– Si apprende dalle agenzie di stampa che Loreno Bittarelli, presidente nazionale di Uri/Uritaxi, oggi si è detto deluso da Futuro e Libertà per aver presentato un emendamento che include il servizio taxi nei settori da liberalizzare. Non è una notizia, difficilmente chi gode di una rendita di posizione si rallegra se qualcuno propone di eliminare tale privilegio. Non sfuggirà a Bittarelli, comunque, che rendere più aperto e competitivo il mercato dei taxi in Italia aiuterebbe a ridurre i costi di trasporto di cittadini e imprese, favorendo quella ripresa economica di cui il paese ha drammaticamente bisogno

Roma e Milano meritano un servizio simile a quello di New York, Londra o Madrid: solo così, con più taxi a prezzi più bassi, gli italiani rinuncerebbero all’auto privata e sceglierebbero il taxi, a beneficio proprio degli operatori che il presidente di Uri-Uritaxi rappresenta. Anziché opporsi ad un allineamento delle regole italiane a quelle delle società più avanzate e dinamiche del pianeta, sarebbe auspicabile che gli attuali tassisti raccogliessero la sfida della concorrenza, accettando magari di diventare piccoli imprenditori proprietari di tre, quattro o dieci automobili condotte da giovani oggi disoccupati”.