In un momento in cui a tutti vengono chiesti sacrifici enormi per superare il grave momento di difficoltà che attraversa l’Italia, è auspicabile che governo e parlamento mettano mano ad una revisione delle esenzioni fiscali di cui beneficiano le attività commerciali del Vaticano, diverse cioè dai luoghi di culto su cui l’esclusione dalla tassazione immobiliare è più che legittima”. Lo afferma il deputato di Futuro e Libertà, Enzo Raisi, ricordando che “lo scorso settembre la Camera ha approvato con 254 voti a favore, 185 contrari e 137 astenuti un ordine del giorno sulla manovra di finanza pubblica, nella quale si chiedeva di escludere dalle esenzioni le attività commerciali della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose, anche se esercitate non in via esclusiva, facendo salve solo quelle accessorie fino a un fatturato massimo di diecimila euro annui”.
Conclude Raisi: “Non si tratta di un attacco alla libertà di culto, che va anzi tutelata in tutte le sue espressioni, ma di superare un privilegio ormai antistorico e promuovere un messaggio di equità nei confronti dei contribuenti e dei lavoratori italiani. Sono convinto che, privata di ogni inopportuna valenza ideologica e retorica, l’opportunità di una riforma di questo tipo sia ormai avvertita anche dalle gerarchie ecclesiastiche”.