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Perchè l’Ungheria fa tremare l’Europa

– I problemi per l’Unione Europea non sembrano finire mai ed ora anche l’Ungheria é al centro del ciclone che aggiunge benzina sul fuoco dell’euro-crisi. Le vicende interne di Budapest occupano da alcuni giorni le prime pagine dei giornali di tutto il mondo a causa della grave crisi economica che affligge il paese, ma anche per le proteste che hanno seguito l’approvazione della costituzione entrata in vigore lo scorso 1 Gennaio. Questa sfida potrebbe essere sancire la rinascita oppure contribuire alla fine dell’Unione.

La crisi del 2008 hacausato un crollo in termini di PIL ungherese di quasi 7 punti percentuali nel 2009 ed il Fondo Monetario Internazionale era già entrato in scena per far fronte all’emergenza. Dopo la vittoria elettorale di Fidesz, partito di destra che sostiene l’attuale primo ministro Viktor Orban, il governo aveva dichiarato di non aver piú bisogno degli aiuti internazionali per superare la crisi. Tuttavia, il peggioramento delle condizioni economiche del Paese ha convinto il presidente Orban ad aprire nuovamente a questa possibilità nel Novembre 2011. Dopo l’approvazione della nuova Costituzione la situazione é precipitata: il fiorino ha perso terreno rispetto all’euro, gli interessi sui titoli di stato decennali hanno superato quota 11%, e le agenzie di rating hanno deciso il downgrade del paese allontanando ulteriormente gli investitori.

La patata bollente è di nuovo nelle mani del Fondo Monetario il quale deve decidere, di concerto con l’UE, a quali condizioni sostenere Budapest. La base dello scontro diventa dunque politica visto che sia l’FMI sia l’UE hanno messo sul tavolo la richiesta di fare passi indietro rispetto a riforme appena varate dal governo in merito all’indipendenza della Banca Centrale e alla decisione di inserire nella costituzione una flat-tax sulle persone, che di fatto diminuisce le possibilità di azione dei governi di fronte a crisi future. Il governo Ungherese ha inizialmente mandato segnali poco concilianti, ma la svalutazione del fiorino degli ultimi giorni e gli spread alle stelle potrebbero aver riportato alla realtà il governo.

Le preoccupazioni dell’Unione Europea non si fermano però all’indipendenza della Banca Centrale, sulla quale sta lavorando il commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn. Il commissario per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Viviane Reding, ha espresso forti preoccupazioni per l’abolizione del supervisore alla protezione dei dati e per alcune leggi che rischiano di mettere in discussione l’indipendenza dei giudici, senza contare le restrizioni poste alla libertà di stampa, ed ai problemi relativi ad unioni civili ed aborto. La gravità della situazione è stata poi certificata dal presidente Barroso il quale, in una lettera indirizzata al presidente Orban il 28 Dicembre scorso, avrebbe paventato esplicitamente la possibilità di sanzioni da parte della Commissione.

In ballo non c’è solo la tenuta economica dell’Unione, ma anche quella politica e questa crisi evidenzia due problemi strutturali dell’Unione. Il primo è la capacità di moral suasion della Commissione e delle istituzioni europee. Il governo di Budapest ha agito in solitaria senza coordinare le proprie azioni con Bruxelles di fatto accentuando una crisi che poteva essere evitata. Il secondo è un problema di governance economica all’interno del mercato unico. Al netto delle azioni del governo di Orban, non si può dimenticare che negli ultimi anni l’Ungheria abbia ricevuto crediti per l’85% del PIL dell’intero paese (e gli istituti di credito italiani sono tra i principali prestatori) e che esistono squilibri strutturali di bilancia commerciale/debiti pubblici che indeboliscono l’intera eurozona. Questi problemi attendono soluzioni che possono essere date solo dalla leadership europea.

