Le multinazionali sono bellissime, è l’Italia di Vendola a non esserlo

di PIERCAMILLO FALASCA –

AAA Paese di 60 milioni di abitanti, referenziato, patrimonio culturale, paesaggi e molti talenti, cerca nuova classe dirigente capace di attrarre investimenti stranieri. Astenersi perditempo.

 

Nel giorno in cui alla Camera si approva il disegno di legge di conversione del cosiddetto Decreto Semplificazioni, faremmo bene a ricordare che uno dei più grandi fattori di sviluppo di un’economia contemporanea è la “fertilità” del terreno normativo, la sensazione di stabilità del quadro regolatorio, la certezza dei diritti, la velocità con cui la giustizia dirime le controversie e la ragionevolezza dei tempi della burocrazia. Quando tutto ciò non esiste, quando cioè prevalgono le logiche di un potere politico pasticcione e invasivo, gli investimenti scappano, prendono altre vie.

La rinuncia di British Gas alla costruzione del rigassificatore di Brindisi, un progetto che aveva ricevuto le prime autorizzazioni nel 2001 (un’era geologica fa) e sul quale la società aveva già investito 250 milioni di euro, ma che non aveva ancora ottenuto i permessi definitivi per iniziare i lavori, a causa del rimpallo di responsabilità tra amministrazioni locali, governo centrali ed enti strumentali. Nello stesso arco di tempo, in Galles, un progetto analogo della multinazionale britannica è stato approvato, realizzato e messo in funzione.

Saranno felici gli ambientalisti de’ noantri, con in testa il loro gran visir Nichi Vendola, il Masaniello contemporaneo: quei circa mille lavoratori che avrebbero trovato un impiego nei prossimi quattro anni potranno dedicarsi a nuove forme di volontariato ecologico; disoccupati come sono, potranno destinare tanto tempo alla salvaguardia di quei luoghi che l’impianto della British Gas avrebbe deturpato per sempre, secondo la vulgata qualunquista tanto di moda in questo periodo No-Tavico. Quel gas naturale liquefatto, che da Brindisi sarebbe stato immesso nella rete italiana contribuendo a ridurre la dipendenza da fonti di energia più inquinanti e a favorire una pressione verso il basso dei prezzi al consumo, viaggerà verso i paesi che sanno realizzare delle “banali” infrastrutture del nostro secolo chiamate rigassificatori.

Le multinazionali sono bellissime (è stato il titolo di questa “Bozza di Libertiamo” dello scorso anno): iniettano ricchezza nelle arterie dell’economia italiana, aumentano il tasso di competitività e di innovazione, assumono e si ibridano con il tessuto imprenditoriale locale. E’ l’Italia, invece, a non essere più bella: se continuiamo a far scappare i capitali esteri – esasperando gli azionisti con le incomprensibili lungaggini della burocrazia, gli irrazionali condizionamenti populisti e pseudo-ideologici della politica, la rapacità del fisco e l’asfissia del mercato del lavoro – un bel giorno dovremo scappare noi.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

3 Responses to “Le multinazionali sono bellissime, è l’Italia di Vendola a non esserlo”

  1. Vincenzo scrive:

    Il guaio è che più del 50 % dei Pugliesi hanno votato Vendola, quindi o la pensano come lui oppure si sono fatti plagiare il cervello, magari dopo una bella bevuta, dai suoi discorsi. Come la mettiamo con loro?
    Detto altrimenti: perché diavolo scrivere articoli e articoli di giornale (o anche su internet) sulle malefatte dei politici quando si sa benissimo che questi articoli verranno letti al massimo da 100 persone (sempre le stesse) e non andare nei supermercati oppure d’estate in spiaggia a spiegare come stanno le cose?
    Se chi è liberale in Italia si è dovuto rassegnare a votare Berlusconi per sperare di avere un minimo di riforme ci sarà pure una qualche ragione.

  2. Drago78 scrive:

    Concordo con Vincenzo e con l’articolo… che il partito di Vendola sia di estrema sinistra come lo sono del resto Rifondazione Comunista & Company… non mi pare sia un mistero. Se no poi si dice che scopriamo l’acqua calda come al solito XD. Il problema è rispondere alle seguenti domande secondo me fondamentali per il nostro paese ed il suo rilancio. I comunisti in Italia ci sono?? Purtroppo si, come ho detto ci sono ancora oggi nel 2012 partiti, che credono ancora nel suo ritorno… di un sistema ormai decretato fallito dalla storia che ne è il testimone… secondo me triste testimone, ma questa è prettamente una mia opinione che spero però venga condivisa da più o meno tutti. E non perchè lo dice Berlusconi, ma perchè effettivamente ci sono… sono lì sotto gli occhi di tutti… ben il 8,4% che vota SEL, e il 2,1% che vota RC. Com’è attualmenta la situazione politica italiana?? Tragica, e bisogna dirlo. Se vi è mai capitato di guardare almeno una volta i sondaggi settimanali del Tg La7, i voti si stanno pericolosamente, e dico pericolosamente spostando appunto verso i due estremi delle rispettive fazioni, che siano di destra o sinistra. I moderati stanno perdendo a macchia d’olio voti importanti… la gente è confusa, il dato astensionistico è allarmante (mai così alto dai tempi del fascismo per capirci… 47,1% in data 9 Marzo 2012 XD),la gente non sa più chi votare e chi ancora vuole vendersi il proprio voto per 4 soldi vota i partiti estremi e i politici ovviamente come sempre, se ne fregano e chi ci gode?? Appunto, gli estremisti. FN ad esempio ha visto schizzare i propri voti in alto in pochi mesi dal 1,2% al 2,7%, ha aperto numerose nuove sezioni anche in città dove non esistevano (ad esempio Novara dove abito XD), con tesseramenti al più 74% nei soli ultimi 4 mesi, in un crescendo generale di sentimento popolare di rabbia e odio… sia sociale che psicologico verso un “Eurobaracca” se posso chiamarla così, che è ormai allo sfascio completo. Cosa molto grave a parer mio. Finanza senza regole, dominio senza confini dell’FMI, tassi di interesse sui relativi prestiti da peggio degli strozzini, ed economia in stallo da tempo per colpa di una tassazione ormai asfissiante in tutti i paesi UE, credo stiano dando il colpo di grazia all’Eurobaracca. Tutti i mercati si stanno spostando nell’est, da quello del lusso, a quello produttivo, per via di flat-tax generalizzate in quei paesi, mentre noi siamo costretti a vendere le nostre aziende, perchè impossibilitati a sostenerne costi e relativa concorrenza… ormai spietata in tutti i sensi. Inutile dire che tutto ciò in Italia è aggravato da pensieri generalizzati poco liberali e troppo ancorati ancora ad “arcaismi” e baronati vari.

  3. enzo51 scrive:

    Evviva!!!

    Siamo in attesa del nuovo”Uomo della Provvidenza” mentre gli Stati Uniti attendono il loro Superman!!

    Andiamo,siamo seri!

    Ogni epoca ha avuto i suoi crucci e i suoi dolori:sta nella serietà e operosità delle persone attivare i giusti meccanismi per uscire fuori da questo pantano!

    E poi ,ogni popolo ha quel che si merita!

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