-1903367754918.shtml

  3. Carmelo Palma scrive:

    Dei due commenti precedenti ho capito poco – solo che la sentenza della Cassazione rappresenterebbe un giusto risarcimento per la fazione berlusconiana e un’implicita condanna per i suoi nemici. Neanche per sogno. Ci tengo a dire, a scanso di equivoci, che ritengo, dopo un diciassettennio, il “garantismo” berlusconiano – quello per cui conta il nome dell’imputato, non la natura dell’ingiustizia – una sciagura innanzitutto per i garantisti. Avere nemici come Travaglio o di Pietro, passi. Ma avere amici come Gasparri e come i garantisti per cui i sommersi e i salvati dell’antimafia all’ingrosso non sono tutti uguali, ma tutti diversi e si meritano di crepare oppure no a seconda di chi sono, di come si chiamano e di quanto sono importanti, è stato molto peggio, molto più doloroso, molto – se posso dire – più umiliante.
    Sono contento del rigore garantista della Cassazione. Non per Dell’Utri, ma per me e per l’idea che ho della giustizia. Non certo per il PdL, che non si merita nulla su questo e ormai neppure sul altro, se non il discredito.

  4. Piccolapatria scrive:

    Leo Luca Orlando Cascio sarà in lacrime per questo “sfregio” che mette in ombra la sua indefessa e parolaia “antimafia professionale”, tanto più cocente poichè frutto della sentenza di un giudice “non credibile” in quanto colpevolmente “amico del giudice Carnevale “. Ricordo che quest’ultimo fu indagato,accusato e processato per ignominia e alla fine assolto con formula pienissima da ogni accusa. Insomma non solo a Berlino ma, a volte, anche in Italia c’è “un giudice” che condanna o assolve in base a riscontri e prove concrete; non si fa forte di proprie estemporanee convinzioni teoricamente leguleie facendo strame di vera giustizia, a braccetto con il pentito del momento, magari riesumato ad hoc, nell’esaltazione di questo o quel cianciminaio . Ho letto da qualche parte che questa sentenza manca di rispetto all’opera di Falcone; facendogli uno sgarbo postumo; lo si fa parlare con la comodità che da morto non può dire la sua. I manettari non sanno come pararsi nella delusione di dover riporre il “tricot” e scalpitano disordinati ma speranzosi che sia solo rimandato l’appuntamento con il rinnovo della gogna in cui sguazzano e ci fanno soldi e soldi con libercoli opportunamente redatti pro volgo ben predisposto. Cordiali saluti.

  5. bruno scrive:

    Un altro caso del degrado e della mancanza di credibilita’ della giustizia italiana. L’accusato ha il diritto di difendersi, l’accusa ha il dovere di provare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio, almeno questo succede negli altri paesi, mentre in Italia succede il contrario.

    La mia opinione della magistratura italiana e’ negativa, non ho nessuna fiducia, comunque la mia opinione trova riscontro nel giudizio di World Justice Project:

    “Italy is the weakest performer of the countries in the Western Europe and North America region measured by the Index, although there are significant variations across the three cities polled (Rome, Milan, and Naples).
    Out of 12 countries covered in the region, Italy ranks 12 in seven of
    the eight rule of law dimensions. Corruption within the judiciary and impunity of government officials – where the country ranks 27th and 35th, respectively – both constitute significant institutional weaknesses.

    Italy ranks last among high-income countries in the areas of open government, order and security, and access to civil justice. Lack of government accountability, delays in administrative and judicial decisions, police discrimination against foreigners, and deficient legal security, are also sources of concern. On the other hand, Italy earns high marks in the areas of judicial independence and protection
    of fundamental rights”.

    Non c’e’ uno stacco netto tra politica e magistratura, a differenza di altri paesi, i risultati si vedono come pure i giudizi negativi da parte di paesi esteri.

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