L’occasione è data dai negoziati tra il Fondo Monetario Internazionale e Budapest. Bruxelles ha il compito di spegnere la miccia che proviene dall’Ungheria senza urtare la sensibilità di coloro che già soffrono una presenza eccessiva, e talvolta dannosa, dell’UE nella vita degli stati membri. Un’eccessiva ingerenza della Commissione nelle faccende ungheresi senza un contemporaneo balzo in avanti verso una migliore integrazione sancito dal Consiglio Europeo di fine mese potrebbe diventare un boomerang e causare un’ulteriore perdita di credibilità delle istituzioni europee. Il pericolo maggiore è che l’Europa cominci ad essere vista come la causa, e non la possibile soluzione, ai problemi comuni. La crisi greca ha innescato questa dinamica, la crisi ungherese potrebbe interromperla.


Autore: Francesco Giumelli

32 anni, insegna Relazioni Internazionali e Studi Europei alla Metropolitan University Prague. Studia e si occupa di conflitti, politica estera e sanzioni internazionali. Autore di "Coercing, Constraining and Signalling. Explaining UN and EU Sanctions after the Cold War" con ECPR Press e curatore del blog Tucidide (tucidide.giumelli.org).

10 Responses to “Perchè l’Ungheria fa tremare l’Europa”

  1. Parnaso scrive:

    Scusi non ho capito se il problema è politico o economico? o entrambi? Quali sono le restrizioni alla libertà di stampa? Quali problemi riguardano le unioni civili o l’aborto? Queste leggi (che non conosco) sono state approvate secondo la procedura democratica o sono state un atto di forza al di fuori delle regole democratiche?

  2. Mago scrive:

    Se quando si parla degli USA di può parlare di “the right nation”, quando si parla dell’Ungeria si farebbe meglio a parlare di “the far-right nation. C’è un problema politico di fondo, fin dal 1919!, a cui si è aggiunto quello economico.

  3. Cecio scrive:

    La verita’ e’ che l’attuale governo di centro destra ha fatto e promette di fare cose un po’ discutibili ma tutto questo allarmismo mi sembra del tutto fuori luogo, oltre che ben orchestrato.

    La crisi economica c’e’ eccome ma ci vorrebbe una bella faccia tosta ad assegnare la colpa all’attuale governo.
    Fino al 2008 il paese e’ stato governato da una coalizione di incompetenti (tralasciando gli aspetti morali e quelli giudiziari che a tempo debito seguiranno).
    Il governo Orban ha conseguito un successo straordinario alle elezioni conquistando 2/3 dei seggi (nonostante i media generalmente ostili). Siamo quindi di fronte ad un governo democraticamente eletto che si avvale della possibilita’ di riformare la costituzione come previsto dalle leggi vigenti, senza poi apportare cambiamenti cosi drammatici.

    La realta’ e’ che tutte queste critiche e grida di dolore vengono da gente che la nuova costituzione ungherese non l’ha nemmeno letta oppure viene da circoli politici che hanno tutto l’interesse a spargere veleno. Memorabili certi commenti sulla stampa europea e dichiarazioni ufficiali che si riferivano a versioni provvisiorie e poi modificate della costituzione (che il governo ungherese aveva condiviso con i partner europei)
    La costituzione ungherese come un libro classico: qualcosa di cui tutto parlano ma nessuno ha mai letto.

    Tralascio le immancabili polemiche sulle presunte liberta’ infrante e il solito ritornello della minoranza Roma che viene discriminata…

    In sostanza, il problema e’ chiaramente economico ma in parte e’stato esacerbato dalla reazione scomposta europea e trasformato in politico.

    Un altro grande successo della diplomazia europea.

