Salvate il carrozziere liberale dall’oligopolio delle assicurazioni

– Il decreto “cresci italia” andrebbe giudicato secondo la sua corrispondenza, rispetto ai numerosi settori che tratta, al paradigma liberale. Nel campo assicurazioni siamo ai “pannicelli caldi”. Un po’ di antifrode “virtuale” che non trae spunto da alcun esempio o modello straniero di successo reale di lotta alle frodi, l’obbligo di presentazione di tre preventivi per gli agenti monomandatari, che è facilmente manipolabile, la scatola nera nell’automobile sulla quale non stiamo neanche a dilungarci.

Ma su un formulato di liberale non c’è nulla, anzi il contrario perché, al comma 2 dell’art. 29 del DDL 3110, si costringe il danneggiato a scegliere tra un riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30%  nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. Provvedimento fatto per evitare comportamenti fraudolenti? Non è detto esplicitamente ma se così fosse sarebbe una sciocchezza.

Invece la conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione.

Il costo sociale di questa misura, se così sarà approvata, non è dovuto ad una apertura del mercato ma ad una sua palese distorsione che è stata peraltro profetizzata il 29 settembre 2010 in una audizione in commissione Industria al Senato dall’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, allora presidente dell’AGCM, con le testuali parole: «Ancora è opportuno approfondire il significato di prassi contrattuali poste in essere da alcune compagnie volte a promuovere, come unica modalità, il risarcimento in forma specifica e senza, nella sostanza, consentire i risparmi di spesa che la legge avrebbe richiesto. Queste prassi, se poste in essere da operatori dominanti o da insiemi di imprese con un’elevata quota di mercato complessiva, possono presentare problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le officine di riparazione: sistemi di convenzionamento irragionevolmente selettivi potrebbero causare pregiudizi ai riparatori esclusi. Nei confronti dei consumatori, invece, il pregiudizio potrebbe sostanziarsi nella perdita di possibilità di scelta».

La norma non è sfuggita al Sottosegretario se è vero, come è vero, che durante la presentazione del decreto liberalizzazioni lui stesso ne “esalta le magnifiche sorti e progressive” quando la competenza in materia assicurativa è del Ministro dello Sviluppo Economico. E’ però anche vero che ad un anno di distanza lo stesso Catricalà torna in commissione Industria  tessendo le lodi del risarcimento in forma specifica come se ci trovassimo in un mercato assicurativo in concorrenza perfetta.

Il mistero assume la tinta di un giallo istituzionale se prendiamo in considerazione il fatto che sia Catricalà quando era all’ACGM e il successore Pitruzzella avevano chiesto al Governo di rottamare la procedura di risarcimento diretto, almeno per i danni alla persona, e che tale indicazione era presente nelle bozza del decreto, poi misteriosamente scomparsa.

L’occasione era attesa da tempo perché la procedura di risarcimento diretto ha solo causato l’abbandono delle migliori tecniche per l’accertamento del danno, ridotto la presenza degli ispettorati sul territorio, consentito una “cartolarizzazione” dei risarcimenti e la conseguente esplosione dei premi delle polizze. Le frodi e le speculazioni sono aumentate esponenzialmente a causa delle falle irreparabili insite in un sistema che stimola il “moral hazard”. Il paradigma liberale peraltro era stato confortato da ben quattro pronunce della Corte Costituzionale che (Ordinanze 205/08, 154/2010, 192/2010 e Sentenza 180/09) hanno inequivocabilmente stabilito che la procedura è facoltativa. Alla Camera il deputato di Futuro e Libertà per l’Italia Enzo Raisi ha raccolto firme bipartisan su un progetto di legge che va in tale direzione.

Il Governo Monti e un Catricalà “double face” avrebbero potuto cogliere la palla al balzo consentendo  al danneggiato di scegliere il proprio riparatore e la compagnia a cui rivolgersi per ottenere il risarcimento. Al contrario promuovono una formula che rischia di “oligopolizzare” un intero settore di imprese costringendolo a subire i diktat di un mondo assicurativo sempre più concentrato e governato da  imprese simili a grandi ministeri intrisi di atmosfere kafkiane. Il silenzio assordante dell’autorità di controllo, della politica, di tanti liberali, sulla operazione di fusione Unipol Fonsai (tranne la lucida sferzata di Luigi Zingales), è preoccupante.

