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Tutta la vita dell’Umanità in poche righe

– Google, Twitter, Facebook, Internet, che velocità, che reazioni rapide del nostro cervello plastico!

Cosa sarebbe accaduto se tale velocità ci avesse accompagnato dagli albori dell’Umanità? Forse questo…

Quella mattina c’era chi si è svegliato più pallido del solito, chi più giallo, e chi nero, come al solito….

“Che mal di schiena, ahò … è da quando quel mio lontano parente è rimasto dritto perché voleva tirarsi un po’ su e tutti gli altri ad imitarlo come scimmie! Bha! un paio d’anni ancora e  il nostro corpo si abituerà a questa inconsueta posizione.

Moglie chiama gli schiavi che ci preparino la colazione…ma quali schiavi? Noi non abbiamo schiavi ed oggi la colf ha il giorno libero. Ahò gli concedi un po’ di diritti a questi schiavi, li fai diventare Liberti e poi

e poi ecco il risultato…

Alzati che devi accompagnare tuo figlio a scuola, oggi c’è lo sciopero dei mezzi pubblici.

Mannaggia, non mi ricordo dove ho parcheggiato la macchina, bei tempi quando avevo il calesse con i cavalli, bastava che facessi un fischio ed arrivavano di corsa di fronte a casa. Non avrei dovuto dar retta a quel mercante, eppure l’offerta era troppo allettante ritirava i miei due cavalli usati e mi faceva uno sconto del 25% sulla  500 cavalli nuova che mi vendeva.

Ma così lontano dovevano mettere la scuola di mio figlio! Ai miei tempi erano i professori itineranti che seguivano noi studenti e non viceversa!

Arriverò tardi al lavoro …ma che rottura di scatole  questo lavoro! Da quando hanno abolito la schiavitù per noi persone nate libere è stato un delirio, ma per fortuna adesso ci sono delle persone indignate che  lo hanno capito e protestano perché  sia ripristinato  il sacrosanto istituto della schiavitù!. Andrò sicuramente ad unirmi a loro, naturalmente virtualmente, su internet.

Eccomi finalmente in ufficio, mi chiudo nella mia stanza e per un po’ sarò al riparo da questuanti, creditori, imbonitori, truffatori, vecchie fiamme abbandonate. E sì da quando non sono più costretto a recarmi al Foro

per discutere degli affari correnti non devo più essere importunato dai soliti parassiti che Plauto ha ben descritto.

O almeno così ci avevano detto i developers quando hanno acquistato l’intero Foro per costruirci un mega Central Business District.

Scusatemi adesso vi devo lasciare devo cancellare qualche centinaia di spam, aprire con cautela le email rimaste per evitare di incorrere in un phishing, far partire l’antivirus per eliminare i malware, rispondere con gentilezza alla quarta richiesta telefonica  mattutina di fissare un appuntamento con un nostro incaricato che questo pomeriggio sarà in zona…lasciatemi libera la linea devo richiamare un’altra volta la società che mi aiuta a salvare la mia reputazione su internet.

Si forse non avrei dovuto inserire la foto mezza nuda della mia ex su internet, eppure mi avevano assicurato che con il nickname che avevo utilizzato non mi avrebbero mai rintracciato, sì lo so non avrei dovuto mandare a quel paese il mio capo su facebook, ma che ne sapevo che si era rivolto ad una ditta specializzata per controllare cosa i dipendenti dicono di lui anche nei  forum sui pokemon?”

Forse ho estremizzato un tantino col tentativo di riscrivere la storia dell’uomo in mille battute, ma volevo rendere l’idea che l’attuale bombardamento di informazioni ai nostri cervelli e la loro capacità di reazione non ha praticamente uguali nella milionaria storia dell’Umanità.

Questo comporta sicuramente dei vantaggi notevoli, ma ogni tanto staccare la spina è più importante di quanto si possa pensare. Non si tratta solo di un ristoro per il corpo fare una passeggiata all’aria aperta, leggere un buon libro, sentire un po’ di musica, incontrarsi con gli amici o i partner ovvero dedicarsi a quello che gli antichi chiamavano Otium nel senso nobile del termine. Serve per conservare e rafforzare alcune sinapsi, connessioni, del cervello necessarie per mantenere un equilibrato collegamento con la nostra eredità biologico-comportamentale.