  4. Cecio scrive:

    Mago,
    visto che ci siamo mi potresti specificare quali aspetti del presente governo ungherese di sembrano di estrema destra?
    Giusto per farmi un’idea, perche’ io sono ormai anni che me lo sto chiedendo…

  5. Christian scrive:

    @Cecio: La democrazia in Ungheria oramai non esiste piu, il governo attuale sta facendo tutto tranne che l’interesse dell’ Ungheria, vuoi che ti elenchi i problemi che riguardano il governo di FIDESZ (il partito del primo ministro Orban):
    Una costituzione entrata in vigore il 1 gennaio 2012, che fu votato in parlamento nel maggio 2011, ma che fu votato solamente dal FIDESZ, senza il consenso degli altri partiti come i socialisti di MSZP, l’estrema destra JOBBIK, o gli ecologisti di LMP. Quando il FIDESZ scrisse la costituzione, non consulto in nessun modo gli altri partiti, forte della maggioranza, è questa non è democrazia.
    – Dopo aver votato la nuova costituzione in parlamento, i partiti di opposizione e molti ungheresi avevano chiesto a gran voce di fare un referendum per chiedere agli ungheresi se loro volessero la loro nuova costituzione, referendum che non avenne perche il FIDESZ non voleva (sapendo che la maggioranza degli ungheresi non voleva questa nuova costituzione antidemocratica).
    -Il FIDESZ ha vietato l’aborto, una cosa totalmente antidemocratica.
    -Il FIDESZ ha preso in mano il controllo di tutti i mezzi di informazione del paese, sottomettendoli all’autorita di MSI, un azienda in mano ad Orban, in modo che i mezzi di informazione (giornali, TV) non possano contraddire il governo di Orban.
    – Orban ha, tramite la nuova costituzione, preso il potere sopra la banca ungherese, questo significa che se domani si sveglia di male umore, e decidesse di volere spendere tutti i soldi che le persone (ungheresi o investitori) hanno nella banca centrale ungherese, per “salvare la nazione”, potrebbe farlo tranquillamente, e tutte le persone che hanno soldi all’ interno della banca perderebbero tutto, da un giorno all altro.
    – Oggi il partito FIDESZ è sceso dal 53% dei consensi avuti nelle elezioni di aprile 2010, al 22% di dicembre 2011. In cambio hanno ricevuto molti piu consensi gli ecologisti di LMP, i socialisti, e lo JOBBIK. Cioe il governo di Orban non è piu un governo democratico perche non è piu voluto dalla maggioranza della popolazione. Quindi se per te questo è democrazia mi sa che devi farti un ripassino del significato della parola democrazia. E per quanto la vedo io (essendo di origini ungheresi, e conoscendo il popolo ungherese, popolo che ha sempre lottato per la liberta e per la democrazia) fra qualche mese se l’ UE non fara niente, come ha sempre fatto, scoppiera una guerra civile in Ungheria, una guerra che potrebbe coinvolgere anche altre nazioni europee.

  6. Francesco Giumelli scrive:

    @Parnaso:

    Io credo che il problema sia economico e politico. Economico perche’ l’Ungheria, a causa di una governance europea fallace, ha ottenuto ingenti linee di credito che hanno causato le speculazioni. Un po’ come quello che e’ accaduto in Grecia a causa dei capitali francesi e tedeschi. E poi politico, perche’ la Commissione non e’ stata efficace nel gestire la situazione, come scrive Cecio, e rischia di aggravare la crisi invece di risolverla, come accaduto in Grecia.

    Liberta’ di stampa: e’ stata creata un’autorita’ sui media ed i membri verranno nominati dal governo. Visto che per operare bisogna essere registrati, si teme un’indebita pressione dell’esecutivo sulla stampa.

    Unioni civili ed aborto: la Costituzione dovrebbe includere che il matrimonio e’ solo fra uomo e donna e la vita coincide con il concepimento.

    In generale, credo che il governo di Orban sia democratico e non ci sono molti dubbi, pero’ si deve muovere all’interno della legislazione UE, altrimenti la sola legittimazione popolare non basterebbe a giustificarne le azioni.