Non ci sono complotti, non c’è la Trilateral o il Bildelberg, sia chiaro ai dietrologi d’accatto.  La storia di come le assicurazioni in Italia chiedono e ottengono favori dal legislatore: passa da una autorità di controllo da smantellare, una autorità Garante del Mercato che un giorno dice una cosa, un giorno un’altra, da associazioni di consumatori che sono negli organigrammi di fondazioni delle compagnie e incastonati al quinto piano del Ministero dello Sviluppo Economico, da concertazioni e accordi al ribasso per abbassare i premi delle polizze che poi puntualmente si rivelano delle solenni fregature.

Allora salviamo il carrozziere liberale, senza snobismo o pregiudizio da liberisti “al caviale”. L’artigiano che decide di non convenzionarsi con le compagnie assicuratrici garantisce anche al fiduciario un minimo di redditività che sarebbe demolita se vi fosse una corsa obbligata al convenzionamento.  Si faccia una lotta senza quartiere all’assetto oligopolistico di un settore manifesta un deficit di concorrenza, qualità, competizione, accertamento, velocità, livello di servizio. Ciò deve essere una priorità tanto quanto il tema delle professioni, delle reti del gas, dei treni, del lavoro e dei diritti civili. Un tassello da inserire in un programma liberale


Autore: Stefano Mannacio

41 anni, laureato in Economia. E' esperto indipendente in materia assicurativa e consumeristica. E’ titolare di un blog omonimo di tendenza. Economista istituzionale ed eterodosso, è consulente di Assoprofessioni e di alcune riviste specializzate.

45 Responses to “Salvate il carrozziere liberale dall’oligopolio delle assicurazioni”

  1. emanuela bosi scrive:

    Dov’è la liberalizzazione se non c’è libertà di scelta?

  2. ste scrive:

    Speriamo che questo appello non cada nel vuoto!!!!!!!!!

  3. GIANNI scrive:

    Siamo veramente alla frutta?

  4. Filippo scrive:

    Si parla tanto di liberalizzazioni ma qui sembra tutto l’opposto!Con una giusta liberalizzazione tutte le varie convenzioni con le compagnie assicurative dovrebbero decadere… non il contrario, in modo da poter liberamente scegliere e poter lavorare tutti.

  5. Luigi scrive:

    Il sentore che le leggi le scrivessero direttamente le assicurazione lo abbiamo da molti anni, tutti i governi recenti erano aggrappati a qualche gruppo e l’attuale tecnico anche.

    Vedremo……

  6. Lorenzo scrive:

    Anche per i carrozzieri è finito il lavoro.Ora devono chiudere tutti e lasciare il mercato nelle mani delle assicurazioni.Questo è quello che vuole Monti e questo è quello che accadrà.
    Distinti saluti.

  7. rosa scrive:

    Siamo veramente preoccupati, abbiamo paura che questo Governo ha troppi nodi da sciogliere e così passano norme poco valutate. ringrazio chi ci può dare una mano a fare giustizia. Carrozzeria Cerasuolo

  8. BERARDI scrive:

    Grazie per quest’articolo..

  9. Maurizio scrive:

    Spero che rimanga solo un brutto sogno…Santo Artigiano proteggici tu!!!!!

  10. Fabrizio scrive:

    Questo articolo fa un’analisi perfetta della situazione attuale.
    Incredibilmente l’arbitro (in questo caso il governo) ha indossato la maglia della squadra, più forte.

    Ringrazio Stefano, e tutti coloro che si stanno adoperando per la tutela di un principio fondamentale, la Libertà

    Grazie
    Fabrizio

  11. roberto scrive:

    da carrozziere non convenzionato, dico solo che le assicurazioni dovrebbero tenere gli occhi aperti sui loro convenzionati ed i loro periti,perche’ se pensano di risparmiare credo proprio si sbaglino alla grande.tirano il collo al carrozziere ed al perito con costi sempre piu’ risicati,ma alla fine,GARANTISCO tra i due la torta viene spartita lo stesso.quindi niente vantaggi per gli utenti.dove c’e il DIO DENARO,(almeno in Italia) esiste la corruzzione.ci vorrebbero regole precise per tutti.dove chi sbagli paga caro.ma questa e’ un’altra storia. grazie mille

  12. Davide Galli scrive:

    Un grazie alla testata giornalistica e soprattutto all’autore che rappresenta in questo momento, secondo il mio avviso, il piu’ grande conoscitore della materia “risarcimenti assicurativi”.
    Voglio aggiungere che per il futuro la sicurezza delle vetture e’ nelle mani del legislatore e non piu’ del carrozziere, che e’ tenuto per legge a riparare in perfetta regola dell’arte , ma che non ha nessun presupposto per farlo.

