Chi paga la presunta competitività del solare?

– Da qualche settimana il Ministro dell’Economia del governo cristiano-liberale, Philipp Rösler (FDP), è diventato il bersaglio dell’opposizione rosso-verde per la sua proposta di tornare a tagliare gli incentivi per la produzione di energia dal sole.

Mai come nel 2011 sono infatti stati collegati così tanti impianti fotovoltaici alla rete elettrica (circa 7500 Megawatt). E ciò, oltre ad aver marginalmente contribuito a diversificare il mix energetico della Repubblica Federale il cui fabbisogno energetico è coperto oggi per appena il 3,5% dal solare, ha causato un pesante aggravio per le tasche dei consumatori tedeschi.

Stando alla legge per lo sviluppo delle energie rinnovabili (EEG), le famiglie e le imprese possono infatti rivendere l’energia non consumata alle utilities locali ad un prezzo superiore a quello di mercato (ci si aggira attualmente intorno ai 27 centesimi al kilowattora). Anche l’energia non rimessa in rete viene remunerata, ma a tariffe più basse.

Dall’inizio della legislatura il nuovo Governo ha disposto la riduzione dei prezzi di favore, scaglionandola in più fasi tra 2011 e 2012. Ma i costi per i consumatori non sono affatto diminuiti, se è vero che l’anno passato la parte della bolletta sulla quale si scarica il barile delle sovvenzioni (EEG-Umlage) ha registrato vertiginosi aumenti.

Stando ad alcuni calcoli dell’istituto di ricerca economica (RWI) l’entità dei sussidi ammonterebbe ad 8 miliardi per l’anno passato e a circa 100 se si sommano gli aiuti dall’entrata in vigore dei primi meccanismi di incentivazione una ventina di anni fa.

L’esecutivo ha in mente di ridurre il peso sulle bollette a 3,5 centesimi per kilowattora ed eventualmente disegnare uno schema di incentivi che ne preveda una diminuzione a seconda di quale sia il numero di impianti che vengono collegati alla rete. Una formula che piace però solo al Ministro dell’Ambiente, il democristiano e protetto della Cancelliera, Norbert Röttgen, ma non ai liberali, né alle associazioni dei consumatori che vorrebbero un taglio netto di altri 15 centesimi per kilowattora.

Anche Michael Fuchs, che fa parte dell’ala liberale dei cristianodemocratici, è indignato: “Non è possibile che il 50% degli incentivi finisca al solare, che contribuisce solo in misura marginale a coprire il nostro fabbisogno energetico!“.

L’approvazione del taglio alle sovvenzioni per il fotovoltaico deciso dal Parlamento tedesco nell’agosto del 2010 è infatti stato solo il primo passo verso la definitiva cancellazione dei sussidi, prevista entro il 2030. Al proposito, gli strepiti degli ambientalisti sono del tutto ingiustificati, tanto più alla luce dei grafici e delle tabelle che gli stessi ecologisti amano esibire per dimostrare che ormai il solare è sempre più concorrenziale.

Delle due l’una. O il solare è competitivo e allora i sussidi non servono più e vanno pian piano ridotti. Oppure il solare non è competitivo – e le recenti difficoltà del settore anche in terra tedesca starebbero lì a dimostrarlo – e perciò si vuole che continui a rimanere a carico di tutti i contribuenti. Tertium non datur.


Autore: Giovanni Boggero

Nato nel 1987, si è laureato in giurisprudenza a Torino con una tesi in diritto internazionale. Ha studiato anche a Gottinga e Amburgo. Svolge un dottorato in diritto pubblico presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e si occupa di Germania per il quotidiano Il Foglio, la rivista Aspenia e per FIRSTonline.