  7. Parnaso scrive:

    Sulla liberta di stampa il pericolo è potenzionale : è solo un timore. Su unioni civile e aborto: anche in Italia il matrimonio è solo fra uomo e donna e l’aborto non è ‘formalmente’ un diritto.
    Da ciò dovrei dedurre che l’Italia e come l’Unghera.
    Nessuno è obbligato a muoversi all’interno della legislazione Ue al di fuori del patto economico; la legittimazione popolare deve prevalere sui burocrati non eletti da nessuno

  8. Cecio scrive:

    Christian,

    grazie della risposta ma mi pare che tu faccia affermazioni abbastanza astruse e ben lontane dalla realta’, in linea con le linee editoriali europee, tranne rare eccezioni di equilibrio.

    Non voglio difendere il governo Orban “alla Cicchitto” per intederci. Non sono ungherese ma ho una moglie ungherese a vivo a Budapest da 10 anni. Ho anche i miei risparmi in Ungheria per cui puoi immaginare che non navigo in un mare di ottimismo.
    Indubbiamente pero’ quello che succede in Ungheria mi riguarda molto e non ne faccio una pura disquisizione intellettuale.

    Non mi piacciono molte iniziative del governo Orban e il tono nazional-populista in alcuni frangenti. Potrei passare un pomeriggio a scriverti quello che non mi piace di questo governo.

    Il punto e’ che mi piacerebbe vedere questo dibattito ed eventualmente critica, procedre con onesta’ intellettuale in base ad osservazioni di merito e riferimento a fatti precisi.
    Altrimenti si ricade nella trappola dell’antiberlusconismo becero della serie “Orban e’ autoritario, anti semita e pure brutto…”

    Le legge vigente prevede la possibilita’ di riformare la costituzione con una maggioranza dei 2/3 del parlamento. Se Fidesz ha vinto una maggioranza cosi’ larga non e’ colpa loro, semmai del disgraziato governo precedente.
    La bozza della nuova costituzione e’ stata sottoposta tanto all’opposizione ungherese quanto agli organismi europei, che infatto hanno commentato su diversi punti e indotto a cambiamenti.
    Si puo’ discutere sull’opportunita’ di un referendum e su quella di cambiare la costituzione (riesco a pensare a problemi piu’ urgenti) ma non vedo in tutto questo un colpo mortale alla democrazia ungherese.
    (E, per inciso, sono sicuro che Fidesz avrebbe vinto il referendum…)

    Fidesz non ha reso illegale l’aborto. Punto.
    Esiste solo un’affermazione di principio nella nuova costituzione dove si fa riferimento alla vita che iniza al concepimento, che indubbiamente puo’ creare problemi interpretativi a valle. Ma esistono altri articoli della costituzione che fanno riferimento a diritti individuali inalienabili. Allo stato attuale non c’e’ alcun piano di rendere illegale l’aborto che e’ fornito dal sistema sanitario nazionale. Mi sfugge comunque il nesso logico per cui l’abolizione dell’aborto debba per forza essere una misura anti-democratica in astratto

    Fidesz non “ha preso sotto controllo tutti i mezzi di informazione”. Affermazione priva di fondamento. Fidesz vuole dei cambiamenti all’interno dell’organismo regulatore per la televisione pubblica in modo da introdurre in maggior controllo governativo nell’interesse di una non precisata “obiettivita’”. Hanno anche introdotto misure piu’ punitive per organi di informazioni che si rendono responsabili di diffusione di informazioni false e lesive della dignita’ personale (anche qui non ben precisata).
    Qui si tocca un nervo scoperto di Orban che ha condotto una campagna elettorale con quasi tutti i canali televisi (statali e privati) contro (la sola Hir Tv puo’ definirsi pro-Fidesz) e un establishment giornalistico ai limiti della partigianeria sfacciata (tutta gente che si e’ formata negli anni ruggenti del Kadarismo).
    Memorabili per volgarita’ alcuni attacchi personali contro Orban e la sua famiglia.
    Qui per me Orban sbaglia in quanto tutto quello che fa ora, gli si rivoltera’ contro un giorno.
    In ogni caso esistono mezzi di informazione dove l’elettorato socialista-ecologista puo’ abbeverarsi liberamentem, che il governo non puo controllare nemmeno se volesse

