Operazione verità

di SIMONA BONFANTE – Il partito di Berlusconi appoggia il governo Monti. Lo fa così: con l’ex sottosegratrio all’economia, Guido Crosetto, che mentre era in carica il governo Berlusconi – il suo governo – non c’era giorno che non accusasse il suo Ministro dell’Economia, Tremonti, di fare una politica economica da socialismo reale, ieri ammonisce: “Il danno che possono fare al Paese intellettuali, burocrati, tecnici vari e professori, che non conoscono minimamente la realtà sociale ed economica del Paese, che non hanno mai visto un’impresa artigiana o una cascina che non fosse trasformata in agriturismo a cinque quelle, che non sanno cos’è una ricevuta bancaria, un insoluto, che non hanno mai discusso con un fornitore, un cliente, un direttore di banca o non hanno mai incrociato un funzionario Asl, Arpa, Inps, dell’ispettorato del lavoro, di Equitalia è incalcolabile e inimmaginabile”.

Il collega Cicchitto, che del Pdl è capogruppo alla Camera, si spinge addirittura a porre delle condizioni, al governo da lui appoggiato: “Che dopo una durissima manovra che ha forti elementi restrittivi seguano consistenti operazioni funzionali alla crescita; che i processi di liberalizzazione e di privatizzazioni non si risolvano in piccole operazioni punitive ma riguardino una serie di grandi e impegnative questioni (trasporti ferroviari, energia, autostrade, poste, acqua, aziende e servizi pubblici locali, la vendita di partecipazioni mobiliari non strategiche e di larga parte del patrimonio immobiliare)”.
Detto da uno che ha fatto le ore piccole, durante la discussione della manovra in Commissione, per impedire che liberalizzazione di sorta emettesse vagito, uno che serba ancora in caldo l’elmetto indossato, neanche un annetto fa, nella trincea dei controriformatori forensi; detto da lui, insomma…

L’ex ministro per la semplificazione pirica, Roberto Calderoli,  fino a ieri alleato di Berlusconi, di Berlusconi oggi dice che “predica bene, ma razzola male, perché questa manovra killer l’ha votata lui”. E poi, aggiunge sempre lui, l’artefice della legge elettorale che ha espugnato il popolo di ogni barlume di sovranità: ci vuole “un tribunale del popolo” per giudicare “questo Governo che ha ridotto in miseria i cittadini”. Si badi bene: dice proprio “questo governo”, che per la cronaca è in carica da un mese.

Poi ci sono Libero e Il Giornale – che ovviamente non esprimono il pensiero dei rispettivi editori – che ci raccontano un giorno sì e l’altro pure quanto Monti, l’esecutivo del quale i rispettivi editori sostengono per ‘senso di responsabilità’ verso l’Italia da loro medesimi portata alla rovina, ebbene ci spiegano quanto Monti, lui, ci stia rovinando. E certo c’è da credergli, a loro, che di strategie di distruzioni editoriali di massa si intendono.

Quando si andrà a votare, il Pdl non potrà vincere senza la Lega. E la Lega sempre tramite Calderoli, al padrone del Pdl oggi intima: “Silvio, collabora con la giustizia del popolo, pentendoti e staccando la spina al governo, solo così ti verranno applicate le attenuanti generiche e potrai essere “indultato” ma solo se le prossime elezioni politiche si terranno nel 2012”. Pdl avvertito, Italia mezza salvata.

Manca qualcosa nella rassegna delle opinioni diversamente filo-governative: quella del Pd. Ma in questa stagione, si sa, i democratici meditano sugli sci, inforcati i quali è complicato esternare.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

2 Responses to “Operazione verità”

  1. alex PSI scrive:

    Continua a prevalere una politica di scarsa responsabilità finalizzata al consenso immediato pittosto che all’attuazione di un piano d’emergenza sempre necessario per la salvezza del paese. E sono proprio i partiti e i comportamenti che la Sig.ra Bonfante sottolinea nell’articolo i responsabili principali.

  2. luigi zoppoli scrive:

    L’illusre statista-economista Crosetto fa chiacchiere che definire da bar è particolarmente generoso e buonista. Il PdL farà le barricate contro interventi slle professioni fino a rischiare la crisi e senza remore per determinarla. Doverla smettere con la politica delle clientele e delle corporazioni mette in crisi chi è incapace di far politica.

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