Berlusconi prescritto. Giustizia ‘non pervenuta’, come sempre

di SIMONA BONFANTE – In Italia vengono prescritti 500 processi al giorno, imputato eccellente in più, imputato eccellente in meno. Un’amnistia di fatto, non legale ma reale. La legge, nel nostro ordinamento costituzionale, non dovrebbe farla la consuetudine, ma il Parlamento. E invece il Parlamento fa le leggi, le leggi vengono trasgredite e la magistratura, che deve rilevare reati e comminare sanzioni, non è capace di fare né l’uno né l’altro, nel senso che seleziona a suo insindacabile giudizio le notizie di reato cui dare seguito investigativo, non curandosi alla fine neppure della loro reale perseguibilità.

La voce ‘giustizia’ nel nostro paese è non pervenuta. Non essere in grado di amministrare giustizia ci rende un paese a democrazia monca, come l’Afghanistan. La Corte europea dei Diritti dell’Uomo praticamente lavora solo per noi: siamo tra i primi per lunghezza dei procedimenti e secondi solo alla Russia per i casi accertati di trasgressione dei Diritti dell’Uomo. Per il cliente italiano di giustizia, la CEDU è ormai una specie di quarto, estremo grado di giudizio al quale ricorrere per sopperire alla conclamata incapacità strutturale del nostro sistema giudiziario di amministrarla da sé. Praticamente commissariati, come in Afghanistan, appunto, dove il Diritto c’è ma non si pratica.

In questi vent’anni la politica si è occupata eccome di giustizia. Non però di quella negata ai cittadini normali. Non della tortura inflitta ai rei segregati nei patri lager chiamati galere. Non dell’insostenibilità finanziaria di un sistema retto sull’inefficienza impunita e la irresponsabilità addirittura premiata. Ci si è occupati di Berlusconi. Si sono investiti denari pubblici per perseguire Berlusconi. Si sono occupate procure intere per aprire sempre nuovi e mediaticamente premianti dossier investigativi su Berlusconi. Berlusconi, ovviamente, non ne è stato manco scalfito. Al contrario, ne è stato politicamente come eternato.

Lo hanno scritto, ieri, Pierluigi Battista sul Corriere e Mario Sechi su Il Tempo, e lo ha auspicato pure un politico culturalmente decostruito come Matteo Renzi, che la fine del processo Mills deve adesso aprire una pagina nuova. Ma che sia davvero così, Berlusconi a parte, francamente, nutro dubbi. Abbiamo celebrato pochi giorni orsono il ventennale di Mani Pulite, che di quella focale che punta al dito per non vedere la luna è stata l’apoteosi. La luna della giustizia, a giudicare dal tenore dei commenti tecnici e di quelli politici alla sentenza del Tribunale di Milano, continua ad essere oscurata.

Il procuratore del processo Tortora ha fatto carriera. Il caso di Yara Gambirasio è ancora nulla di più probatoriamente solido di un plastico di Bruno Vespa. Silvio Scaglia, l’ex ad di Fastweb, s’è fatto un anno di galera e, dal processo in corso, non si capisce ancora perché. L’ex presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, è stato costretto alle dimissioni, salvo poi scoprire che il reo era il suo accusatore. Intanto, qualche milionata di cittadini si rivolge alla magistratura per avere giustizia per un torto subito. Ecco, una pagina nuova si aprirà davvero quando il debito insoluto per il quale il cittadino-contribuente anonimo chiede giustizia diventerà motore dell’amministrazione quotidiana di quella roba chiamata Diritto.

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twitter @kuliscioff


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

3 Responses to “Berlusconi prescritto. Giustizia ‘non pervenuta’, come sempre”

  1. pizzul515 scrive:

    ok ma quale e’ il tuo punto? che lo stato delle cose sia questo, vabbene, siamo d’accordo anche se con delle osservazioni da fare.
    la selezione dei reati da perseguire meglio che sia fatta di fatto dai magistrati che sono un gruppo vasto fatto di molte teste diverse che dal ministero che risponde alla politica e ai partiti.
    i 500 reati impuniti al giorno sono anche e sopratutto figli della ex cirielli che e’ stata fatta probabilmente non con i piu nobili intenti.
    troppi reati che potrebberlo non esserlo o essere puniti con sanzioni amministrative.
    troppi gradi di giudizio, non sta scritto da nessuna parte che tutti devono andare in cassazione e che tutti gli avvocati possano farlo, da Sarko’, sicuramente lo sai, non e’ cosi
    fare l’avvocato e tirare in avanti il processo e’ facile e non risponde a nessuna logica di giustizia o garanzia
    quindi quale e’ il tuo punto? ok la giustizia da noi non e’ garantita, ok facciamo cagare in europa per questo, ok serve uno spirito nuovo, ok ce’ chi ce’ rimasto bruciato… tutto questo e’ da cambiare ma il punto dovrebbe essere, che facciamo? o chi crediamo che sappia fare qualcosa?

  2. lodovico scrive:

    Silvio Scaglia, l’ex ad di Fastweb, s’è fatto un anno di galera e, dal processo in corso, non si capisce ancora perché. L’ex presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, è stato costretto alle dimissioni, salvo poi scoprire che il reo era il suo accusatore.

    Gli errori dei magistrati P.M e Tribunale della libertà dimostrano la vitalità della magistratura e la sua indipendenza. Gli errori della magistratura fnno parte del gioco democratico e tutti noi dovremo incominciare a considerare la magistratura una istituzione che ci tutela anche quando sbaglia e ci mette in galera. La colpa non è della magistratura ma delle leggi.O forse no.

  3. lodovico scrive:

    Silvio Scaglia e Ottaviano Del Turco sono stati messi in galera, per espresso desiderio dei P.M. e del tribunale della libertà che li tutela da eventuali errori, a fin di bene: li abbiamo allontanati dalle beghe quotidiane, presidiati a vista e cibati, garantendo loro le più amplie tutele di libertà,e salvati dai loro accusatori,insomma la magistratura sta fornendo a questi nuove ed ampie garanzie di vittoria per stabilire la verità ,nei rapidi processi in corso. Credo!!!!!Forse?????? Non capisco!!!!!!

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