“Se io fossi…”/4 – Matteo Renzi

– Mettersi nei panni di alcuni dei protagonisti della vita politica e spiegare cosa questi dovrebbero mettersi nella testa. “Diventare” qualcuno, per meglio dire cosa quel qualcuno dovrebbe diventare o sarebbe meglio (per tutti) che diventasse. Questo è il gioco di Libertiamo per le Feste. Una carrellata di pensierini leggeri e partecipi. Anno nuovo, politica nuova. In precedenza: 1- Claudia Biancotti/Nichi Vendola, 2- Carmelo Palma/Pierluigi Bersani, 3- Giorgio Lisi/Pierferdinando Casini.

Se io fossi Matteo Renzi mi comporterei come un folle. Farei cose che nell’involuta politica italiana sarebbero considerate folli. Se io fossi Matteo Renzi romperei gli indugi e sin da ora adotterei un comportamento che i politici nostrani, attenti ad ogni passettino perché timorosi di mettere in pericolo piccole o grandi posizioni acquisite, considererebbero incomprensibile, suicida, avventato, velleitario, patetico. In sintesi, se io fossi Matteo Renzi direi esplicitamente cosa intendo fare da qui alle elezioni del 2013 e lo direi con la giusta sfrontatezza per irritare il balbettante, indeciso a tutto e ambiguo ceto politico e per far esclamare ad un’opinione pubblica senza più riferimenti e che ha dovuto trovare in un governo tecnico l’ultima ancora di salvezza, “finalmente”!

Se io fossi Matteo Renzi direi che il progetto al quale sto lavorando con la mia squadra sarà il progetto di una nuova leadership che si propone al Paese, la mia. La smetterei di stare con le mani in tasca tirando calcetti all’aria bambineggiando (alla Crozza), dicendo che sì, magari qualcuno si candiderà alle primarie, e con una meravigliosa faccia da schiaffi affermerei che qualunque soluzione si adotterà per le primarie di partito e di coalizione, troverò il modo di candidarmi con l’ambizione di essere il candidato premier del centrosinistra, troverò il modo di sottoporre il mio progetto ai cittadini disponibili a votare per il centrosinistra.

Sento già le obiezioni: “ma si sa che si vuole candidare, ma non è ancora il momento, deve procedere con prudenza”. Chiacchiere. Una leadership non si costruisce in cinque minuti e nemmeno si brucia se viene presentata in anticipo; si brucerebbe se, come nel caso di Vendola, si perdesse in una continua ripetizione di parole ambigue e incomprensibili, in forme nuove del vecchio politichese adattato ai tempi, in progetti fumosi che progetti non sono. Ma se la direzione è chiara ed è espressa con nettezza attraverso una comunicazione efficace e diretta, il tempo gioca a favore del progressivo consolidamento di quella leadership.

Sarkozy avviò la sua personale campagna per le presidenziali con cinque anni di anticipo e già nel 2003, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se radendosi la mattina davanti allo specchio pensasse alla corsa presidenziale, con un sorriso strafottente rispose “non solo quando mi rado”: annunciava così la sua candidatura e gli anni successivi furono dedicati all’incessante e metodica costruzione del suo percorso verso l’Eliseo, con l’allora presidente Chirac e buona parte del mondo gollista che lo avversava ferocemente.

E se fossi Matteo Renzi, una volta candidato alle primarie – tanto per continuare a comportarmi come un folle – spiegherei ai potenziali elettori che non appena consacrato candidato alla premiership il mio progetto diventerebbe il progetto del centrosinistra, perché un leader mica può fare il portavoce delle idee altrui e soprattutto perché solo una sinistra liberale e soprattutto libera dalle incrostazioni ideologiche può sperare di vincere e di costruire un futuro migliore per tutti.

Se fossi Matteo Renzi, infine, eviterei di pensare che il centro si conquista con le alleanze. Il centro si conquista con le idee e la grande narrazione proposta alla Leopolda costituisce già un ottimo punto di partenza per parlare a quegli elettori che fanno la differenza in una elezione. In altre parole, se fossi Matteo Renzi mi preoccuperei di parlare ai cittadini e lascerei stare i “fitti dialoghi” che stando alle cronache giornalistiche lui e i suoi stanno intrattenendo con l’Udc, quella è proprio la vecchia politica che lui dice di voler rottamare, quella vecchia politica che non vede vie d’uscita tra una alleanza al centro o una alleanza a sinistra e non capisce che una sinistra rinnovata, moderna e potenzialmente vincente è una sinistra che con un nuovo progetto trascina i propri (e altrui) elettori, non che va a cena con i capipartito.

Insomma, se fossi Matteo Renzi proverei a fare il leader sul serio. Per essere leader davvero, e in particolare in questo Paese, ovvero per credere che qualcosa possa davvero essere trasformato con la forza delle idee, con la forza dell’entusiasmo di chi crede in te perché lo hai saputo convincere e trascinare, bisogna essere un po’ folli. Per questo se fossi Matteo Renzi mi trasformerai in un folle, un po’ visionario; solo così ce la potrà fare.


Autore: Sofia Ventura

Nata a Casalecchio di Reno nel 1964, Professore associato presso l’Università di Bologna, dove insegna Scienza Politica e Sistemi Federali Comparati. Studiosa dei sistemi politici in chiave comparata, ha dedicato la sua più recente attività di ricerca ai temi del federalismo, delle istituzioni politiche della V Repubblica francese, della leadership e della comunicazione politica.

3 Responses to ““Se io fossi…”/4 – Matteo Renzi”

  1. claudia scrive:

    “Per essere leader davvero, e in particolare in questo Paese, ovvero per credere che qualcosa possa davvero essere trasformato con la forza delle idee, con la forza dell’entusiasmo di chi crede in te perché lo hai saputo convincere e trascinare, bisogna essere un po’ folli. Per questo se fossi Matteo Renzi mi trasformerai in un folle, un po’ visionario; solo così ce la potrà fare.” …
    significa che per volere e ottenere qualcosa che in altre realtà viene considerato normale azione politica, bisogna essere dei folli?!?!? Mannaggia, siamo proprio messi male….!
    Bell’articolo, chissà che Renzi colga l’occasione per cambiare, diventando folle e quindi riuscire? buon anno… sperem!

  2. Alessandro scrive:

    Insomma, Renzi dovrebbe fare Renzi, come in effetti fa …

  3. Simone Callisto Manca scrive:

    Bell’articolo, che condivido.

Trackbacks/Pingbacks