Chiusura di Megaupload e Megavideo, una strana brutta storia

– La notizia ha cominciato a serpeggiare tra i cinguettii di Twitter, per poi diffondersi a macchia d’olio lungo tutti i social network e – solo successivamente – sui vari siti dei giornali “mainstream“.
L’FBI – in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia americano – ha deciso di usare il pugno di ferro nell’ottica di un giro di vite contro la pirateria digitale, imponendo la chiusura del popolarissimo sito di file sharing Megaupload/Megavideo.com.

Nelle ore successive si è scatenata la rabbiosa reazione di Anonymous, elegante e poetico (We are Legion // We are the voice of the voiceless // We are the hope for the hopeless) gruppo di hacker che si è già numerose volte distinto in passato. La contromossa è stata imponente, spettacolare e quasi teatrale: a colpi di Ddos sono cadute le homepage delle potenti case discografiche e cinematografiche americane (Warner, Universal), del Dipartimento di Giustizia e della stessa FBI, in un tifo continuo che si è incessantemente rincorso lungo le hashtag #anonymous, #opmegaupload e #megaupload, trending topics della tarda serata e notte del 19-20 Gennaio. E la storia pare non essere finita, visto che l’hashtag #primaguerradigitale ha raggiunto la vetta dei TT, con un pressoché unanime supporto all’azione degli anon.

Ovviamente la ragione non risiede da una sola parte; i capi d’accusa (qui le 72 pagine dell’atto di accusa a Megaupload, definito “mega-conspiracy“. Qui un riassunto) mossi nei confronti dei gestori di Megaupload sono estremamente gravi e non riguardano semplicemente la condivisione di materiale protetto da copyright. Figura infatti l’accusa di aver incentivato attivamente gli utenti a caricare simili contenuti, spesso in cambio di diverse migliaia di dollari, e si sottolinea l’ipotesi di riciclaggio per milioni di dollari con minuzioso elenco dei conti bancari incrimanti (da capogiro). Tra i beni sequestrati figurano Mercedes-Benz (targate “MAFIA”, “EVIL”, KIMCOM”, “HACKER”, “STONED”, “GOD”), Tv LCD, una Maserati e una Lamborghini. Insomma: non parliamo di ragazzi con lo scopo di creare uno spazio per la libera espressione o di spensierati attivisti contro il big government. Parliamo di gente che ha voluto fare (e ha fatto) moltissimi soldi tramite il circuito e i meccanismi (sovente grigi) di Megaupload. Lecitamente? Sarà la giustizia a stabilirlo. Nel corso dell’udienza preliminare essi hanno affermato di “non avere nulla di cui temere”.

Fatto sta che queste considerazioni non spostano di un millimetro il problema. Che risiede nel’annoso discorso del porre limiti o meno, e quali, alla libertà d’espressione, nell’irrazionalità ostinata del voler asetticamente cucire addosso al web una normativa sul copyright ormai vecchia e obsoleta, e sullo strapotere delle autorità americane (ed europee?) in materia.

L’ordine di chiusura di Megaupload e di arresto dei fondatori non è stato infatti comminato da un giudice, bensì da un semplice procuratore federale, senza alcun processo preliminare di sorta.
Nessuno contesta che vi siano tutti i presupposti necessari per l’avvio di un’istruttoria e di eventuali provvedimenti restrittivi; ciò che è, invece, inaccettabile è che l’oscuramento del sito internet possa avvenire in modo del tutto arbitrario.

A conti fatti, gli USA (e nella fattispecie, il Department of Justice di cui sono note le posizioni ultra-conservatrici sul copyright) possono fare il bello e il cattivo tempo anche senza l’ausilio di leggi liberticide e illiberali come SOPA e PIPA; tale sequestro indiscriminato ne è la prova lampante. Suscita inoltre dei dubbi il tempismo con cui le autorità americane abbiano voluto forzare la mano; è infatti previsto da una settimana uno “sciopero generale” (molto più esteso di quello già avvenuto il 18 Gennaio, il quale ha comunque avuto grande risonanza) dei principali siti internet per protestare contro la SOPA (Stop Online Piracy Act) e il PIPA (Protect Internet Ip Act). Proposte di legge che – nel nome della lotta alla pirateria – impedirebbero di usufruire di un web libero e imparziale.