  13. sabrina scrive:

    Grazie perche’ finalmente qualcuno ha il coraggio di denunciare a differenza di giornali e trasmissioni che sembrano non sentir voce….

  14. Paolo scrive:

    Bravi siete gli unici o quasi che avete dato visibilità a ciò…
    Più che liberalizzare hanno distrutto la concorrenza….e distruggeranno anche noi.
    Ma chi l’ha dura la vince!!!!!!!

  15. Stefano scrive:

    LE INGIUSTIZIE SONO SEMPRE ALLA PORTA
    Noi artigiani dobbiamo muoverci coesi per tutelare gli interessi
    non solo nostri ma di tutti i cittadini!

  16. La situazione attuale impone più che mai una forte movimentazione di tutti i professionisti del settore, nonchè di quelli correlati allo stesso, per far sì che si riesca a frenare questa coercizione.
    Di sicuro conta molto l’atteggiamento positivo e la voglia di far bene le cose.
    Vero che non tutti, soprattutto chi potrebbe, stanno facendo qualcosa (mentre con la loro voce potrebbero quasi tutto!);
    vero anche che se altri non danno il loro contributo, perchè non darlo noi?

  17. MARCO scrive:

    saluto tutti dalla sardegna carrozzeria aut fiat 8 dipendenti piu titolare io libero non convenzionato ma preocupato che dio cela mandi buona.

  18. Siamo giunti alla situazione di oggi perché nessuno in questi ultimi anni ha mai saputo svolgere (o potuto svolgere) il ruolo di controllore.
    Abbiamo consentito al potere finanziario di costruire ad arte un sistema barbaro in cui qualunque lavoratore (e non solo) venisse ricattato oppure comprato come servo.
    La Libertà è partecipazione cantava il grande Giorgio Gaber.
    Non è più pensabile rilasciare deleghe in bianco ma è indispensabile intraprendere con la propria faccia e mente in iniziative concrete e solidali che consentano di favorire lo sviluppo imprenditoriale e la crescita culturale del carrozziere.

  19. antonello scrive:

    Ma se RC E’ Obbligatoria dove sta l’obbligo devo andare dove decide la compagnia lottare per liberarci. grazie a tutti Voi che ci difendete.

  20. antonello scrive:

    il lottare per liberarci sempre democraticaamente…………….

  21. MARCO scrive:

    Grazie per l’articolo!

  22. Giuseppe scrive:

    Se è vero che alle Assicurazioni, nel costo totale del sinistro, la spesa per la riparazione del veicolo incide appena del 10% e, in questa piccola parte, quella per i ricambi e materiali impiegati rappresenta il 60% e la manodopera solo il 40%, perché si tende sempre a CRIMINALIZZARE il lavoro del carrozziere ???
    E’ per questo che è indispensabile sensibilizzare con determinazione i nostri Rappresentanti al Parlamento sul problema, difendere le nostre professionalità e indipendenza, la libera concorrenza e, quindi, il territorio.

  23. marcello scrive:

    i carrozzieri sono truffatori autorizzati… tutti,,,, indistintamente,,,, e io ne ho le scatole piene di pagare premi altissimi,,,,

  24. Zenith scrive:

    Non molliamo solo per la notizia di oggi.
    Le assicurazioni sono molto furbe,quando meno te lo aspetti….zacchete!
    Lottiamo uniti.

  25. Giuseppe scrive:

    Grazie di cuore Stefano, io sono uno dei tanti che fa questo lavoro per passione che non può andare d’accordo con nessun contratto perchè passione = libertà, e se questa ce la vogliono togliere chiudo la mia carrozzeria e me ne vado all’estero perchè sono stanco dei nostri governi, ma mai mi stancherò di questo straordinario mestiere non accettando nessun ”POSTO FISSO CHE MONOTONIA”. E allora via dall’Italia non solo i cervelli ma anche le ”MANI D’ORO” come si diceva una volta. Ciao Stefano e a tutti i miei Colleghi Carrozzieri.