9 Responses to “Chi paga la presunta competitività del solare?”

  1. Drago78 scrive:

    Io sono titolare di una grande azienda di consulenza energetica in Italia, che serve parecchie aziende, ed essendo parecchio esperto nel settore mi permetto di dirle che ciò che lei afferma nel suo articolo, se vero mi fa rimanere basito. Mi spiego meglio… il solare è assolutamente uno delle energie su cui puntare, investimenti e ricerca nel futuro, perchè è l’unica fonte energetica del futuro possibile. Mi sorprende che proprio la Germania stia facendo marca indietro. Difatti rispetta parecchi parametri che altre fonti rinnovabili non riescono a rispettare. Primo… bassissimo impatto ambientale e di paesaggio (sfido chiunque a mettere pale eoliche in mezzo a scenari come le 5 terre ecc… senza contare la resa energetica praticamente quasi nulla rispetto alle altre fonti…). Secondo… rapporto resa/superfice occupata ancora oggi imbattibile, in attesa di nuove fonti energetiche che presto arriveranno e poi ne parlerò. Terzo, prezzi al mq o a cella, via via sempre più competitivi e bassi (conoscendo meglio la tecnologia costa sempre meno montarli, quindi gli incentivi si annulleranno da soli col tempo). Senza contare puoi il buon nome in paese o in condominio di “ecologista” ecc ecc… che non mi pare cmq poco e tanti altri motivi che per spazio non sto qua ad elencarle. Ci sono poi da puntualizzare altre cose… ad esempio demonizzare il solare proprio ora che tra l’altro non è neanche all’apice dela sua parabola, anzi decisamente lontano se si pensa al suo potenziale futuro, è demagogico ed assurdo, perchè spaventa inoltre non solo chi vorrebe investirci risparmi di una vita, ma anche e soprattutto chi ci ha già investito e già li ha. Senza contare il solare termodinamico, ancora agli inizi della ricerca in merito, con potenziali di resa energetica da far impensierire centrali nucleari in alcuni casi. E poi oltre al sole il vento lo abbandoniamo così al suo destino?? Morta la pala eolica morto tutto?? Direi proprio di no… anzi le dirò che in questo campo un noto imprenditore pure mio amico tra l’altro XD, di nome Massimo Ippolito, ci sta investendo decenni di risparmi e della sua vita in un sistema che potrebbe rivoluzionare il modo di pensare l’elico in sé. Anch’io lo aiuto economicamente ed in questo progetto ci crediamo in due… ed altre 275 persone che sono cosi del progetto. Si tratta del famoso Kitegen, progetto ormai in via di ultimazione, e che ha già dimostrato di poter funzionare in picola scala, ed a scala reale, alimentando con dimensioni ridotte interi paesi di migliaia di abitanti e contrade intere. E tutt’ora lo sta fancendo. Un sistema frutto del genio di quest’uomo, che ha pensato di sfruttare il vento e le correnti di alta quota, per avere il massimo della resa energetica. Mentre le pale eoliche classiche, operano ad un altezza media di 100-150 metri, il kitegen può operare fino ad altezze di 1000-2000 metri. E come?? Con semplici aquiloni!! Già, quelli che usavano da bambini… e così fancendo si ottiene energia pulita a basso costo, dato che secondi calcoli precisi, costruire una centrale Kitegen che abbia una potenza di ben 3GW (cioè la potenza di due centrali nucleari…), basterebbe che avesse una circonferenza di 200 metri e 40 aquiloni in volo che girassero su se stessi. Fare ciò è stato ovviamente molto complesso, dato che ci vogliono software di gestione complicati, computer potenti, centinaia di prove e prototipi, tanta fatica e lavoro duro ecc… ma alla fine sempre ci siamo riusciti!! E che soddisfazione!! Inoltre il problema del paesaggio è già risolto… la centrale Kitegen sarebbe pure bella da vedere… se venisse ad esempio immersa in bel bosco, dato che verrebbe praticamente occultata dietro di esso, ecc ecc… Insomma il mercato ed il mondo delle rinnovabili è soltatnto all’inizio… ucciderlo ora, sarebbe come ammazzare un neonato nella culla. Meglio evitare… cordiali saluti.

  2. da quel che leggo, si vuole abbattere il finanziamento al fotovoltaico e non il finanziamento in genere.
    premesso che con la germania vi sono alcune differenze come la producibilità dei campi (per ovvie ragioni molto superiore in italia) e il costo dell’energia elettrica in generale,
    si deve considerare che il compito del fotovoltaico non è tanto quello dell’indipendenza energetica totale ma quello dell’indipendenza energetica dei nuclei familiari.
    per come la vedo io in italia si dovrebbe ricalibrare i finanziamenti(senza togliere nulla, anzi), annullando i finanziamenti per gli impianti a terra e per quelli superiori ai 75 kW e trasferendoli a quelli su edifici e minori di 75 kW

  3. p.s.
    anche il conto energia prevede riduzioni di mese in mese per gli impianti fotovoltaici e presto(se ricordo bene nel 2014 ma potrei sbagliare) sarà applicata al fotovoltaico la tariffa omnicomprensiva.

  4. francesco sica scrive:

    Non bisognerebbe incentivare alcun tipo di energia. Ogni fonte di energia dovrebbe essere in competizione con le altre. Gli incentivi creano un mercato distorto che spersera ricchezza e alimenta confusione nel settore. Una filiera produttiva che non riesce a sopravvivere senza incentivi non sta producendo ricchezza, la dilapida. La tassazione, che sarebbe meglio definirla per ciò che è, furto legalizzato, trasferisce soldi da aziende che producono e potrebbero reinvestire, ampliarsi, pagare di più i dipendenti, ad aziende che un qualche politico di turno ritiene meritevoli.

  5. Peppe scrive:

    E’ abbastanza inutile che vi ammazzate di conti sul fotovoltaico: il valore dell’energia prodotta dal sole non è nel portafogli, è nella testa

  6. fausto scrive:

    E in quel mentre gli italiani hanno perso per strada un altro 10 % della propria disponibilità di petrolio.

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