– Mario Monti a molti non piace.
Il Senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica ha scritto questo sms di auguri agli amici giornalisti: “Stampa libera e libera informazione. Con queste parole ti auguro Buone Feste e un 2012 con meno casta. Monte Mario sì, Mario Monti no”. Per capire il senso di questa frase bisogna sapere che Monte Mario è un quartiere romano; forse Pedica abita lì … chissà. Sappiamo che Monti non piace. Alcuni esprimono la loro avversione nei suoi confronti con sms liceali, altri mediante teorie politiche, ed altri ancora inserendolo …  nel club dei titani.

Spieghiamoci meglio. E’ nel momento di crisi che i pensieri arcani e mitici riprendono vita e si risveglia il linguaggio magico. Non siamo impazziti. Stiamo parlando del presente, dei chiacchiericci e delle congetture italiani. Di routine e discorsi mass mediatici e sociali che stanno trasformando il visibile in invisibile e viceversa. Accade sempre, per fortuna, nei periodi storici che azzerano le certezze materiali e risvegliano le logiche del possibile e del trascendente. E’ un bene. E’ lo spirito che si risveglia. Ma in certi casi questa modalità culturale, fondamentale per l’uomo,  fa casini. In che senso? Si riattivano certe logiche, diciamo così, fantastiche. In taluni casi valide, ma in altri casi … bolse.

Andiamo al sodo.
Si stanno riattualizzando tutti i miti canonici del complotto ad opera delle forze oscure. Le grandi forze oscure. Il male che da un mondo “altro” si manifesta nella Terra dei comuni mortali (consumatori) per cercare di impadronirsene e di modificare, gestire e manipolare la vita degli uomini, indifesi E’ un mito arcano, antico quanto la psiche umana – mito straordinario,  la cui storia va dagli antichi racconti religiosi e pre-filosofici, attraverso le grandi saghe sacre, fino alla divulgazione mitologica dei tanti grandi romanzi alla “Signore degli Agnelli”,  fino alle Torri Gemelle. E nelle antiche culture questa struttura narrativa mitica era una potente formula archetipale per descrivere, metaforicamente, il rapporto tra la Psiche (profonda, insondabile, intangibile, ma “proprietaria” dell’Uomo) e la ragione e la razionalità dell’Uomo, in preda alla propria Psiche.

Oggi, nel XX° secolo, questo tema mai sopito, diventato un mito sclerotizzato, serve a raccontare altro. Cosa?
Tra le altre cose serve a “conoscere” e raccontare il rapporto tra uomo ed economia. La società è la ragione, l’economia è la psiche. In questa logica l’economia è un mondo oscuro, non visibile, mosso da entità che hanno progetti, poteri e desideri diversi da quelli della società. Sono i padroni del Mondo. E decidono i destini dell’uomo a sua insaputa. Qualche anno fa si parlava di complotto giudaico. Durante e dopo l’effetto culturale (ma anche prima) dei cosiddetti “Protocolli dei Savi di Sion” (la più fessa patacca della storia del pensiero contemporaneo) si è raccontato di un complotto di potenti vari e banchieri, ovviamente giudei, che avrebbero manipolato tutta la storia dell’uomo (prima guerra mondiale e rivoluzione russa incluse) per sfruttare economicamente il mondo e renderlo uno schiavo “monetario”. Il complotto giudaico si è spesso intrecciato con le teorie del complotto massonico fino ad arrivare al cosiddetto complotto giudaico-massonico.

Questa ipotesi narrativa e conoscitiva continua ad esistere.
Si legge, di qua e di là, che le Torri Gemelle sono state buttate giù per un complotto economico-politico israeliano. E poi si va oltre. Si legge di qua e di là di un mondo che sarebbe nelle mani non delle singole potenze o di cartelli di potenze o di lobby, ma in quelle di un gruppo di uomini che sarebbero al di sopra delle potenze, più ricchi e potenti di esse, ed ai quali tutti gli stati del mondo, tranne pochi eroici (ma non si sa bene quali possano essere) sarebbero assoggettati. Questi super uomini, questi titani, questi giganti dal potere infinito, ed intangibile, si riunirebbero in club esclusivi, e qui deciderebbero le sorti del mondo. La maggior parte di questi uomini, ovviamente, sarebbe costituita da banchieri. Si sa dove si riuniscono e si sa cosa decidono. E’ tutto chiaro. Solo gli stupidi fanno finta di non vedere e di non capire. Questi titani hanno vari sottoposti d’elite, che sarebbero i premier, i ministri, la classe dirigente dei singoli stati. Queste elite, al servizio dei loro padroni, non risponderebbero agli elettori, ma sempre e comunque ai titani ed ai loro esclusivi club.

In base a questa teoria, come alcuni hanno provato a convincermi, Mario Monti, ad esempio, non risponderebbe delle sue azioni alle istituzioni ed ai cittadini italiani, ma solo ed esclusivamente ai suoi padroni. A quelle banche ed a quei potenti che trasversalmente gestiscono le sorti del mondo. Mario Monti sarebbe stato messo lì da questi potentati. Una sorta di micro lobby che ha diritto decisionale, di vita e di morte, su tutti i governi della terra. Mario Monti sarebbe, quindi, un servo di questi signori. E come lui lo sarebbero tutti gli esponenti politici di massimo livello.

Queste cose, basta farsi un giretto su molte testate on line, sono elementi sostanziali dell’immaginario politico ed economico italiano. Ciò che non è comprensibile (certe logiche dell’economia e della politica) viene, quindi, normalizzato e spiegato mediante l’ausilio di strutture mitiche. La lotta tra male (i pochi potenti e i loro servi – il lato oscuro) e il bene (la società, vittima del male).  Molti italiani considerano Berlusconi e Monti e tutti gli altri “servi” del medesimo sistema di potere. Tutti gli uomini di governo sarebbero inestricabilmente partoriti dalla medesima logica di affiliazione al club dei potenti.

E’ così che il qualunquismo si fa e diventa mito e leggenda? Chissà. E’ certo, comunque, che l’economia viene interpretata come un’ incantesimo gestito da chi vuole trarre il mondo in schiavitù. In base a questa logica  il destino dell’umanità sarebbe eterodiretto. Saremmo, quindi, tutti assolti, nessuno di noi avrebbe colpe, l’economia in nulla dipenderebbe dalle nostre scelte politiche e di impegno civile ma continuerebbe ad essere, sempre e comunque, un bastone magico in possesso dei nostri giganti titani tiranni (certo, però … questa storia del club suona bene).

Ora.
Io non metto in dubbio che le grandi lobby … le grandi oligarchie … le grandi famiglie … le grandi multinazionali … tutte insieme siano le padrone del mondo. Lo sono. Ma in modo asistematico e incidentale. La teoria del “grande club” non è la stessa cosa. Questa teoria, ormai dilagante, è ben spiegabile psicologicamente, è, per certi versi, culturalmente fisiologica, ma è e rimane uno scoglio formidabile alla comprensione della realtà e delle sue logiche caotiche, complesse, e spesso indeterministiche. Questa teoria è un colossale muro leggendario che impedisce la comprensione. E chi non comprende … ha sempre ragione.