Qualunque sito recante un link a un contenuto “pirata” potrebbe venire oscurato, incidendo quel delicato assioma che ha finora permesso a Internet di vivere e prosperare (“la responsabilità è del singolo utente, noi siamo solo degli intermediari”). Le leggi sopraindicate farebbero indiscriminatamente ricadere tale responsabilità sui siti ospitanti, anche solo per semplici redirect a contenuti protetti dal diritto d’autore. Google, Facebook, Yahoo, Twitter e molti altri potrebbero venir costretti alla chiusura da una miopia legislativa che, pur di distruggere la pirateria, è disposta a distruggere e declassificare Internet.

Gli effetti a breve termine della chiusura di Megavideo/Megaupload, in sé e per sé, saranno molto lievi. Vi sarà molto scontento da parte degli utenti, ma sul campo vi sono numerose alternative. Filesonic, Fileserve, Mediafire. Nessuno ha un archivio e una fruibilità pari a quella del fu Megaupload, ma inevitabilmente si perfezioneranno per venire incontro alle esigenze di numerosi utenti “orfani”. Alcuni ripiegheranno verso i torrent (il mezzo più usato per scaricare musica e film), altri verso il mai definitivamente tramontato Emule o verso altri P2P. La caduta del gigante farà crescere i concorrenti.

Ma l’effetto a lungo termine sarà molto più insidioso. Se la campagna elettorale per la presidenza americana può generare insperati effetti positivi e intaccare (seppur temporaneamente) SOPA/PIPA, l’industria del copyright non è certo disposta ad arrendersi facilmente. Il vero obiettivo è quello di restringere l’azione e la portata di siti internet che oggi ci appaiono come perfettamente leciti e trasparenti; Google, Facebook, Wikipedia, WordPress, Youtube e tantissimi altri. I quali, non a caso, hanno capitanato la NetCoalition che ha osteggiato la SOPA sino a proclamare uno sciopero del web il 23 Gennaio 2012, dove essi si oscureranno volantariamente, seguiti da moltissimi altri siti internet. Il colpo sferrato dall’autorità americana sembra voler alzare il livello della sfida.

L’esasperato attacco a tutto campo degli anon risponde quasi a una sveglia che ha il sapore della disperazione. Si è riusciti a bloccare (se così si può dire) la SOPA/PIPA e a mantenere alto il livello d’attenzione su di essa, ma, come ha ben sottolineato Fabio Chiusi su Il Nichilista, “pare che governi e lobby continuino ad alternare bastone e carota, facendo un passo indietro e due avanti”. E’ ancora presto per parlare di “guerra digitale”, ma tra gli anon e le major statunitensi si sta consumando una battaglia culturale – e giudiziaria – sul modo con cui il copyright e il diritto d’autore devono essere visti e contemplati all’interno del web. E’ questo il punto fondamentale e la vera battaglia a monte di Megaupload e che avvolge l’intero discorso sul file sharing.

Un discorso interessante su una delle possibili soluzioni per uscire dal guado e da questo dualismo? Quella di Michele Boldrin e David K. Levine, illustrata in “Abolire la proprietà intellettuale” (gratuitamente disponibile qui, in lingua inglese). Abolire la proprietà intellettuale in quanto freno all’innovazione e al progresso.


Autore: Michele Dubini

Nato a Mariano Comense (CO) nel 1990, ha conseguito la maturità classica e studia Giurisprudenza presso l'Università di Milano - Bicocca, privilegiando particolarmente le materie penalistiche. Ha scritto per Fareitalia Mag e The Front Page.

32 Responses to “Chiusura di Megaupload e Megavideo, una strana brutta storia”

  1. lingua italiana scrive:

    per l’autore dell’articolo: magari aspetta di laurearti prima di definirti “giurista”, che ne dici?
    http://it.wikipedia.org/wiki/Giurista

  2. Riccardo scrive:

    caro Dubini,
    lei si definisce giurista e alloa dovrebbe conoscere le norme di procedura penale. Un pubblico ministero emette delle misure cautelari. Il sito viene chiuso come parte di queste misure che sono normalmente applicate nel mondo reale.
    Se un magazzino è pieno di cd falsi il PM lo sequestra e viene chiuso. Tale atto non avviene solo dopo una decisione del giudice alla fine del processo. Non si capisce perchè, secondo lei, su internet dovrebbe essere diverso.

