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Si ricordino le battaglie di Dulbecco contro il “proibizionismo scientifico”

“Di Renato Dulbecco abbiamo il dovere di ricordare non solo gli straordinari successi che gli valsero il Premio Nobel, ma anche il monito a non subordinare la libertà di ricerca scientifica a criteri politici e ideologici”.
“Dulbecco ha così contribuito ad alimentare il dibattito civile con posizioni molto lontane da quelle che a partire dalla metà dello scorso decennio inaugurarono, anche nel nostro paese, un inedito e preoccupante proibizionismo scientifico. Oggi – prosegue Della Vedova – onorare la sua figura significa anche prendere sul serio i suoi giudizi (definì la legge 40 “umiliante per la medicina”) e la sua capacità di distinguere il rigore deontologico dal conformismo politico e la prudenza bioetica dal fanatismo antiscientifico”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

One Response to “Si ricordino le battaglie di Dulbecco contro il “proibizionismo scientifico””

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  1. [...] infruttuoso) eccetera eccetera. Insomma, tutti piangono l’immane perdita: pochissimi, però, hanno il coraggio di ricordare non solo i riconoscimenti ricevuti da Dulbecco nella sua carriera, ma anche le sue prese di [...]