Balduzzi spaventa il Foglio et pour cause. I cattolici veri non sono ‘veri cattolici’

di CARMELO PALMA – Il Foglio oggi si rincresce della cautela del Ministro Balduzzi, che nel rimettere alle camere le questioni eticamente sensibili sembra disimpegnare l’esecutivo da un fronte di lotta incandescente. Di un Ministro più democristiano che (politicamente) cristiano e più preoccupato di sopire che di risvegliare gli animal spirits del razionalismo ratzingeriano, non sappiamo che farcene –  sembra dire il Foglio et pour cause.  

Infatti Balduzzi, di cui non vorremmo equivocare pro domo nostra la prudenza, non sembra solo indisponibile, ma proprio contrario alla “guerra antropologica”. Che la questione cattolica si giochi interamente sui valori non negoziabili sembrano pensarlo soprattutto i non cattolici.

La “biopoliticizzazione” delle questioni dell’etica pubblica ha piuttosto coinciso con la sostanziale scristianizzazione della “politica cattolica”. A dirlo, da anni, sono intellettuali come Antiseri e De Rita, tutt’altro che corrivi col pensiero laicista. E a diffidare della riduzione dell’etica cattolica ad una sottospecie dell’etica medica sono quanti, nel mondo cattolico organizzato, e non solo a sinistra, temono che l’oltranzismo querulo sui temi della vita dei loro rappresentanti “ufficiali” sia non solo parassitario, ma sterile e faccia di quella cattolica una presenza socialmente marginale e politicamente estremista. In trincea – in quella trincea – i cattolici italiani non ci vogliono stare.

Anche l’intervista di Balduzzi dimostra che del rapporto tra i cattolici e la politica e del rinnovato impegno “per il bene comune” che la realtà sociale ed ecclesiale della Chiesa italiana testimonia non è possibile discutere in modo meramente formale.

Il problema non è se sia  possibile resuscitare un “partito cattolico”, nel senso in cui lo è stato la Dc, o se occorra al contrario consolidare la trasversalità della presenza cattolica, che, secondo la lezione riuniana, consente di compensare la minore consistenza con una maggiore efficienza. Dell’effetto leva della trasversalità, il mondo cattolico continuerà presumibilmente a fare un uso intelligente e anche cinico. Dopo Ruini, i voti cattolici continueranno a pesarsi e non a contarsi.

Il problema fondamentale – quello che è ancora in gioco – è piuttosto se le caratteristiche sociali e culturali di questa rinnovata presenza cattolica torneranno ad essere più simili a quelle del mondo cattolico, con tutte le sue contraddizioni e le sue naturali “disobbedienze”. I cattolici veri non sono “veri cattolici”.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

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