  3. IDEM IDEM scrive:

    SENTITE MEGAUPLOAD ERA UN GRANDE SITO ANKE SE VIOLAVA IL COPRIRYGHT DEGLI AUTORI MA ERA UTILE X PERSONE KE COME NOI NN POSSONO PERMETTERSI DI COPRARE O SPENDERE MIGLIAIA DI EURO DOLLARI QUELLO CHE SIA PER UN FILM O UN PRODOTTO L’FBI STAVOLTA HA SBAGLIATO XK VENIVA USATO INNOCENTEMENTE A QUESTA CITAZIONE VOGLIO DIRVI DI RIAPRIRE MEGAUPLOAD MEGAVIDEO SOLO XK GENTE KM NOI SENZA UNA LIRA IN TASCA POSSA PERMETTERCI DI USUFLUIRE KMQ DI BENI K ALTRI POSSONO PERMETTERSI ECONOMICAMENTE E FINISCO QUI IL DISCORSO…

  4. Anonimo scrive:

    Ma come cazzo scrivi. Sei andato a scuola o hai imparato a scrivere per corrispondenza in un posto dove la posta arriva un giorno si e 10 no.
    Se uno straniero cerca di leggere quello che hai scritto non sa quale lingua impostare sul traduttore.
    Risulta difficile anche a me.
    La K che tanto usate voi giovani, nella lingua italiana si usa pochissimo.

    Credo che invece di cercare di dire qualcosa di sensato dovreste leggere qualche libro di scuola.
    W l’ignoranza !!!

  5. Redazione_staff_2012 scrive:

    I commenti sono ben accetti se centrati sul merito dei post. Evitate quindi il turpiloquio e l’uso del maiuscolo, sgradevolissimo e contrario alle netiquette. L’uso corretto dell’italiano corrente costituirà titolo preferenziale nella valutazione della redazione sull’opportunità di approvare o meno il commento. I due precedenti vanno in sanatoria. I prossimi sono avvisati. Sapevatelo.
    Grazie,
    La Redazione

  6. nando scrive:

    sono d’accordo con te, qui essere il più figo nello scrivere porta a non capire una beneamato c….* di quello che questi pseudo blogger vogliono dire… già il fatto che il post è stato scritto in maiuscolo denota una ignoranza galoppante venendo meno alla elementare norma del buon comportamento in rete…non alzare la voce con gli interlocutori….ciò la dice lunga con quale gioventù abbiamo a che fare…e il loro insipido modo di esprimersi
    saluti nando

  7. wewe scrive:

    che mondo di merda
    stai a vedere che adesso non potro piu’ vivere alle spalle degli altri
    adesso torneremo al tempo in cui si pagava per usufruire del lavoro degli altri

  8. PasCi scrive:

    Sarà anche vero che il grosso del traffico su megaupload era per lo più riguardante contenuto protetto da diritti d’autore, ma non bisogna dimenticare che c’era una parte (in particolar modo, proprio gli utenti paganti) che utilizzava i server per depositare materiale proprio (nel mio caso Foto/Video come backup ulteriore), alcuni ho potuto constatare che lo utilizzavano imprudentemente come unico deposito di alcuni file.
    La domanda sorge spontanea: “escluso un improbabile rimborso dei contratti non usufruiti, sarà mai possibile almeno recuperare il materiale dal proprio account?”

    Il problema maggiore, sta nel fatto che quasi tutti i commenti di protesta sono relativi alla mancata possibilità di scaricare materiale illegale. A mio parere, è giustissimo combattere queste usanze. Casomai l’ingiusto è prevedere 70 anni di diritti oltre la morte dell’autore (negli stati uniti mi sembra che è molto di più). Come continuare a ricevere lo stipendio per 70 anni dopo la morte a beneficio degli eredi.
    Fintanto che le proteste verranno fatte senza senso non si otterrà niente, combattere per qualcosa di sensato può portare a dei risultati.

  9. LIBR4life scrive:

    Ma scusate… SONO GLI AMERICANI CHE CONTROLLANO IL MONDO E TUTTO QUELLO CHE FANNO SU INTERNET?!??!?

