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Cortina/1. Non difendere i supercafoni evasori, ma ridurre spesa e tasse

– C’è senza dubbio una correlazione positiva tra la pressione fiscale e contributiva che uno Stato impone ai suoi contribuenti e la dimensione dell’economia sommersa (si veda pagina 4 di questo studio di Friedrich Schneider per averne un’evidenza). Ma è difficilmente contestabile (pagina 3 e di nuovo pagina 4 del documento) che esista uno specifico mediterraneo, e quindi italiano: il nostro carico fiscale e contributivo non è dissimile da quello tedesco e francese, per non parlare dei paesi scandinavi, eppure il “nero” in quelle realtà è significativamente inferiore. È una questione culturale? È una risposta alle cattive performance delle istituzioni pubbliche (se ricevo servizi pubblico inefficienti, tendo a sfuggire al pagamento degli stessi)? Un combinato di cose, probabilmente.

A chi scrive pare opportuno che il dibattito suscitato dalla vicenda di Cortina parta dalle considerazioni di cui sopra, utili a ridurre la temperatura della polemica. Siamo arrivati ad un punto molto basso della vita pubblica italiana se la contrapposizione è tra chi difende evasori indecenti, che avrebbero forse violato le regole fiscali anche in presenza di una tassazione più leggera, chi esulta per il comunicato gradasso dell’Agenzia delle Entrate (ma vi pare possibile che un pezzo dello Stato sbeffeggi dei cittadini, per quanto passibili di una pena?) e chi imbastisce una caccia al ricco degna della rivoluzione d’Ottobre.

L’evasione fiscale può essere “motivata” dall’eccesso di tasse e contributi richiesti a famiglie e imprese, non può con questo essere “giustificata”. Se incito direttamente o velatamente alla frode nei confronti dell’erario, quanto sono credibile nel richiedere il rispetto di altre regole di buon funzionamento di una società liberale, dalla tutela della mia proprietà alla inviolabilità della mia sfera di riservatezza, dalla difesa della mia integrità fisica fino al rispetto delle obbligazioni del mio debitore? Il capitale civile di una comunità umana, e cioè il grado di fiducia nel prossimo e la ragionevole convinzione che questi rispetterà i patti stipulati e le regole condivise, è un formidabile motore di sviluppo di una società. Se per criticare lo Stato rapace finisco per deteriore il (già debole in Italia) capitale civile, rischio di rendere ancora meno libera e liberale la società in cui vivo.

Lo Stato italiano – con il suo apparato amministrativo elefantiaco e il suo enorme esercito di dipendenti – è fortemente delegittimato: se pure si riuscisse ad evitare (e speriamo che si riesca) la bancarotta economica, è ormai conclamato il suo fallimento “morale”. Impegnarsi culturalmente e politicamente perché la mano pubblica arretri dalla società italiana, perché la spesa pubblica venga significativamente ridotta e con essa i privilegi immeritati di tanti suoi fannulloni stipendiati, è e resta la priorità. Bisogna che si riduca la spesa pubblica per poter avere meno tasse: la sola lotta all’evasione non favorirebbe l’alleggerimento del carico fiscale, quanto l’allargamento dei margini di spesa (chi non ricorda i fantomatici “tesoretti” del governo Prodi?). Ma assicurare uno schermo morale ai “supercafoni” di Cortina non aiuta la battaglia contro la voracità dello Stato: tutti dovrebbero pagare meno tasse, non solo chi è tanto ricco o furbo da permetterselo.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

4 Responses to “Cortina/1. Non difendere i supercafoni evasori, ma ridurre spesa e tasse”

  1. Francesco Manzella scrive:

    La redistribuzione del reddito è un cavallo di battaglia della sinistra, talvolta abusata tanto da farla scadere ad una denuncia vuota circa la possibilità di creare una società omogenea sotto tutti i punti di vista. Questo, per fortuna non sarà mai possibile per una ragione semplice che il mondo, nonostante tutto è bello perchè è vario. Ma tale principio, o meglio risultato potrebbe essere il cardine di una pacifica convivenza di soggetti di varia estrazione, sia essa politica, sociale e culturale dove viene messo in evidenza che a prescindere dalle capacità individuali da stimolare e sponsorizzare fa da contrappeso una vita degna per ognun membro della società.

