Insistiamo, viva l’inciucio elettorale (una benedizione, per il Terzo Polo)

di CARMELO PALMA – Dell’inciucio elettorale di cui tanto si parla, prima di domandarsi cui prodest, occorrerebbe chiedersi quid est. Posto che serva, oggi, di più a questo o a quel partito, può servire domani a rendere la competizione politica più efficiente?

Da dove partiamo, lo sappiamo. Dal fallimento del bipolarismo “costrittivo”, dall’idea che un sistema “buono” possa surrogare partiti “cattivi”, dall’illusione che la meccanica formale della legge elettorale sappia piegare la dinamica sostanziale della politica. Sia col Mattarellum che col Porcellum, invece, ad uscire consolidato non è stato il principio maggioritario, ma quello “minoritario”. A finirne avvantaggiati, non sono stati solo i partiti medio-piccoli, ma tra questi, in particolare, quelli “anti-sistema”.

Pensare che tutto si possa aggiustare tornando ad un sistema elettorale analogo, nel funzionamento e negli esiti, a quello pre ‘94, sarebbe però un errore altrettanto fatale. Lo abbiamo già detto, e ci permettiamo di insistere, visto che il negoziato “segreto” si è fatto scoperto. Proprio perché la Seconda Repubblica, esattamente come la Prima, è fallita innanzitutto nei partiti, serve una legge elettorale che senza “inventare” partiti che ancora non ci sono, non si accontenti di quelli che ci sono e non si adatti, semplicemente, ai loro difetti.

La democrazia italiana è inefficiente perché ha partiti troppo piccoli, parassitari, rinunciatari. Una legge elettorale che premi partiti larghi, inclusivi e maggioritari – com’è nella proposta Ceccanti – non serve solo al PdL o al Pd. Servirebbe anche al Terzo Polo, che senza incentivi per diventare grande, rischia di morire da piccolo. Peraltro, se il Terzo Polo rinuncia all’ambizione di giocare elettoralmente alla pari con PD e PdL, politicamente cosa ne rimane?


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Insistiamo, viva l’inciucio elettorale (una benedizione, per il Terzo Polo)”

  1. step scrive:

    Da vecchio (ex) radicale sarei per il bipartitismo stile USA, o al limite per un tripartitismo stile GB. Ma vista la situazione orrenda italiana mi accontenterei anche di un bipolarismo francese. L’importante è evitare che dei democristiani si mettano al centro e si svendano al miglior offerente alternativamente. Pannella parlava a questo proposito di mercato delle vacche… Questo rischio con il sistema francese un po’ c’è, ma forse è il massimo che possiamo ottenere.

    È giusto scrivere che il cosiddetto terzo polo (che, ad essere onesto, non so se ora lo voterei) deve avere il coraggio di porsi come principale contendente: o la va o la spacca. I poli devono essere due e questa congrega Casini-Fini deve provare ad essere uno dei due attori principali. Altrimenti è meglio che sparisca. Anche perché ormai sia il PD che il PDL si sono spostati a loro volta al centro, sono più moderati, per cui non si capisce a cosa servirebbe un ulteriore partito (o alleanza) di centro.

    Un bipolarismo estremo non piace neanche a me, ma questa “muscolarità” del bipolarismo non è dovuta al sistema in sé (altrimenti ci sarebbe anche in altri Stati), è invece causata da fattori culturali, in specie da una sinistra catto-comunista che criminalizza l’avversario politico, e da un populismo becero berlusconiano che usa la categoria “comunisti” per oggettivizzare un nemico e far coagulare attorno a sé un certo elettorato.

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