  10. filippo scrive:

    Per la persona del primo articolo…
    Filesonic ha gia chiuso!
    Adesso aspettiamo di vedere quanti lo seguiranno.
    Le regole si possono cambiare..e Noi siamo sicuramente
    di più delle persone che queste decisioni le prendono…Basterebbe veramente poco per non farci imporre determinati sopprusi!

  11. domy scrive:

    se la fotocopiatrice e’ stata inventata nessuno vi puo’ impedire di fotocopiare.Esisteranno sempre infinite modalità per attuare lo scambio di file,e queste misure impopolari suscitano solo l’effetto di inasprire i consumatori.Personalmente ho già mandato al diavolo l’industria dello spettacolo.

  12. Michele Dubini scrive:

    @Riccardo: E chi le convalida le misure cautelari? Secondo la consuetudine europea per ottenere con successo il sequestro dei server (cosa accaduta con i server di MegaUpload situati in Virginia) bisogna passare attraverso un ordine del tribunale. Chi non si avvede della pericolosità intrinseca nel “sequestrare” senza passare attraverso un provvedimento giurisdizionale, specie quando si parla di server di file-sharing, beh, ha un’ottica molto miope e distorta.

    @Wewe: http://www.ilpost.it/2012/01/23/boldrin-abolire-proprieta-intellettuale-libro/

    @Filippo: Filesonic non ha chiuso un bel niente; è ancora disponibile la funzione di uploading, è stata limitata quella di downloading. Dopo la prova di forza verso Megaupload erano ovvie conseguenze di questo genere… e comunque, mentre sto scrivendo, siti come Rapidshare o Videoweed sono tranquillamente accessibili e funzionanti.

  13. uomo scrive:

    Anche generalizzare così e scagliare anatemi contro la ‘gioventù degenerata/decerebrata’ mi sembra alquanto triste e puerile. Comunque, tornando al succo del discorso, personalmente giudico questo articolo scritto molto bene. Ho poi trovato molto intelligente da parte del blogger (non ‘pseudo’) sottolineare il problema vero della chiusura di megaupload, ovvero quello del diritto d’autore rapportato a internet.
    All’autore: bravo,continua così!

  14. nando scrive:

    siamo governati da una massa di ladri e truffatori, viviamo sotto il giogo di banche & finanza che impongono i loro sporchi diktat impoverendo sempre più la massa e arricchendo sempre più le elite….e qualcuno fa la morale se si scaricano musica e film?????
    ma andate a quel paese………….W LA PIRATERIA.

  15. Sandro scrive:

    Megaupload non è nato ieri, c’è da 10 anni, quello che sorprende è la tempistica di tutto ciò, e ciò che hanno “scoperto” era già ampiamente risaputo…

  16. Smoke scrive:

    Il problema principale non e’ solo la pirateria. A me personalmente che le major ci rimettano non me ne puo’ fregare di meno, visto quanto hanno guadagnato(leggi lucrato) negli anni antecedenti il p2p. Non e’ certamente gente che muore di fame. Ma va bene, e’ illegale e si deve combattere.Ma in quale modo?Certamente non con la chiusura arbitraria di siti, certamente non con atti di un procuratore federale che tra l’altro dovrebbe riguardare gli USA e i suoi utenti. Non credo che se l’Italia vietasse oggi un sito in America lo oscurerebbero. Inoltre, e questa e’ la mia paura piu’ grande, la linea che divide il concetto di copyright dal concetto di censura e’ mooolto sottile e chi ci dice che oggi cominciano col PIPA e domani non finiscono con leggi di tipo cinese?