    Francesco Manzella
    Villa Vicentina (UD)

  2. Drago78 scrive:

    Condivido pienamente l’articolo. Ultimamente la cosiddetta “caccia al ricco” in Italia ha raggiunto livelli imbarazzanti e sconcertanti. Talmente inbarazzanti e sconcertanti da arrivare addirittura a non distinguere nemmeno il ricco onesto dal ricco disonesto. Questa spietata caccia viene fatta in parte per fare il contentino al popolo povero ed affamato in tempo di crisi, ed in parte per acchiappare più voti e far contento il proprio elettorato già acquisito. La trovo una pratica veramente squallida e di basso profilo politico in tutti i sensi. Condivido anche quello che dice Francesco Manzella, aggiungendo che la redistribuzione del reddito tanto osannata dalla sinistra è impraticabile e puramente utopistica, perchè appunto vivendo in una società di mercato e di capitale, è impossibile attuare ciò. A meno che non torniamo ad applicare sistemi, però già giudicati dalla storia come fallimentari (comunismo ecc…). La tramissione di Ballarò di ieri sera è stata ad esempio, l’ennesimo scandalo televisivo e la solita malainformazione distorta e manipolata a dovere (tenendo cmq conto a chi appartiene l’emittente XD). Ho sentito una valanga di cavolate sparate al vento come al solito, e le solite sceneggiate da film accompagnate da attacchi agli ordini professionali ecc… un vero spettacolo inpietoso insomma come da manuale. In particolare all’affermazione di quell’economista in collegamento video, di cui non ricordo bene il nome, che disse in modo condivisibile e giusto “Queste operazioni oltre che illogiche, spettacolari, di stampo mediatico e francamente pure evitabili, danneggiano irrimediabilmente l’immagine del luogo colpito, sia economicamente che turisticamente…” e poi all’affermazione altrettanto condivisibile e corretta, dopo la solita domanda trabocchetto di Floris, “viene danneggiata perchè ora chi andava in vacanza lì, ora cambierà luogo sicuramente migrando in altri posti…”, la risposta in studio non si è fatta attendere naturalmente, e per chi ha visto il programma sa come è andata a tuoni di versi del tipo “uuhhhhhh”, “buuuuuuuu”, “basta ma cosa dice…” ecc, per fare odiens e far vedere alla gente come si è contrari a tutto ciò che riguarda l’evasione ovviamente. Peggio dell’asilo XD. Ragionare e discutere mai, andare per slogan e luoghi comuni invece sempre XD. Ad ogni problema bisogna sempre porsi anche delle domande del perchè esiste tale problema, a prescindere dal demonizzarlo ecc… che è un’altra cosa e cioè: giusto colpire l’evasione, ma cmq bisogna anche capirne il perchè della sua esistenza con analisi ragionate ed approfondite, come l’autore dell’articolo in parte ha fatto e mi complimento con lui per ciò, forse tra i primi in Italia che sento e vedo farlo. La pressione fiscale è ovviamente altissima e siamo secondi soltanto all’Olanda come tale in Europa. Nel 2014 (dati Istat) raggiungerà il picco del 45,31% sul reddito (43,01% oggi…) e ben il 74,09% sul totale imposte (69,05% oggi…): una cosa fuori da ogni grazia divina credo. Fosse per me farei tutto a colpi di flat-tax cmq, nel frattempo in attesa di tempi migliori… saluti.

    Marco T.
    Torino (To)

  3. Massimo74 scrive:

    L’evasione fiscale in italia è pesantemente sovrastimata (non so se volutamente o meno) e in ogni caso è radicata quasi esclusivamente nelle regioni meridionali.Se solo cercassi di informarti meglio,caro Piercamillo, potresti evitare di scrivere certi articoli demagogici che sputano veleno su persone che non sono ancora state giudicate(ci sono milioni di motivi per cui uno può avere un reddito basso e girare in SUV senza necessariamente essere evasore).
    Ti presenti come liberale e libertario,ma calpesti il più elementare dei principi di uno stato di diritto a cui qualsiasi amante delle libertà individuali dovrebbe ispirarsi: la presunzione di innocenza.
    Mi auguro solo che, nel caso si dovesse dimostrare che quelli che hai definito i “supercafoni di cortina”,dovessero poi rivelarsi estranei ai fatti contestati (e in italia, nel caso non lo sapessi, nel processo tributario due volte su tre è il contribuente ad avere ragione), avrai almeno la decenza di chiedere scusa.

  4. Piccolapatria scrive:

    Se vai a Cortina sei “supercafone”; miserello luogocomune di scarsa fantasia; s’intuisce, tuttavia, che l’epiteto è rivolto agli “intrusi” e non certo a quel buon numero di coloro che ci va regolarmente e che appartiene alla folta schiera intellettual-progressista ben retribuita in maggioranza al soldo pubblico dello stato e/o parastato; quella che professa le idee “giuste e intelligenti” che, per definizione, non evade ( anche perchè le tasse sulla mesata gliele paga il datore di lavoro…).

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