L’Auditel ha favorito Mediaset e Rai? Ma cosa mi dici mai…

di DIEGO MENEGON – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha disposto una sanzione di 1,8 milioni di euro a carico dell’Auditel, la società che rileva i dati di ascolto dei programmi televisivi.

Secondo l’Antitrust, l’Auditel ha abusato della propria posizione dominante, ossia dell’assenza di altre società che operano nel mercato della rilevazione dei dati di ascolto, causando “un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive nei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell’offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell’offerta all’ingrosso di canali televisivi”. Primo operatore a subire il danno, Sky, la società che ha sporto la denuncia chiusasi con la condanna.

L’Auditel ha, invece, favorito Rai e Mediaset, suoi principali azionisti.
Eh sì, perché i dati sugli ascolti, capaci di determinare i prezzi della pubblicità delle varie emittenti e quindi i loro stessi ricavi, sono forniti da una società nel cui consiglio di amministrazione i due poli televisivi Rai e Mediaset hanno la maggioranza.

Lo rimarca la stessa Autorità: “la società, che detiene una posizione dominante nel mercato della rilevazione degli ascolti televisivi in Italia, ha posto in essere tre abusi in grado di causare un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive dei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell’offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell’offerta all’ingrosso di canali televisivi, avvantaggiando i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset”.

In particolare Auditel ha “ingiustificatamente ostacolato, a partire dalla seconda metà del 2009 e fino al mese di ottobre 2010, la pubblicazione giornaliera dei dati di ascolto televisivi relativi a ciascun canale, distinti per ciascuna piattaforma di trasmissione” e in particolare delle digitali terrestri.
Chiaramente queste ultime non hanno potuto mostrare alle aziende inserzioniste i dati relativi al pubblico che la loro pubblicità avrebbe raggiunto, né la crescita degli ascolti che si sono registrati con tutta evidenza in questi anni.

Ma l’Auditel ha fatto di più. Ha “attribuito i dati di ascolto rilevati nel panel, nella fase della loro elaborazione, anche alla popolazione non dotata di apparecchi televisivi”. In pratica, mentre il numero degli abbonati Sky è certo, conteggiato in modo esatto e monitorato, i dati relativi al pubblico di Mediaset e Rai sono stati sovrastimati, comprendendo anche una parte di persone che non risultano proprietarie di apparecchi radiotelevisivi. Questa pratica dovrà aver fine entro tre mesi.

Si legge nel comunicato stampa dell’Antitrust:

“le condotte di Auditel hanno avuto un duplice effetto: da un lato hanno limitato fortemente le possibilità di crescita delle emittenti televisive che intendevano attuare strategie di erosione degli ascolti delle emittenti generaliste, anche diversificando le scelte di programmazione in funzione dei diversi comportamenti televisivi degli spettatori; dall’altro hanno protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience dei canali che si stavano significativamente riducendo a causa dei cambiamenti in corso. In questo modo Auditel ha garantito un vantaggio ai suoi maggiori azionisti (RAI e Mediaset), editori delle principali emittenti generaliste: non avendo consentito una corretta valorizzazione delle diverse piattaforme di trasmissione ne ha pregiudicato le potenzialità di crescita e frenato lo sviluppo di nuove offerte televisive”.

Il quadro che se ne ricava è desolante: in questi anni l’Auditel ha di fatto ostacolato l’apertura alla concorrenza del mercato radiotelevisivo, ergendosi a bastione difensivo del duopolio Rai-Mediaset. Mediaset, grazie alle stime generose dell’Auditel, ha così potuto aumentare i propri incassi pubblicitari, portandoli da 2,25 a 2,4 miliardi di euro nel 2010 e la Rai ha incrementato i suoi introiti da 910 a 947 milioni di euro. Un danno per i concorrenti emergenti e per i nuovi sistemi di fare televisione, ostacolati nella raccolta di proventi pubblicitari. Sky è stata penalizzata dalle mancate o imprecise stime dell’Auditel e ha registrato un aumento contenuto, da 155 a 190 milioni di euro, nonostante la forte crescita della TV satellitare in Italia.

In realtà per altre condotte dell’Auditel sarà necessario un ulteriore approfondimento. Auditel non considera la popolazione straniera residente in Italia nella stima degli ascolti. Anche questo è un modo per sovrastimare Rai e Mediaset e penalizzare le TV satellitari, con cui gli stranieri hanno più confidenza.

Rincara sul Fatto Quotidiano Santoro, un tempo beneficiario dei dati “truccati” dell’Auditel, ora convertito ai nuovi modi di far televisione, definendolo un ferro vecchio da rottamare. E se lo dice lui…

Ma a pagare non sono solo le TV satellitari o le webTV. Gli abusi dell’Auditel danneggiano in primo luogo il pubblico, i consumatori e, aggiungiamo, la democrazia, dato che, ostacolando la concorrenza nel mercato radiotelevisivo, si ostacola la libertà e pluralismo dell’informazione.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

3 Responses to “L’Auditel ha favorito Mediaset e Rai? Ma cosa mi dici mai…”

  1. Stefano scrive:

    Ma visto che si tratta di una truffa bella e buona non era meglio qualche annetto di galera per i responsabili?

  2. Ogni tanto l’AGCM si risveglia dal proprio torpore! Con l’introduzione del digitale c’era l’occasione di introdurre un sistema di rilevazione più capillare grazie al decider, ma se ne sono guardati bene…

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  1. […] ressa tra polli tira. La rissa, poi, non solo tira ma è picchio di audience garantito. Beh, certo, l’audience è dopata pure lei. Ma lasciamo […]