  17. Giangian scrive:

    Questi commenti sono secondo me volutamente falsi… mi sta capitando TROPPO SPESSO di leggere commenti scritti da cane (ma in maniera inverosimilmente troppo ridicola) in difesa di Megaupload, e secondo me vengono scritti deliberatamente da alcuni per far passare i sostenitori di Megaupload e del libero sharing come una massa di “bimbiminkia” (qui la cappa ci vuole, si tratta di un vero e proprio termine che descrive una categoria di giovanissimi) e ragazzini ignoranti che non ne possono capire di come stanno veramente le cose. Io sono giovane, sono sostenitore del libero sharing, ma non scrivo come un analfabeta di quarta elementale con la sindrome del Caps Lock. Attenti ai fenomeni diffamatori di trolling…

  18. Giangian scrive:

    Altro esempio di trolling (in realtà di semplice sarcasmo)

  19. Giangian scrive:

    Io sono contrario alla pirateria, ma quando si comincia a vivere in un mondo in cui tra poco sarà proibita anche la libertà di informazione e di sharing (compreso quello perfettamente legale) allora ben venga la pirateria…

  20. creonte scrive:

    un panettiere deve fare il pane ogni giorno… una singola persona per un singolo giorno usa quel pane e per questo viene pagato.

    invece diamo per assodato che se uno canta un solo giorno una canzone, migliaia di persone per migliaia di giorni debbano pagarlo.

    è una distorsione.

    come la tecnologia ha dato un business alle major per un secolo, ora devono cederlo e reinventarsi

  21. Giangian scrive:

    Il fatto è poi che ad essere pagato migliaia di giorni per una canzone o un film NON è il cantante o l’attore, ma le major…

    Solo un esempio per fare capire come stanno le cose… Quando su Youtube è stata pubblicata la “Megaupload Song” (con la partecipazione di molti artisti del panorama musicale), entro qualche giorno Youtube ha tolto il video. Non per violazione di Copyright, ma perchè alcune case discografiche avevano un “accordo segreto” che stabiliva che possono chiedere a Youtube di rimuove qualsiasi video che contenga l’immagine di uno dei “loro” cantanti. Quando hanno fatto questa dichiarazione, Youtube con molto imbarazzo ha negato le affermazioni di tali casi discografiche e ha rimesso in circolazione la song di Megaupload. Youtube infatti aveva stretto questo accordo segreto, ma almeno era cosciente dell’impopolaità che avrebbe avuto rendere pubblico questo tacito accordo. Per le case discografiche invece è del tutto incomprensibile il fatto che “detenere” il diritto di censurare qualsiasi video dei propri cantanti senza il loro permesso è qualcosa di scandaloso… nemmeno se ne rendono conto! Per chi non avesse capito… è come se io fossi un cantante famoso e decidessi di apparire nel video di Tizio o Caio per fischiettare un motivetto o per dire la mia su un tema di attualità… e la mia casa discografica può censurarmi perchè… mi possiede allo stesso modo di come secoli fa una matrona romana possedeva i propri schiavi e poteva decidere di cosa potessero fare o non fare della propria vita privata o pubblica.

    Svegliatevi… gli U.S.A. di fatto non esistono più come nazione autonoma. A dettare leggi e regole ora sono le grandi corporazioni e le grandi società di capitali privati. Loro versano i soldi, e lo Stato esegue, punto.

  22. pierluigi scrive:

    Scusate ma mi stanno bene i diritti d’autore ma adesso se mi devo vedere un film che so!!! del 2001 che devo fare compro il cd? ma come ragionate! Mi sta bene che il lavoro altrui deve essere giustamente ripagato ma qui si parla di colossi con le spalle ben coperte.Per quello che mi riguarda come sempre dietro cè la solita manovra per poter metterlo nel c… a noi poveri comuni mortali, che altro non abbiamo fatto se non poter passare qualche ora a vedere qualche bel film in maniera gratuita.

  23. Pedro scrive:

    Secondo me in Cina, in Russia in India si stanno fregando le mani… Vedrete ora quanti server hosting nasceranno (qualcuno già c’è e funziona benissinmo es: netload.in … e cosa faranno gli USA, andranno ad arrestare i Cinesi? ahaha…
    I diritti di autore sono la più colossale truffa del secolo… che vuol dire; allora qualunque tipo di telefono nuovo che esce deve pagare un TOT di diritti a Marconi perchè 150 anni fà lo ha inventato lui?
    Ma che vuol dire Pirateria… è solo un Vitalizio continuo…
    Per i film e la musica la potrebbero risolvere come qualcuno ha confermato che non si può mettere in share un film nei 6 mesi successivi alla pubblicazione… così lo si deve vedere in primis al cinema, poi noleggio, poi dvd o share…è tanto semplice…
    E io lo accetterei volentieri.. Ma che devo pagare i diritti per un film o musica del 1978 o altro mi sembra assurdo…
    Lo stesso può valere x la musica e video game… Ma non faranno niente sono troppo papponi e ingordi…
    Attendiamo sviluppi e siate fiduciosi..loro sono pochi noi a Milioni…

