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Tagli/2. Notizie dal fronte di agenzie e Antitrust

– Per quanto non siano tra i temi più vivacemente dibattuti in questi giorni, gli interventi del governo tesi a razionalizzare le authority meritano qualche attenzione.

Diamo pure un addio, in nome dei tagli alla spesa pubblica, all’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, all’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua e all’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale.
Le funzioni in capo a quest’ultima verranno affidate all’AGCOM, il cui collegio è ridotto da otto a quattro membri. La misura va nella direzione, più che giusta, di un accorpamento delle autorità di settore – sarebbe poi comunque auspicabile che la disciplina di tutto il settore delle comunicazioni, compresi il servizio postale e quello radiotelevisivo, convergesse con l’assetto normativo, più aperto alla concorrenza, dei servizi di telefonia e internet.
Le funzioni delle altre due agenzie soppresse vengono, invece, ricondotte in ambito ministeriale: condominio tra i ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel primo caso, solo dominus il Ministero dello sviluppo economico per la seconda.
Di primo acchito, era sembrato che dovessero venir accorpate all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ma la soluzione non ha convinto fino in fondo il governo.

Nel caso dell’Agenzia per la sicurezza nucleare pare senz’altro opportuno affidare al titolare di un potere di indirizzo politico e amministrativo le (poche) competenze che le sono rimaste. Spogliata di gran parte delle proprie prerogative a seguito di un decreto legge approvato poche settimane prima del referendum contro il nucleare, l’ASN di fatto vigila su un solo soggetto, la Sogin, chiamata a proseguire le attività di smantellamento delle vecchie centrali e di creare un deposito nazionale per la gestione del materiale radioattivo ereditato dalle centrali e che ancor’oggi si produce in ambito ospedaliero.

L’agenzia per la regolazione dei servizi idrici, invece, istituita da pochi mesi, dovrà vigilare su una pluralità di soggetti, alcuni pubblici, altri privati, la maggior parte borderline. Per quanto depotenziata dall’esito del referendum, le sue competenze si intersecano con i temi della concorrenza. Questioni delicate, insomma, dove l’amministrazione dovrebbe agire nel più pieno rispetto dei principi di neutralità, di terzietà e di separazione tra politica e amministrazione. Sussistono tutte le condizioni che hanno condotto alla costituzione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Per questo non è chiaro perché ancora una volta si sia abbandonata la strada che portava alla costituzione di una grande autorità di vigilanza sulle utility, che pur aveva fatto una veloce comparsa nelle prime bozze del decreto legge in circolazione la scorsa settimana.

Oltre al dimezzamento dei vertici di pressoché tutte le autorità amministrative indipendenti, un’altra novità è rappresentata dal rafforzamento dei poteri dell’Antitrust, che ora potrà impugnare gli atti amministrativi generali, i regolamenti ed i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che violino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.

La misura contribuisce a rendere più efficace la tutela contro gli atti della pubblica amministrazione, da cui provengono spesso minacce alla concorrenza e alla libertà di mercato ben peggiori di quelle scaturite dai comportamenti dei privati. In particolare, il fatto che possa agire contro regolamenti e atti amministrativi generali è un’innovazione che colma una grave lacuna. Un regolamento, ad oggi, non può essere impugnato dal singolo cittadino a meno che non sia immediatamente lesivo di un suo interesse legittimo o di un suo diritto o fintantoché non sia adottato un atto amministrativo che dia applicazione della norma generale. Una tutela alquanto debole che oggi viene quindi rinforzata.


Autore: Diego Menegon

Nato a Volpago, in provincia di Treviso, nel 1983. Laureato del Collegio Lamaro Pozzani della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Ha svolto ricerche e scritto per Iter Legis, Agienergia e la collana Dario Mazzi (Il Mulino). Si occupa di affari istituzionali e di politiche del diritto nei temi di economia, welfare, energia e ambiente. Socio fondatore di Libertiamo, è Direttore dell'ufficio legislativo di ConfContribuenti e Fellow dell'Istituto Bruno Leoni. Attualmente candidato alle elezioni politiche 2013 con Fare per Fermare il Declino.

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