  26. Massimiliano Cafaro scrive:

    Indipendenti dal 1984 e nella speranza di poterlo esser sempre ,di cercare di mantenere dignitosamente la mia famiglia,senza dover mai elemosinare la mia proffesionalità in favore di chi ti obbliga a lavorare per 10/12 ore per quei 4 denari che le compagnie ti vogliono riconoscere,questo comportamento ha di sicuro un nome e cognome e si chiama,SIG RICATTO.
    Facciamo una fatica immensa noi artigiani a mantenere la nostra attività,a fine mese lo stipendio non c’è e se la situazione volgerà al peggio, le piccole e medie imprese, che aiutano con le loro tasse a mandare avanti il nostro Paese, dovranno chiudere.
    Grazie

  27. Mirella scrive:

    Mio marito è un carrozziere “indipendente”, ma secondo voi, in caso di incidente io porto la macchina ad aggiustare da un carrozziere convenzionato con la mia assicurazione? Sappiamo benissimo le tariffe che hanno, e se inizieranno anche a passargli i ricambi e le vernici e i materiali di consumo, la qualità della riparazione dove va a finire?
    Mi sembra di rivivere la situazione vissuta quando lavoravo in Romania nel 1988/89 sotto il regime di Ceausescu, dove vigeva la dittatura…

    Perchè qui ormai siamo sotto DITTATURA, ve ne siete accorti?

    E’ giusto difendere la professionalità di tutti gli artigiani!!!

  28. riccardo scrive:

    QUANTO E’ DIFFICILE FAR VALERE I PROPRI DIRITTI IN UNA SOCIETA’ CHE CHIEDE SOLO SACRIFICI, DOVE L’ETICA E’ SOLO UN’UTOPIA E DOVE LE REGOLE SONO SEMPRE DALLA PARTE DEI PIU’ FORTI.
    MA ,NON ERAVAMO QUELLA PARTE DEL MONDO CHE SI VANTAVA DI ESPORTARE LA DEMOCRAZIA? O FORSE A FORZA DI ESPORTARE SIAMO RIMASTI SENZA?
    E’ VERGOGNOSO ASSISTERE A QUANTO ACCADE OGGI NEL NOSTRO PAESE.
    UN DOVEROSO RINGRAZIAMENTO VA A LIBERTIAMO E STEFANO M. PER AVER DATO VOCE A CHI CHIEDE SOLO REGOLE EQUE DA RISPETTARE IN UN MERCATO CORRETTO IN LIBERA CONCORRENZZA.
    GRAZIE

  29. pippo scrive:

    La scatola nera serve per evitare le truffe dei sinistri inventati e per ricostruire le dinamiche degli incidenti.
    C’è poi il discorso e-call che chiama in automatico il 112.

    Per il futuro con auto elettriche non si acquisteranno più auto di proprietà ma si noleggeranno quindi che il carrozziere lo sceglie l’assicurazione o l’azienda di noleggio al guidatore poco importa.

    Se poi l’azienda di noleggio è la stessa che ha costruito l’auto il carrozziere è la fabbrica e non c’è scelta.

  30. Luca scrive:

    i lupi travestiti da pecore… e sull’onda del capro espiatorio ormai un pò troppo stropicciato delle frodi assicurative. la colpa viene assegnata sempre agli stessi gli incidenti diminiscono le polizze aumentano e la colpa di chi è? ancora del danneggiato che per partito preso sta truffando l’assicurazione!
    insomma sarà capitato a tutti di dover essere risarciti per una qualsiasi cosa ed il gioco è sempre lo stesso… ci si smena sempre qualcosa non stante la cura nella scerla della polizza

  31. sulleliberizzazioni scrive:

    Chi ha torto potrà andare dove gli pare a farsi riparare l’auto.

  32. emanuela bosi scrive:

    Sempre che abbia i soldi, vista la crisi!

