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Il taglio (rinviato) delle Province. Meglio farlo subito e togliersi il pensiero

– Pensavate di avercela fatta, confessate, a liberarvi delle Province. Dopo anni di simmetriche (da destra e sinistra) promesse circa la loro soppressione, tutte sistematicamente aggirate, in molti eravamo pronti a inneggiare allo stato di necessità che finalmente ce ne avrebbe liberato. Ma non avevamo fatto i conti con l’istinto di sopravvivenza dei “panda” in via d’estinzione sparsi in lungo e largo nella penisola e nell’arco costituzionale che siede in Parlamento.

Nella prima bozza, non ufficiale, della manovra Monti, c’era un comma che “tagliava la testa al toro” in tempi rapidi e perentori:

«Gli organi in carica delle Province decadono al momento dell’entrata in vigore delle leggi statali o regionali di trasferimento delle funzioni [30 aprile 2012, nda] e comunque decadono entro il 30 novembre 2012»

salvo tramutarsi così nella versione ufficiale del decreto legge approvato dal Governo, a seguito delle pressioni  esaustivamente riportate dal Corriere della Sera di oggi

«Con legge dello Stato è stabilito il termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono».

Dai tempo per riorganizzarsi alla politica, ed essa lo tramuterà in eternità. Addio sogni di abolizione quindi?

Non è proprio così nera, per fortuna. E’ rimasto infatti lo svuotamento di funzioni e competenze delle Province che Stato e Regioni sono obbligati a completare entro la fine di aprile 2012, le Regioni a pena di commissariamento, perchè qualora non esercitassero la delega prevista dalla manovra lo Stato sarebbe legittimato all’esercizio dei poteri sostitutivi previsti dall’articolo 120 della Costituzione.

La preoccupazione che resta, comunque, è che nelle pieghe dell’iter di conversione parlamentare, la norma finisca per annacquarsi ancora un po’, dilatando ulteriormente i tempi o ammorbidendo la procedura. Contro questa tentazione, Futuro e Libertà, cui va riconosciuto di essere stata tra le forze politiche responsabili e più oneste sul tema, ha presentato una proposta di emendamento che prevede la decadenza automatica degli organi provinciali al 30 aprile 2012 e il mancato rinnovo di quelli che andranno a scadenza nella prossima primavera. Se per allora sarà pronta la nuova disciplina elettorale (comma 16 dell’articolo 23) bene. Se no,  le “nuove” province saranno commissariate, in attesa che il Parlamento si svegli. Certo, sarebbe meglio che la legge elettorale provinciale fosse approvata subito dal Parlamento, lasciando alle Regioni quattro mesi per riorganizzare le funzioni a pena di commissariamento in caso di sforamento del termine.

Questà è una soluzione  che tenta di disinnescare eventuali altri blitz della politica tesi a ripristinare lo status quo (ante manovra), ma che potrebbe non bastare finchè non si cancelleranno le Province dalla Costituzione, perchè le scorciatoie via legge ordinaria temono, molto, la censura di illegittimità della Corte Costituzionale. Questo è il classico caso in cui è richiesto l’intervento della politica con la “P” maiuscola, come piace dire a qualcuno, in cui la tecnica può poco senza una corale assunzione di responsabilità del Parlamento. Segnatevi i nomi, uno a uno, di quelli che voteranno in senso conservativo su questa faccenda. E ricordatevene alle elezioni.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

3 Responses to “Il taglio (rinviato) delle Province. Meglio farlo subito e togliersi il pensiero”

  1. purtroppo in parlamento ci sono partiti con moltissimi rappresentanti nelle province a differenza di FLI

  2. votare contro la manovra. mandare a casa Monti, Napolitano e Fini; VOTARE subito!
    mn

  3. pippo scrive:

    Fare presto con l’abolizione delle provincie.
    Abolire anche Bollo Auto e tassa sulle assicurazioni auto.

    IVA anticipo Irpef

    Irpef diviso tra Comune – Regione – Paese membro – Unione Europea

    Unione fiscale oltre che di Bilancio.

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