In Monti We Trust (e nelle lacrime della Fornero pure)

di SIMONA BONFANTE – Non è l’Europa il problema dell’Italia. Il problema dell’Italia è l’Italia. La sua diffusa iniquità nutrita da una smodata ipertrofia pubblica. La propensione dei poteri, diversamente dissimulata, a servirsi della funzione di rappresentanza invece di utilizzare quella funzione per servire i propri rappresentati. Non saranno più tasse sul lavoro e sul reddito – come paventato e comunicato con insistenza sino a pochi minuti dall’inizio della conferenza-stampa più lunga durante il week end; sarà passaggio immediato (da gennaio) al sistema contributivo; sarà ‘riorganizzazione’ degli enti provinciali – tagli, in sostanza, nei limiti delle possibilità costituzionalmente prescritte ai ‘pletorici costi della pseudo-politica’. Sarà revisione strutturale dei regimi fiscali e contributivi, ma anche misure una tantutm, controverse in alcuni passaggi (l’1,5% sui fondi già scudati, ad esempio, solleva dubbi di legittimità), benvenute in altri (l’esclusione di qualunque forma di condono, nella fattispecie).

Sconfessati i timori espressi ieri, sulle pagine del Corriere, dai professori Giavazzi e Alesina. Timori condivisi da molti di noi, e per niente affatto ingiustificati, vista la raffica di anticipazioni oltre che la non certo tranquillizzante girandola di consultazioni con partiti e parti sociali, portatori ciascuno di pretese castali. Il Presidente Monti ha ribaltato la prospettiva, anche sul piano comunicativo: si ricostruisce insieme.

Le lacrime del ministro Fornero passeranno alla storia, archiviando una fase (troppo) lunga ed infelice della recente vita repubblicana. La fragilità di una ministra tosta, che si rammarica fino alle lacrime delle misure più dolorose che il governo è stato costretto ad adottare per tamponare l’emorragia dei conti pubblici, è una delle ragioni (e delle principali) per avere fiducia in questo esecutivo e in questo personale politico sospettato di manovrare a vantaggio dei “poteri forti”.

Avremo mille buoni ragioni per avanzare critiche, riserve, opinare sulle scelte che questo bizzarro consesso accademico riterrà di dover operare. Qualunque scelta esso assumerà – pare però ormai acclarato – sarà presa in piena autonomia e, confidiamo con il Presidente del Consiglio, in nome di quell’assioma delle democrazie liberali sin qui così bellamente tradito: la trasparenza.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

6 Responses to “In Monti We Trust (e nelle lacrime della Fornero pure)”

  1. Massimo scrive:

    Scusa Simona ma quanti anni hai?Suppongo che tu non sia minorenne e malgrado ciò credi ciecamente al pianto del coccodrillo,dovuto come è risaputo,soltanto a difficoltà digestive.
    La domanda da centomila euro(e mi viene davvero da piangere)non la pone nessuno:”Il sangue che ci viene sottratto così dolorosamente e cinicamente come e dove verrà effettivamente impiegato?”Vorrei i dettagli rigorosi perchè temo fondatamente che finirà tutto nel calderone infernale dei mercati finanziari europei,capaci di bruciare quotidianamente miliardate di euro!

