– Mettersi nei panni di alcuni dei protagonisti della vita politica e spiegare cosa questi dovrebbero mettersi nella testa. “Diventare” qualcuno, per meglio dire cosa quel qualcuno dovrebbe diventare o sarebbe meglio (per tutti) che diventasse. Questo è il gioco di Libertiamo per le Feste. Una carrellata di pensierini leggeri e partecipi. Anno nuovo, politica nuova. In precedenza: 1- Claudia Biancotti/Nichi Vendola2- Carmelo Palma/Pierluigi Bersani3- Giorgio Lisi/Pierferdinando Casini4- Sofia Ventura/Matteo Renzi5- Piercamillo Falasca/Raffaele Bonanni, 6-Marco Faraci/Angelino Alfano.

Il ministro dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera è il secondo ministro più importante del governo. Secondo Wikipedia infatti “Il Ministero dello Sviluppo Economico […] si occupa delle attività produttive ed economiche, nonché dell’energia e […] e degli incentivi alle imprese”, mentre “Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti […] ha competenza sulle reti infrastrutturali […] a servizio dei mezzi di trasporto, e […] i piani di settore per i trasporti, compresi i piani urbani di mobilità”. Passera è il Ministro della Microeconomia: esaminiamo alcuni dei problemi che dovrebbe affrontare.

Energia: l’Italia ha una bolletta elettrica più costosa degli altri paesi, e ciò ne riduce la competitività. Si possono tagliare le sovvenzioni alle energie tecnologicamente improbabili come il fotovoltaico: le fonti vanno analizzate in base a criteri economici, non ideologici. Per recuperare competitività può anche essere d’aiuto tagliare la tassazione sull’energia e sui carburanti, anziché aumentarle.

Incentivi alle imprese: non servono, e possono essere sostituiti con tagli fiscali sulle imprese a parità di gettito. La loro eliminazione ridurrebbe i costi burocratici e le risorse impiegate dagli “imprenditori” per ingraziarsi l’amministrazione, permettendo al mercato di allocare le risorse senza distorsioni politiche.

Infrastrutture dei trasporti: i lavori pubblici in Italia costano più che altrove. In parte ciò è dovuto alla geologia del territorio, in parte all’inefficienza dell’amministrazione e alla criminalità organizzata. Una maggiore trasparenza nelle procedure aiuterebbe molto.

Ferrovie: il sistema ferroviario italiano è ancora di fatto monopolio di Trenitalia, con limitate eccezioni. Occorre liberalizzare il settore, separando veramente la rete ferroviaria da Trenitalia a e creando un mercato concorrenziale degli slot ferroviari.

Traporti locali: il settore dei servizi locali è probabilmente il meno liberalizzato d’Italia. I prezzi sono sussidiati a deficit dagli enti locali e il servizio è monopolistico anche quando non ve ne sono ragioni, come per i trasporti di superficie. Liberalizzare aumenterebbe il numero di linee, e ridurre le sovvenzioni faciliterebbe la stabilizzazione dei conti degli enti locali.

I ministeri di Passera si occupano di molte altre cose: telefonia, poste, frequenze radio, porti, aeroporti, trasporti marittimi, autostrade. La domanda da porsi è sempre la stessa: quanti privilegi legali, limitazioni della concorrenza, regolazioni inefficienti e sprechi di soldi pubblici ci sono? Quanto costa in ognuno di questi settori la protezione di pochi interessi concentrati a danno dell’interesse generale?

Se fossi Passera avrei un mucchio di lavoro da fare, e una miriade di barricate da superare. Non è vero, come un un tempo si diceva in America, che l’interesse degli USA coincide con quello della General Motors. Se fossi Passera cercherei di convincere il paese, e probabilmente anche di convincermi, che l’interesse degli italiani non coincide con quello di Trenitalia, Alitalia, ENI, FIAT, Mediaset, Poste Italiane, ATAC, ENEL…