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Le banche non sono il male. L’usura bancaria però è un reato

– Nel già confuso clima economico mondiale, il rapporto tra gli istituti di credito e le imprese italiane non sempre si declina nella semplicità.
Le risposte della politica e del mondo del mercato, della finanza e dell’imprenditoria alle sfide che la complessità della nostra società e delle sue relazioni con i sistemi correlati ci pongono, sono ancora dominate da una visione settoriale e non integrata della realtà.

Non è affatto immediato parlare di trasparenza: nel rapporto tra banche e clienti spesso domina la diffidenza, se non anche la paura del raggiro.
In concreto, alla domanda su che cosa debba fare un imprenditore per capire le logiche bancarie, la risposta rimane aperta e articolata. Come valutare le condizioni contrattuali e le spese applicate? Quali strategie per le aziende e il loro bilancio? Cosa fare? Proviamo per un attimo a metterci nei panni di chi, quotidianamente, vive questi dilemmi, con la consapevolezza che la scelta di una banca non è mai cosa da poco.

Forse alla luce di ciò andrebbe compiuta da parte degli istituti di credito una seria riflessione sul proprio status e sulla propria capacità d’erogare servizi. Cosa offrono? Sanno quantificare i costi degli affidamenti? Conoscono il limite oltre il quale non può spingersi la banca?

Non a caso sta aumentando il numero d’imprenditori (un nome per tutti è quello dell’ing. Alberto Battistello di Bassano del Grappa; egli fu pioniere nel 2006 nell’intraprendere l’iter giudiziario contro ciascuna delle sei banche presso cui la sua società aveva il conto), che ha avuto il coraggio d’affrontare i colossi bancari dopo aver prosciugato il conto corrente o, peggio ancora, a seguito di fallimento. Oggi sempre più spesso si aprono fascicoli e si depositano atti contro le banche. Gli istituti di credito diventano così destinatari non di soli malumori, ma di vere e proprie azioni legali, siano esse giudiziali, come l’azione civile o penale, o stragiudiziali, come la mediazione civile e commerciale ex D.Lgs. 4 marzo 2010 n. 28.

Gli strumenti di difesa, anche grazie alla sensibilità del legislatore, si stanno perfezionando, e il fenomeno di chi cerca di “capirci qualcosa” si sta evolvendo a macchia d’olio.
I cittadini su queste cose diventano sempre più “affamati” e sempre meno rassegnati a verità solo apparentemente assolute.

Mi sembra un punto focale, ma invece di ragionare in astratto intorno al significato delle parole “interesse ultralegale”, “anatocismo”, “commissioni di massimo scoperto”, “prescrizione”, vorrei sollevare la questione in modo diretto: Ma le banche applicano tassi usurai? Quali reazioni genera nel cliente la conferma di ciò? Come può comportarsi chi vive una situazione tale? A chi rivolgersi? Che cos’è l’usura bancaria?

Ciò che si chiama “usura bancaria” è un illecito, civile e penale, consistente nell’addebito sul conto di interessi superiori al cd “tasso soglia” o anche semplicemente nella loro pattuizione.
Le conseguenze dell’accertamento dell’usura sono la restituzione di tutti gli interessi passivi, il risarcimento del danno e la possibilità d’accesso al fondo di garanzia per le vittime di usura.

Lo spettro dell’usura non fa progredire, ma svelarlo può costituire un utile e concreto approdo.


Autore: Sara Zanon

Nata a Padova nel 1979, laureata in giurisprudenza e filosofia, counselor filosofico e relazionale. Sta svolgendo la pratica forense presso il Foro di Bassano del Grappa. Amministratrice di Equity srl, Organismo di mediazione civile e commerciale. Collabora con il Futurista e con la rivista on line dell'Istituto di Politica.

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