  2. Kattivik scrive:

    Completamente in accordo con Massimo. In Monti we do not trust. Il professorone della Bocconi che taglia pensioni, reintroduce l’ici (sacrosanto… il nano inutile non avrebbe dovuto toglierla per motivi di bieco populismo, cosicchè gli enti locali ebbero la scusa per aumentare i balzelli che ora non caleranno di certo con la reintroduzione della tassa sugli immobili!) e che non fa la patrimoniale SERIA, è la classica montagna che partorisce il topolino. Solo che il topolino è una sorca malefica che appesterà i ceti medio-bassi. Monti e quelli come lui sono il cancro, la causa di tutto ed ora dovrebbero essere la cura? Tra 3 anni saremo punto e a capo e allora cosa chiederanno? Di non andare neppure in pensione? Lacrime di coccodrillo quelle della Fornero alla quale nessuno a chiesto nulla! Se ne tornasse ad insegnare boiate alla bocconi (lo scrivo volutamente in piccolo)… la storia li giudicherà per ciò che sono: inutili, inetti ed ipocriti. Monti mente sapendo di mentire e sulla sua tomba il giudizio della storia sarà inppellabile. Fatevene una ragione: dopo il comunismo, il capitalismo liberista ha fallito e sta mandando in rovina il mondo. Solamente che mentre il comunismo è morto di colpo apoplettico, il capitalismo morirà di consunzione, piagato e cachettico sul letto della storia. Meglio sarebbe l’eutanasia ed una veloce rifondazione con regole di solidarietà umana, sociale ed ambientale. Monti è morto ancor prima di vivere. Non resta che confidare su una improbabile botta di orgoglio politico dei parlamentari che faccia mancare la maggioranza a questo governo di fantocci. Il denaro non è una merce bensì un surrogato raffinato del baratto e non si crea denaro dal denaro – cosa che invece è stata fatta negli ultimi 30 anni a partire dall’infame new economy del binomio Thatcher-Reagan. Tutto il resto è fuffa!

  3. filipporiccio scrive:

    Il capitalismo liberista ha fallito? Veramente qui ciò che ha fallito è il sistema corporativo-clientelare-castale stile “mi indebito io e paghi tu” dello stato italiano.
    E Monti non sta facendo nulla per mettere mano a questo stato di cose.

  4. Claudio scrive:

    La Fornero si emoziona ed espelle qualche lacrima ! Lei che non ha certo problemi economici .
    Chiedo alla Fornero di evitare a noi di dover piangere per i nostri figli che passando da “lavoratori autonomi & partita IVA ” a lavoratori “dipendenti ” HANNO LASCIATO in 4 anni oltre 25.000 Euro nelle casse INPS ad amministrazione separata e che ora con la pensione calcolata sul SISTEMA CONTRIBUTIVO si trovano ad AVER PERSO TALE CONTRIBUZIONE ! Che faccia ! “Ognuno si troverà la pensione che si è costruito con i propri contributi” ha detto ! Allora faccia in modo che tali contributi possano essere riunificati !!!
    E …NON FACCIA PIANGERE A NOI !

  5. Pietro M. scrive:

    la fiducia in Monti è come il Premio Nobel per la Pace ad Obama: non c’è un motivo per averne, gli indizi dicono che non bisogna averne, però la situazione è così disperata che ci si appella a qualsiasi speranza, per quanto inverosimile. Monti ha circa 18 mesi per dimostrare di saper fare qualcosa oltre ad aumentare le tasse. Farà liberalizzazioni (forse, ma poche), taglierà la spesa (no), semplificherà e ridurrà le tasse (no), guarirà la giustizia civile (boh)? La mia stima a priori è quella nelle parentesi.

    La mia previsione è che farà il minimo indispensabile per mettere a posto i conti, soprattutto sul lato fiscale, e potrebbe fare qualche limitata e insufficiente riforma. Dato che tra 18 mesi ci saranno le elezioni, Monti farà guadagnare molti consensi a Berlusconi, che potrebbe rivincere le elezioni. E questo nonostante gran parte degli aumenti di tasse le avrà fatte Berlusconi quest’estate, e non Monti, che ha semplicemente seguito le orme di Tremonti, come prima manovra.

    Al di là quindi dei berlusconiani che starebbero meglio muti, c’è poco di che essere ottimisti. Il robustissimo sistema immunitario della casta politica e amministrativa italiana ha probabilmente trovato il suo nuovo campione, visto che Berlusconi era pericoloso per la sua totale insipienza, e il contribuente continuerà a soffrire per niente.

  6. Claudio scrive:

    Vedremo come sarà approvato il decreto !
    A mio parere il decreto sarà approvato cosi :

    – 102 voti a favore ( Udc + sfusi vari )
    – 430 astenuti ( maggioranza di PD e PDL )
    – 98 contrari ( Lega + IDV + sfusi vari )

    Della serie NOI non c’entriamo nulla !!!!

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