Il dilemma dei prigionieri, il dilemma dell’Italia

di LUCIO SCUDIERO – Se Monti non metterà in difficoltà i partiti, i partiti lo cappotteranno. Gli stanno prendendo le misure, ogni occasione buona per esplicitare le proprie riserve al sostegno accordato al Governo. Archiviata sostanzialmente la manovra, per evitare di doverne fare un’altra fra due mesi, è necessario che il premier conduca le forze politiche sul campo aperto delle riforme di sistema, sfidandole su ciò che dicono di volere ma che in realtà avversano. Liberalizzazioni e tagli di spesa su tutto. E intanto strappare all’Europa quello che serve perché l’Italia non finisca avvitata in una spirale di fisco e recessione che condurrebbero a un default beffardo, con l’avanzo primario al 5% di Pil.

In Europa e in Italia impera il più classico dilemma del prigioniero, con alcuni membri del gruppo in preda alla tentazione di “scassare” l’interesse di tutti per massimizzare il proprio.

Un atteggiamento rozzamente interpretato dalla Lega Nord, che pure ieri ha dimostrato di non temere il senso del ridicolo, confidando nella scarsa memoria a breve termine di questo paese circa i disastri perfezionati quando era al suo governo, a cominciare da quel federalismo fiscale sbilenco a cui la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa promette perfino un aggiustamento non meritato.

Monti è in qualche misura ostaggio di se stesso, perchè deve riuscire in tutto sapendo che i suoi maggiorenti numerici, cioè il PDL, dal suo successo hanno tutto da perdere, eppure niente da guadagnare dal suo fallimento. Li sfidi perciò sul merito concreto dei provvedimenti, costringendo ciascuno, se crede, ad esprimere il proprio dissenso. E ad assumersene la responsabilità di fronte all’Italia.

Qualunque sia la scelta, l’audacia riformatrice oppure la mediazione politica di sopravvivenza, Monti rischia agguati. Il governo di un paese a testa in giù sul vuoto non è un pranzo di gala.

 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

Comments are closed.