  24. Baba scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con chi propone sei mesi di attesa prima della pubblicazione e condivisione legale di contenuti multimediali. È ingiusto che per vedere un telefilm del 2009 che ha fruttato milioni di dollari a sceneggiatori, regista e attori già in fase di produzione, e al network durante la trasmissione, io debba anche pagare qualcosa. Che i siti delle varie hbo, bbc, mediaset e sky pubblichino sui loro siti le varie puntate sei mesi dopo la trasmissione. Non farebbero più soldi con le repliche vero? O con gli abbonamenti tv, sono d’accordo, ma bisogna rendersi conto che nel 2012 questa creatività (tra l’altro decisamente decadente) non possono rendere come negli anni 70; è cambiato il mondo! D’altra parte al giorno d’oggi vi sono mercati che all’epoca si sognavano, gli stessi strumenti che servono per compiere questi atti di abuso dei diritti d’autore, pc insomma, costituiscono un mercato nuovo, nuovi guadagni, idem l’internet ormai presente ovunque. Per non parlare poi della telefonia e del mercato delle “app” strettamente connesso. Allora scusatemi ma qui chi ci deve rimettere sono sempre i consumatori? Ma se a voi, che criticate tanto i giovani, vendessero un’auto ma vi imponessero di pagare qualcosa se la volete usare per qualcosa che non sia andare al lavoro o prendere i figli a scuola cosa direste? Questa della pirateria a me suona come la scritta “il fumo uccide” sui pacchetti di sigarette. Gli attori continuano ad essere milionari, anche più di prima, perché la tv rende molto più di un tempo, magari i musicisti e le loro case ne risentono un po’, però navigano sempre nell’oro, per cui direi che va bene così, io non mi sento in colpa e i miei 3 pc resteranno sempre accesi a condividere i miei innumerevoli giga di files, sul caro, vecchio e mai abbandonato adunanza!

  25. lorismario scrive:

    Premesso che sono un utilizzatore di Filesharing e Videostreaming, non capisco per quale motivo il diritto d’autore debba essere surclassato rispetto ad altri diritti. Comporre musica o creare Film sono lavori come altri che prevedono la vendita di un prodotto. Detto questo mi dispiacerà molto non potere vedere più gratuitamente un film dal pc ma riconosco l’illegalità della faccenda, quando non c’era il digitale la musica si comprava o la si ascoltava per radio e medesima cosa per i film, vecchi o nuovi che siano. La questione di chi si arricchisce (major & C.) non centra col fatto di arrogarsi il diritto di non pagarlo. Sarebbe come andare da un qualsiasi commerciante ricco e pretendere di acquistare gratuitamente quello che ci piace. Al Louvre sebbene ci siano opere vecchie di secoli il biglietto te lo fanno pagare comunque e al mercatino dell’antiquariato le cose vecchie costano di più di quelle nuove.
    Quindi se un autore decide di vendere una propria opera tramite la pubblicazione da parte di una società non capisco perchè molti siano concordi nell’asserire che nel rubarla non ci sia nulla di sbagliato.

  26. zencat scrive:

    ci dobbiamo aggiornare ragazzi, la legge si deve aggiornare,ma anche gli stessi network si devono aggiornare..una piattaforma completamente digitale,di proprietà dello stesso network,che offre su richiesta la programmazione , a pagamento anche , perche quelli di megaupload ti facevano pagare si, tanti avevano un abbonamento a vita con un èprezzo di poco inferiore ai 200€.secondo me questa già potrebbe essere una soluzione,e gli utenti sarebbero a contatto con un servizio che sanno usare da molto tempo,cambierebbe il mondo dello share,certamente,ma in meglio.
    solo evoluzione,secondo me, ci vorrebbe. è inutile mettere un bavaglio ad un mondo nato libero come internet.

  27. Videomania scrive:

    Un dvd originale costa 10/15 euro, non serve fare un mutuo.

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