  33. Riccardo Nicotra scrive:

    La Cupola ha decretato democraticamente e liberamente:
    “Tutti i varii Don, DEVONO imporre 2 alternative, e fra queste 2, tutti gli abitanti danneggiati potranno liberamente scegliere:
    -o scegliere liberamente tra migliaia di vigilati riparatori imposto dalla Cupola, e solo a noi graditi
    -oppure decurtare del 30% il risarcimento nel caso che l’abitante danneggiato, volesse rivolgersi contro la nostra volontà, al proprio carrozziere di fiducia. In quest’ultimo caso, inventarsi concorsi di colpa e aumentare i dinieghi di offerta, sia parziali che totali, anche con scuse banali o inesistenti. Difficilmente i cittadini-danneggiati, con questi tempi di crisi, oseranno ribellarsi a far causa alla Cupola, e comunque è stato predisposto già da tempo, il muro di gomma insormontabile della mediazione civile, che farà farà da filtro meccanico a monti del problema, e chi eventualmente riuscirà a superare il muro ipercostoso della mediazione, saranno veramente pochissimi-issimi quei cittadini-danneggiati che riusciranno a iniziar causa. In quest’ultimo caso stancheremo le reni del potere giudiario, togliendo sedi e risorse finanziarie, impiegati, fotocopiatrici, e aumenteremo a dismisura i costi dei contributi unificati, e i costi di giustizia ma anche in altri settori, in senso lato.
    E’ ben chiaro per tutti, cos’è il concetto delle liberalizzazioni?
    Vol dire che che noi siamo liberi di fare quel che ci piace, e saltare a pier pari, le varie sottocommissioni che intralciano e rallentano il nostro libero volere. Guai a coloro che sanno, e oseranno farlo sapere agli altri e gli ultimi rispetto ai primi, dovranno restare tali, e i secondi dovranno fare di tutto per imporre ciò. La seduta è sciolta, e ora i vari Don, vadano a fare ciò che noi abbiamo deciso liberamente ed ad unanimità.
    Prossima seduta Anno Mundi 21-12-2012.
    Da oggi vietato usare la dicitura Anno Domini, i veri ed unici Signori della Terra, siamo noi. Da oggi Gesù, è bandito e i Comandamenti dovranno essere riscritti. Saranno severamente puniti i trasgressori.
    “Vi sembra una traccia, per un film di spy-fanta-politica diretto da Steven Spilberg. Purtroppo da informazioni assunte il loco, sembra sia la TRACCIA già scritta da tempo, di un gruppo di illuminati, del prossimo nostro futuro”.
    n.b. Noi siamo tanti, loro sono pochi. Già …. elementare Watson!
    E’ già tanto che liberamente, possiamo respirare tutta la quantità d’aria che vogliamo, ma non per molto, perchè a breve usciranno sul mercato i veicoli ad aria.

  34. Mirko Melozzi scrive:

    Come si può notare di liberale c’è ben poco, considerato che per liberale s’intende dare la possibilità, a chi sceglie, di scegliere liberamente la cosa che più gli è conveniente…
    Resta da capire adesso se l’indennizzo in forma specifica è sempre proposto della compagnia al danneggiato ogni volta che siamo in regime CARD o se deve essere comunque, in qualche modo, sottoscritto dal cliente al momento della stipula del contratto RCA (problema relativo per le Compagnie che comunque, se anche così fosse, farebbero firmare, evidentemente a tappeto, polizze con il vincolo a fronte di uno sconto anche fittizio…).
    Il testo non lo dice (sarà un caso??? Una distrazione???) non indicando nemmeno quale sarebbe il tanto agognato vantaggio (forse perché non c’è..e questa non è una distrazione…) in termini di costi per il danneggiato e, soprattutto, per tutti gli assicurati !!

    E’ evidente che la ragione di questa riforma (come del resto di tutte le altre precedenti che negli ultimi 10 anni si sono succedute, ma questo solo noi operatori di questo ormai “disgraziato mestiere” sappiamo) è quello di garantire alle compagnie sempre maggiori entrate dalle polizze che obbligatoriamente dobbiamo sottoscrivere e che ingiustificatamente e costantemente continuano a crescere, e i minori costi (questo si a discapito dei danneggiati) per riparazioni evidentemente scadenti e a buon mercato. Senza dimenticare la ragione di uguale importanza: il controllo totale della gallina (noi assicurati) da tenere sempre dentro al pollaio di casa e spennare comodamente bene bene!

  35. Lauro SCAGI CARROZZERIA scrive:

    A Marcello,
    per dire questo ci volgliono le prove e bisogna denunciare i fatti agli organi copetenti, per dare una svolta radicale al sistema e permettere a chi vuole lavorare correttamente di poterlo fare con la massima trasparenza. ( Credo però che lei non sia semplice automobilita che paga la polizza)..

