Manovra: Raisi (FLI), Rivedere esenzioni fiscali Vaticano sarebbe messaggio di equità

In un momento in cui a tutti vengono chiesti sacrifici enormi per superare il grave momento di difficoltà che attraversa l’Italia, è auspicabile che governo e parlamento mettano mano ad una revisione delle esenzioni fiscali di cui beneficiano le attività commerciali del Vaticano, diverse cioè dai luoghi di culto su cui l’esclusione dalla tassazione immobiliare è più che legittima”. Lo afferma il deputato di Futuro e Libertà, Enzo Raisi, ricordando che “lo scorso settembre la Camera ha approvato con 254 voti a favore, 185 contrari e 137 astenuti un ordine del giorno sulla manovra di finanza pubblica, nella quale si chiedeva di escludere dalle esenzioni le attività commerciali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose, anche se esercitate non in via esclusiva, facendo salve solo quelle accessorie fino a un fatturato massimo di diecimila euro annui”.
Conclude Raisi: “Non si tratta di un attacco alla libertà di culto, che va anzi tutelata in tutte le sue espressioni, ma di superare un privilegio ormai antistorico e promuovere un messaggio di equità nei confronti dei contribuenti e dei lavoratori italiani. Sono convinto che, privata di ogni inopportuna valenza ideologica e retorica, l’opportunità di una riforma di questo tipo sia ormai avvertita anche dalle gerarchie ecclesiastiche”.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

4 Responses to “Manovra: Raisi (FLI), Rivedere esenzioni fiscali Vaticano sarebbe messaggio di equità”

  1. giuseppe naimo scrive:

    Sarebbe giusto giuridicamente, politicamente e socialmente.

  2. ” l’opportunità di una riforma di questo tipo sia ormai avvertita anche dalle gerarchie ecclesiastiche”

    Ho qualche dubbio Enzo che le gerarchie ecclesiastiche si augurino una riforma dell’Ici sugli esercizi commerciali…
    Spero sinceramente che un emendamento in tal senso passi in parlamento xchè la ritengo una indecenza tutta italiota.
    Poi io abrogherei persino il concordato e l’8 x mille!
    ( posso aggiungere anche l’abolizione dei rimborsi elettorali, il finanziamento pubblico ai giornali etc etc… )

  3. foscarini scrive:

    Sarebbe ora che l’asfissiante clero cattolico cominciasse a pagare l’ici.
    Ma non credo che Buttiglione sia d’accordo.

  4. Walter scrive:

    Caro Enzo, ma ti pare che un Governo che mette una patrimoniale del 1,5% sui capitali scudati al solo 5% a differenza del 35% della Germania, potrebbe toccare i privilegi della chiesa? Una tassazione dei capitali scudati al 2% avrebbe salvato le pensioni di anzianità. Io credo che nessuno si voglia alienarsi l’appoggio della CEI, FLI può? In ogni caso la tassazione del clero è un falso problema, se ci sono privilegi odiosi sono quelli dei politici, dei dirigenti pubblici, delle strutture costose dello stato. Ad un pensionato al minimo se gli aumenti l’iva e gli tagli la perequazione lo hai ucciso, io vado a fare la spesa e vedo ognitanto un vecchietto che passa gli articoli alla cassa e fa scartare dal cassiere qualcosa perchè già oggi non gli bastano i soldi.

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