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Quel racconto dei soldi stantìo come il cinepanettone

– Tette, corna, alberghi di lusso, pellicce. E tanti, tanti soldi. Se un bicchiere d’acqua nel trailer di Vacanze di Natale a Cortina costa dodici euro, tanto che un monocorde Ricky Memphis si domanda se oltre ai contanti al bar si accettano anche i lingotti, figuriamoci quanto tocca sborsare per prenotare una stanza tra le nevi. Ma niente paura: nel cinepanettone firmato dal consuetissimo Neri Parenti non c’è crisi, non c’è spread, non c’è risparmio. Non c’è bisogno di Monti salva tutti, della crudelissima Fornero né di alcuna battaglia sindacale. Tutto luccica come un brillocco da regalare all’amante bona e russa.

Gli eroi sono sempre loro: manager annoiati dalle notti di sesso coniugale, pure se la moglie è un donnone con la quinta e le labbra a canotto, gag a colpi di scurrilità, l’Italia trasformata in un sogno scintillante come la neve finta e le pellicciotte indossate da una ever green come Simona Ventura.

Anche se il film nel primo week end di proiezione è stato un flop, l’allegra brigata dei ricchi spreconi è comunque in buona compagnia. Nel mondo cinematografico e televisivo dove non c’è crisi né risparmio, energetico, economico o di battutacce che sia, oltre a De Sica e amici scorrazza allegro anche lui: Ciccio. Il simpaticone plurimilionario interpretato da Giorgio Panariello nella pubblicità della Wind. Si sventola con manciate di bigliettoni, si fa il bagno nelle monete dorate come Paperon De’ Paperoni, regala miniere di carbone e spende e spande come uno sceicco con accento dell’alta Maremma.

L’immaginario natalizio 2011 è un exploit di denaro, lusso, brillantini, monete tintinnanti. I soldi sono raccontati come una riserva infinita, come se fosse il caso di lanciare un monito ottimista agli italiani: non abbiate paura, diceva il Papa, e lo diciamo pure noi, protagonisti del mondo dei sogni dorati, dove nulla è cambiato rispetto agli anni Ottanta. O meglio: qualcosina di diverso c’è, ma gli allegri registi non se ne sono accorti. Il pubblico. Le tasche del pubblico. Le riserve auree del pubblico. Non sono gli stessi di trenta anni fa. Ma poco importa, conta sognare e il sogno, quest’anno, è bello tangibile e concreto, inossidabile, sempre uguale a se stesso.

Proprio a causa di una intaccabile continuità il racconto dei soldi, però, non funziona e non risponde alle aspettative delle persone: suona, invece, come una moneta falsa, come se al posto dei contemporanei euro il conte tombeur de femmes, il manager marpione e Ciccio con le sue renne avessero in mano la lira, un conio inutilizzabile. Il messaggio lanciato, allora, è il contrario di quello desiderato: abbiate paura, ci dicono gli spreconi, e parecchia. Perché questo regno tintinnante non esiste più. Non fa parte del presente, è sospeso in un’epoca surreale, in una greve età dell’oro che stenta a tornare. È un pianeta inaccessibile, tanto quanto quello dell’odiata casta, questa ciurma di gente senza volto dotata di una sola caratteristica: una piacevole diversità dal resto degli italiani.

Non c’è sacrificio, insomma, a Cortina. Ma non fa ridere, perché invece c’è a Barcellona Pozzo di Gotto, a Gallarate, a Anguillara e nelle case di quelli che i soldi se li raccontano in un altro modo. Come una conquista. Magari da rispettare.


Autore: Federica Colonna

Nata a Viterbo nel 1979, dopo la maturità classica si laurea in Scienze della Comunicazione e lavora come consulente politico per Running, gruppo Reti. Da libera professionista realizza più di dieci campagne elettorali, tra cui quella per l’attuale sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera, ha un blog su Il Fatto Quotidiano e uno sull'Unità.

3 Responses to “Quel racconto dei soldi stantìo come il cinepanettone”

  1. DANX scrive:

    Eheh simpatico. Sì è così, loro vivono in un altro mondo, non ci invitano, vogliono solo farci il lavaggio del cervello.
    Danx

  2. Fra scrive:

    Informazione: il personaggio interpretato da Giorgio Panariello nello spot della Wind non si chiama “Ciccio” bensì NAOMO.
    Buon lavoro!

  3. El gordo scrive:

    Che dire? Il prossimo film di natale fatelo fare alla Bianca Berlinguer, specializzata nel dar risalto a ogni scoreggia operaia
    e alle ridicole proteste di precari e studenti fannulloni.
    Vedremo se riuscirà meglio.

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