Categorized | Capitale umano

La verità e l’inganno in tempi di crisi

– La verità  che noi percepiamo è nell’illusione e l’inganno nella costruzione, artificiosa, di una presunta realtà non genuina.

Fin da quando apriamo gli occhi per la prima volta il nostro cervello riconverte le immagini capovolte provenienti dai nostri occhi. Con quest’illusione naturale ci affacciamo alla realtà.

Non tutte le illusioni, purtroppo, sono rappresentazioni veritiere della realtà così come le  nostre menti, umanamente limitate, sono in grado di percepire. Quando tra noi e la realtà si frappone la menzogna le nostre menti sono tratte in inganno.

L’inganno è nei conti pubblici scientemente opachi per nascondere gli esponenziali debiti contratti negli anni.

L’illusione artefatta è nell’essere convinti di poter continuare per sempre a vivere al di sopra delle proprie possibilità. In un mondo diviso a metà da un muro di cemento costruito in una notte cupa e caduto in una notte rischiarata dalle luci delle telecamere.

L’inganno è nel farsi eleggere promettendo, con estrema disinvoltura, al pastore di lasciare che le sue greggi pascolino liberamente nei prati ed al contadino di cingere quegli stessi prati di filo spinato per non far calpestare le sementi.

L’illusione  artefatta, degli elettori,  è quella di avere vera libertà  di scelta tra gli eleggibili . Professionisti del potere che, astutamente, creano artificiosi schieramenti contrapposti per raccogliere consensi da curva da stadio.

L’inganno è confondere scientemente la previdenza con l’assistenza ed il privilegio..

L’illusione artefatta è ritenere che il sistema previdenziale nazionale sia sostenibile senza la  sua privatizzazione, ma semplicemente con parziali riforme diluite nei decenni.

L’inganno è affermare che le semplici risorse delle tariffe dei servizi di trasporti pubblici siano più che sufficienti per garantire i servizi, purché siano eliminati tutti i malefici utenti che salgono senza biglietto.

L’illusione  artefatta è che sia possibile ancora per anni permettere che vi siano in Italia diverse centinaia di società pubbliche di trasporti, con i loro bravi consigli di amministrazione e burocrazie interne. Come se si trattasse di servizi IGP (ad indicazione geografica protetta).

L’inganno è porre scientamente infiniti ostacoli all’arrivo d’investitori diretti esteri per conservare lo status quo di uno pseudocapitalismo di relazioni.

L’illusione artefatta è che così facendo si salva l’italianità delle nostre industrie e si tutelano i nostri brevetti.

L‘inganno è quello di aver permesso negli anni il proliferare di centinaia di migliaia di leggi e leggine che soffocano le nostre aziende ed ostacolano la dispensa della giustizia.

L’illusione artefatta è ritenere di vivere nello stato diretto erede della superiore civiltà giuridica romana. Niente a che fare con la nazione erede del selvaggio West senza legge, incidentalmente lo stato ancora più potente del mondo…Qualche anno addietro una funzionaria di un nostro consolato in quella nazione, gli Stati Uniti, in uno sfogo di sincerità, mi ha detto sgomenta al telefono…«ma com’è possibile che possa esistere uno stato come questo completamente privo di burocrazia!?» Forse perché abitato da centinaia di milioni di statunitensi ancora non illusi dalla burocrazia dello stato omnibus!

Imparate a riconoscere voi stessi gli ingannatori professionali, non aspettate di leggere i loro nomi sulle cronache nere dei giornali, o sui libri di denuncia della casta e delle corporazioni e della criminalità organizzata. Allora sarà troppo tardi, avranno già avuto tutto il tempo di rubare, intrallazzare, crearsi quella rete di protezione reciproca che permetterà loro di infischiarsi della loro reputazione messa in discussione.

Gli appartenenti alle varie caste sono perfettamente a conoscenza della verità, ma la manipolano a loro piacimento. Per decenni hanno sempre saputo che le loro azioni erano contrarie agli interessi della comunità, per questo motivo non hanno mai, neppure per errore, fatto qualcosa d’utile per la società.

Non sono quindi né pazzi, né stupidi, né tantomeno  ignoranti, anche se fingono, bene, di esserlo.

Come i “caporali” del celeberrimo film di Totò saranno i primi, direttamente o tramite i loro leccapiedi, a gridare contro la casta, contro i poteri forti senza volto che desiderano separarli dal “loro” popolo e via dicendo. Saranno in prima fila a farci credere che per decenni occupavano sì posti di responsabilità, ma in realtà non hanno mai contato niente, non potevano fare niente perché altri li ostacolavano, e poi avevano ereditato una situazione disastrosa dai loro predecessori e non potevano farci nulla…

Scrivere che hanno dilapidato la ricchezza pubblica, che hanno infarcito di loro parenti o clientes tutte le possibili cariche pubbliche o di nomina pubblica, che ci hanno portato quasi al default, non servirà a nulla perché chi scrive libri del tipo “se li conosci li eviti” o altri similari incentrati sulla denunzia delle malefatte di specifiche persone non contribuisce ad irrobustire di argomenti dialettici i lettori, con i quali combattere efficacemente l’arroganza del potere. Segnalare nomi specifici non aiuta, anzi peggiora la situazione, poiché illude i lettori che sia possibile isolare il malaffare, i corrotti e corruttori, i politici disonesti in un ambito relativamente circoscritto. E’ un grave errore, paragonabile all’illusione di aver sgominato la criminalità in una determinata area dopo una grande retata di malviventi d’alto spessore criminale. Subalterni e outsider occuperanno il vuoto di potere pochi istanti dopo se non vi sono altri interventi repressivi e propositivi sul territorio per sottrarlo al giogo criminale. Tra i libri che, almeno in parte, rispondono ad una maggiore educazione dei propri lettori segnalo  “I professionisti del potere” pubblicato con lo pseudonimo di Elio Rossi i  “I Veri intoccabili” di Franco Stefanoni e “Soldi rubati” di Nunzia Penelope.

Oltre che, naturalmente, gli immortali testi di Platone, Schopenauer, Prezzolini…


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

2 Responses to “La verità e l’inganno in tempi di crisi”

  1. sultrasportopubblico scrive:

    Il pagamento del biglietto è una piccola parte del costo di esercizio e la maggior parte serve alle operazioni di controllo (controllori, tornelli, card elettroniche). Si omette ai cittadini che, finché non pagano il servizio per quello che usano, di fatto non avranno mai voce in capitolo.

  2. Concordo con sultrasportopubblico. E’ significativa al riguardo la circostanza che il biglietto per i trasporti pubblici più basso al mondo sia in vendita nella martoriata Corea del Nord. E’ quanto ho potuto appurare visitando questo sito http://www.priceoftravel.com/595/public-transportation-prices-in-80-worldwide-cities/.

Trackbacks/Pingbacks