Come ha scritto Nicholas Carr in Internet di rende stupidi? – Come la rete sta cambiando il nostro cervello”, la mente umana sta cambiando molto velocemente per via di internet, forse troppo rapidamente; rischiamo di perdere, pur guadagnando in velocità di apprendimento e reazione, alcune qualità riflessive del nostro pensiero che ci portiamo appresso per via genetico-comportamentale fin dagli albori dell’Umanità.

Nella sua milionaria storia l’essere umano ha dovuto e saputo affrontare con successo tante sfide, quella contro il freddo glaciale, gli animali feroci, le carestie ecc Nel farlo ha elaborato determinate strategie comportamentali che poi ha trasmesso, consciamente o inconsciamente, alle generazioni future. Naturalmente non è importante per la sopravvivenza dell’Umanità tramandarsi come si uccidono i Mammuth, ma la capacità di riflettere per superare le avversità più tremende. Per superare l’angoscia che i nostri progenitori dovevano aver provato quando calavano le tenebre e loro, che per chissà quante centinaia di migliaia di anni non avevano ancora saputo controllare il fuoco,  erano alla mercé delle belve feroci. Per avere la forza che ha spinto i nostri progenitori ad allontanarsi dalla natia Africa, affrontando viaggi in terre lontane con complicazioni logistico-operative, comparate ai tempi, al cui raffronto il futuro viaggio di esseri umani su Marte equivarrebbe ad una gita fuori porta.

Per comprendere la drammaticità, in senso non necessariamente/assolutamente negativo del termine, del momento che stiamo vivendo occorre far riferimento al progressivo prevalere della scrittura rispetto al modo tradizionale di tramandare la cultura, oralmente. Molti filosofi e pensatori antichi avevano un sacro timore della scrittura, è noto il mito di Teuth. Consideravano pericolosa la scrittura perché ritenuta algida, soggetta ad interpretazioni arbitrarie, a facili manipolazioni ecc, rispetto al ben più sicuro, plurimillenario, metodo orale di trasmissione delle informazioni dagli adulti ai giovani. Con il tempo la scrittura è stata accettata, ma per molto tempo ancora era possibile esclusivamente la lettura ad alta voce dei testi per evitare una cesura totale con l’antica tradizione orale. Solo in tempi storici relativamente recenti ha prevalso la lettura silenziosa come la concepiamo adesso.

Posso immaginare che con gli anni i nostri cervelli si abitueranno ad utilizzare appieno le tecnologie attuali, ma al momento penso sia opportuno conservare spazi dedicati alla riflessione, alla lettura ad alta voce della realtà virtuale che ci circonda. Altrimenti vi è il concreto rischio di far scivolare via dalla nostra mente capitoli fondamentali della nostra storia di esseri umani che potrebbero aiutarci ad affrontare le difficoltà odierne. Non illudiamoci che le categorie dello spazio e del tempo siano delle barriere invalicabili e che quello che è accaduto nel passato non potrà ripetersi nel futuro o che le distanze siderali nello spazio lo siano per sempre.

Ad esempio molte situazioni di fallimento degli stati, con conseguente perdita di sovranità, si ripetono con una certa frequenza nella nostra storia, anche in tempi relativamente recenti.  Ad esempio il fallimento della Scozia causato da una truffa colossale.

Fino a pochi decenni addietro molti pensavano non potesse mai cadere il muro di Berlino o regimi come quello di Hoxa in Albania. Molti credevano che mai nella nostra storia avremmo avuto ripercussioni economiche fortissime da parte di regioni lontanissime da noi geograficamente, ed all’epoca poverissime,comela Cina… la stella Alpha Centauri è più vicina a noi di quanto si possa pensare, abituiamoci a non limitare i nostri pensieri, ma conserviamo la memoria del passato.


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

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