Da Bossi a Boni, se la Lega è parte della ‘questione settentrionale’

di LUCIO SCUDIERO – In Italia la questione settentrionale è rimasta orfana e nessuno dei partiti politici ha avviato la pratica per l’adozione.

Dei soggetti politici presenti in Parlamento (ma neppure di quelli che si candidano ad entrarci) non ce n’è uno che abbia definitivamente realizzato che sarebbe giunto il momento di infliggere il colpo di grazia alla pretesa della Lega Nord, sempre più velleitaria e fallimentare, di rappresentare in monopolio gli interessi e i malumori dell’area più europea d’Italia.

Il Settentrione va necessariamente coinvolto in un progetto di rifondazione repubblicana del Paese, di cui deve immaginarsi parte trainante e protesa a raccogliere, per vincerle, le sfide che il Mondo gli pone.

Un compito troppo complicato e troppo nobile perché possa attendervi il partito guidato da un vecchio signore, purtroppo malato, che andrebbe tenuto a riposo e invece va in giro per bar di provincia e bouvette di Palazzo a imbrattare i taccuini dei giornalisti con dichiarazioni deliranti.

Attività, c’è da dire, in cui i suoi non lo lasciano mai solo. Prendete per esempio quel famigerato Davide Boni, quello lì ieri indagato e perquisito per corruzione, il presidente nientemeno di quel Consiglio Regionale Lombardo che tanto lustro ebbe in dono dal Carroccio che pure vi condusse, perché imparasse il mestiere del delfino, un giovin che gli amici chiamaron il “Trota”.

Davide Boni, dicevamo, uno che a mezzo twitter iniziava la settimana con fini elucubrazioni di dottrina morale e politica di questo segno qui: «Ciao a tutti buon lunedi…giornata di incontri…piove….governo ladro….have a nice day, nonostante l’acqua e il governo…», prima di dedicarsi a difendere il sacro perimetro del Nord Est dall’approdo di illustri mafiosi che ne avrebbero insozzato la purezza.

Quando non è una barzelletta sconcia, la Lega Nord è il vero problema del Nord Italia, il cancro che ne ha divorato il passato (gli ultimi 20 anni) e si appresta a rosicchiarne, ancora un po’, il futuro. L’opposizione fintamente livorosa che tenta di organizzare quotidianamente al governo Monti, di cui è causa e non vittima, sarà inutile, perché non riuscirà a guadagnarle la salvezza dal fallimento e dal ludibrio che hanno colpito il sistema dei partiti secondo repubblicano.

Lo stesso sistema che, non avendo soluzioni né proposte credibili per niente, non le ha neppure per le inquietudini del Nord, politicamente sospeso tra un inconcludente sindacalismo di territorio,  reazionario e declinista, e il nulla.

La Lega oggi è parte della questione settentrionale, ed è per questo che il Nord è, più che mai, una gigantesca opportunità politica per gli altri partiti.

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Twitter @Antigrazioso

 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

One Response to “Da Bossi a Boni, se la Lega è parte della ‘questione settentrionale’”

  1. articolo condivisibile.
    tuttavia i partiti mi sembrano un po’ latitanti.
    eh si che un partito come FLI ad esempio potrebbe fare una campagna a tappeto per la riduzione della burocrazia e dello “statalismo regionale” che la Lega non può fare.

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