  36. Massimo scrive:

    “Io mi ritengo una persona onesta,ho lavorato e lavoro sempre nel massimo rispetto della legge,ho impiegato anni di sacrifici per avere una mia attività ed ora qualcuno punta un dito sulla faccia dicendo che “sono un truffatore”!!A me sinceramente fa male leggere questi commenti..inoltre mi domando,che fine ha fatto quella legge che obbligava la presentazione di fattura /atto di demolizione o vendita del veicolo per il risarcimento del danno?quella era una legge giusta!quella legge,magicamente sparita,poteva davvero evitare eventuali truffe!non solo,oggi non assisteremo più nel vedere veicoli marciare per strada rappezzati col filo di ferro,fanali attaccati con del nastro adesivo e così via!inoltre si verserebbe l’iva(che tanto ci fa penare a riscuoterla dalle assicurazioni ,prime ad loro essere evasori!),si pagherebbero le tasse,tutti,che in questo momento non farebbe male allo stato…inoltre i soliti “furbetti” si troverebbero le mani legate!!Buon lavoro a tutti.”

  37. Diego scrive:

    Con questa norma antiliberale il consumatore sarà obbligato ad andare dalla carrozzeria che ha sottoscritto con l’assicurazione un contratto svantaggioso che la obbliga ad eseguire le riparazioni ad un prezzo più “economico” e “conveniente”. E qui c’è da chiedersi: conveniente per chi, per il danneggiato o per l’assicurazione? E cosa sarà costretta a fare la Carrozzeria convenzionata per risparmiare sulle riparazioni? E’ incredibile che si parli di “liberalizzazioni” e si introduca una norma che toglie al consumatore persino la libertà di decidere dove farsi riparare l’auto. C’è da indignarsi, ma non da stupirsi. I poteri forti continuano a condizionare la politica e le “povere” Assicurazioni continuano a ricevere regali per aumentare il loro monopolio. E’ necessario non arrendersi e combattere contro queste ingiustizie.

  38. Liberalizzare scrive:

    Allora tecnicamente questo decreto non liberalizza proprio nulla, anzi mette ancora burocrazia che poi sarà pagata dai cittadini.
    Nella prima bozza si voleva liberalizzare, poi invece il decreto che è passato è stato stravolto facendo vincere su tutta la linea i poteri forti ai quali Monti si è piegato.
    Se si vuole liberalizzare le cose da fare sono semplici come riportate in questo blog: http://blog.libero.it/assicuratore , solo bisogna avere coraggio di farlo. Ora il governo e i parlamentari tutti sono davanti ad un bivio liberalizzare e aiutare i cittadini, o lasciare il decreto così aiutando i poteri forti? A giorni avremo la risposta

  39. RICCARDO SANNA scrive:

    LA COLPA DI TUTTO QUESTO E’ DI QUEI COLLEGHI CHE NON SONO RIUSCITI
    A RESTARE A GALLA SENZA LE CONVENZIONI E SI SONO SOTTOMESSI ALLE
    ASSICURAZIONI,LI VORRO’ VEDERE SE DOVESSE PASSARE LA PROPOSTA
    QUANDO LE ASSICURAZIONI DOVRANNO PER FAR FRONTE A SINISTRI CERCARE ALTRE CARROZZERIE DA CONVENZIONARE. A TUTTI VOI CONVENZIONATI VERGOGNATEVI STATE DISTRUGGENDO LA CATEGORIA.

  40. mirko scrive:

    la liberalizzazione non esiste, in quanto questa legge se passerà fara solamente il bene delle compagnie assicuratrici come è sempre stato

  41. Liberalizzare scrive:

    i parlamentari battono un colpo o non esistono?
    Questi del terzo polo che tanto spingevano per monti e liberalizzazioni dove sono? Appiattiti anche loro?

  42. Giampaolo Bizzarri scrive:

    Ottimo articolo ringrazio personalmente Stefano Mannacio per il contributo sempre da

  43. Luigi scrive:

    Buttiamo all’aria tutto!!!!

    Ci stò!

    Vaa bene la carrozzeria convenzionata, …va bene l’azzeramento dei risarcimenti per i colpi di frusta!

    PERO’ IN CAMBIO VOGLIO L’ABOLIZIONE DELL’OBBLIGO DELL’ASSICURAZIONE!

    Che schifezza….

  44. francesco scrive:

    ciao,avete fatto bliz anti evasione fiscale,parlate di tracciabilità
    ma perche non mettere tracciabilità e fattura obblicatoria per le riparazioni,perche le assicurazioni pagano i clienti senza fattura e senza riparare il mezzo,e poi rompono i cogl….ai carrozzieri .ciao

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