Il metodo è da prima repubblica, il risultato migliore

di LUCIO SCUDIERO – «A noi è toccato, come ha sottolineato qualcuno, il compito di dover parlare il linguaggio della verità e vi assicuro che fino all’ultimo giorno è quel che faremo». Suonano come una minaccia ai partiti queste parole pronunciate ieri sera in Commissione Bilancio alla Camera da un presidente del Consiglio sempre composto e misurato, benchè visibilmente indispettito dalle critiche di insufficienza rivolte all’ “azione tecnica” dell’esecutivo. «Per fare questa manovra non servivano i professori» mugugnano in molti, dentro e fuori del Parlamento. Ed è pure vero, a volerci pensare su. Sennonchè il dramma vero, che è misura della disperazione di ogni italiano assennato, risiede nella constatazione speculare e inversa al pensiero di sopra: «La classe politica italiana è talmente scadente da non esser riuscita, negli ultimi 10 anni, neppure a varare una manovra brutta, per quantità e qualità, come quella di Monti».

Del procedimento di assestamento e maturazione politica di questa manovra ha colpito soprattutto l’arrembaggio disinibito e strafottente delle caste ai suoi capisaldi. Finanziari, ma soprattutto politici, se è vero che i maggiori problemi per l’esecutivo sono venuti sul versante delle liberalizzazioni sfruttando il corridoio aperto dal PdL, la centrale rappresentativa della maggiore e peggiore canaglia di rent seekers piantata nel ventre molle del Paese. Le liberalizzazioni, più delle pensioni, molto più delle imposte, si confermano il più attendibile test di cultura e credibilità politica dei partiti italiani. A giudicare da come è andata – ed eravamo “solo” a tassisti e farmacisti, aspettate di vedere cosa accadrà quando si aprirà la partita delle professioni – la bocciatura è piena e tale da dimostrare perchè l’Italia è un paese che meriterebbe, senza sconti, il default che la minaccia.

E’ stata una manovra da prima repubblica, di quelle che non si vedevano da tempo, con l’assedio dei questuanti ai patroni seduti in Parlamento, le mediazioni, i sotterfugi nottetempo, le richieste di spesa e le pretese di esenzione a mezzo di minacce politiche e blandizie lobbistiche istericamente distribuite entro l’arco parlamentare. Come era prevedibile, e previsto, il Parlamento ha ritrovato col governo tecnico quella centralità e predominio che mai aveva avuto sotto l’imperio di Giulio Tremonti, per la semplice ragione che con quelli di prima le caste erano saldamente al Governo, con il quale coltivavano un filo diretto e privilegiato che consentiva di scavalcare il filtro parlamentare. I farmacisti, per dire, avrebbero potuto chiamare un collega al governo come i produttori di farmaci avrebbero potuto chiamare la moglie di Sacconi, che è direttore generale di Farmindustria, perchè parlasse col marito. 

Nel complesso, dunque, anche questa è una manovra espressa dalla cifra politica di questo pessimo Parlamento. Brutta e incompleta. Ma molto meglio di quel che avremmo avuto se al timone non ci fosse un esecutivo rispettabile nè tacciabile di collateralismi. Alla fine della lunga giornata di ieri,infatti,  le liberalizzazioni (che restano un assaggino di quel che si può e deve fare) erano tornate al 2012 soprattutto grazie al forcing del Terzo Polo e la riforma strutturale delle pensioni era ancora lì, un po’ ammaccata ma intonsa nel nucleo centrale. Per non sprecare quel poco tempo che ci separa dalla catastrofe, Monti farà bene in futuro a mediare meno con i partiti parlando di più al Paese, raccontando quella verità che i primi non vogliono sentire. Dovrebbe risultare perfino più facile, ora che Minzolini ha levato il disturbo dalla Rai…

 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “Il metodo è da prima repubblica, il risultato migliore”

  1. enzo51 scrive:

    Mi auguro ,da italiano ( forse sarebbe più giusto dire da europeo o da occidentale),che Monti faccia bene il suo compito e ci dia una qualche speranza di poter sopravvivere all’alba di un nuovo modo di intendere l’economia in rapporto al vivere quotidiano.

    Fiducioso che ciò si concretizzi,si potrebbe auspicare una “buttata a mare” di almeno il 75% di questi pseudo politici inutili e purtroppo forieri di danni incommensurabili alle vecchie e nuove generazioni.

    Questo marcio sistema,paradossalmente ,lo sosterranno i ricchi e furbi arricchiti accettando anche una tosta patrimoniale ma,i poveracci che non potranno pagare i tanti balzelli che servono per “salvare l’Italia” potrebbero innescare una pericolosa miscela esplosiva tale da inficiare qualsiasi ipotesi di risanamento.

  2. mick scrive:

    Si ma veda… se questa manovra (che ha anche lati positivi) è tutto quello che si riesce a fare in una situazione critica, non ho molte speranze per il futuro.
    Speriamo ma ho parecchi dubbi

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