    E’semplicemente falso che Orban abbia un controllo totale sulla banca nazionale ungherese in modo che possa agire come scrivi tu (ammesso che abbia anche un senso). Ha semplicemente introdotto un maggiore controllo governativo sulla banca nazionale, attraverso la nomina di un vicepresidente.
    Anche in questo caso mi sembra un provvedimento inopportuno e inutile ma non vedo una deriva autoritaria, anche perche’ diversi paesi hanno meccanismi di controllo diversi.
    In ogni caso il governo si e’ detto disponibile ad un dialogo con l’IMF e EU a questo riguardo.
    Anche qui, discutiamo del merito senza cadere in affermazioni grottesche

    Riguardo al “ripassino di democrazia” ti vorrei ricordare che in una democrazia liberale i governi si cambiano in base ai risultati delle urne, non in base ai sondaggi di opinione, grazie a Dio.
    Se alla scadenza del mandato Orban avra’ deluso, l’elettorato lo punira’ come merita.

    Se sei di origine ungherese dovresti anche sapere che una caratteristica dell’animo magiaro e’ quella di un fiero orgoglio nazionale e indipendenza dall’ingerenza straniera.
    Vedersi ricevere lezioni di democrazia da autorita’ europee (senza poi conoscere con precisione i fatti) tende a suscitare negli ungheresi sentimenti di sospetto e reazione opposta.
    Soprattutto quando questa costernazione non si e’ vista in circostanze molto piu’ gravi, quando un primo ministro veniva beccato ad ammettere di “aver mentito al paese e sfruttato la situazione a proprio vantaggio” senza per questo essere invitato a dimettersi.

    Se la stessa cosa fosse successa nel caso di Viktor Orban, l’unione europa avrebbe chiuso le frontiere e Obama avrebba mandato i bombardieri in ricognizione, visto il metro di giudizio divergente…

  9. PIERO IANNELLI scrive:

    Leggo: ..Il pericolo maggiore è che l’Europa cominci ad essere vista come la causa, e non la possibile soluzione, ai problemi comuni…
    /——-/
    Onestamente non vedo il “pericolo” vedo la realtà.

    L’EUROPA è a mio vedere il “PROBLEMA”!.

    Un “problema” al cui vertice vedo Herman Van Rompuy “NON DEMOCRATICAMENTE ELETTO” che ha dichiarato:

    “Il 2009 è anche il primo anno di governo globale, con la creazione del G20 nel bel mezzo della crisi finanziaria globale. La Conferenza sul Clima di Copenaghen sarà un altro passo avanti verso il governo globale del nostro pianeta”.

    Van Rompuy ha partecipato a una cena del Gruppo Bilderberg il 15 novembre al Hertoginnedal, Bruxelles, poco prima della NOMINA a primo presidente della UE.

    Durante la cena, si è incontrato con i membri dell’alto comitato della direzione del Gruppo e ha pronunciato un discorso che annunciava la creazione di nuove tasse da versare direttamente alla UE, compresa una tassa sui voli aerei, una tassa sui carburanti e l’IVA europea, così da formare un unico canone che andrà direttamente nelle casse di Bruxelles…

    http://www.ecplanet.com/node/816

    Da chiarire che non è in atto alcun riscaldamento globale, bugia su cui stanno devastando l’economia con tasse pari a 2900 miliardi di euro.

    Questa DEMOCRAZIA di BANCHIERI europea mi spaventa ben più di un qualsiasi eventuale regime dittatoriale.

    Un giornalista dichiara il falso senza fonti e viene punito?
    Ben venga! E auspico da parte mia sia punizione ESEMPLARE!

    Leggeremmo meno idiozie sulla decantata democrazia e libertà che sembra tutelata ormai da :

    Eurogendfor

    L’organismo non risponde delle proprie azioni a nessun parlamento (nazionale od europeo) e godrà della più totale immunità giudiziaria a livello internazionale.

    http://www.grnet.it/news/95-news/1312-eurogendfor-ecco-come-nasce-nel-silenzio-un-pericoloso-leviatano-europeo.html

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