Cittadinanza: Castelli non è folle, è ignorante (cioè ignora)

– E’ evidente dalle sue stesse parole come il senatore Roberto Castelli, secondo il quale concedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia sarebbe “anti-libertario” perché inibirebbe la libertà di scelta delle persone tra diverse cittadinanze, non sappia che ad una cittadinanza si può anche rinunciare.

Replicando all’appello lanciato oggi dal presidente Napolitano, l’ex ministro afferma di non considerarsi un “folle” per la sua contrarietà ad una revisione della legge sulla cittadinanza. Ha ragione, in fondo: non è un folle, ma più banalmente un ignorante, nel senso che ignora.


Autore: Simona Nazzaro

Nata a Roma nel 1980. Laureata in Scienze della Comunicazione, a La Sapienza, ha curato le campagne politiche e di comunicazione dell’Associazione Luca Coscioni. Collabora con diversi settimanali e quotidiani. La sua grande passione è il basket, e da anni concilia questa con il lavoro: conduce infatti una trasmissione radiofonica di approfondimento sportivo.

One Response to “Cittadinanza: Castelli non è folle, è ignorante (cioè ignora)”

  1. Andre scrive:

    Non credo che l’integrazione debba per forza passare dalla cittadinanza del Paese di nascita. Facciamo un’ipotesi assurda, un bambino nato in Italia torna nel paese di origine dei genitori entro pochi mesi, nulla sa dell’Italia, della lingua, dei suoi abitanti, e dei suoi connazionali che in Italia, magari, ci sono rimasti e cresciuti. Ebbene questo bambino avrà lo status di cittadino italiano. Con che vantaggio per l’Italia (e per il bambino)?
    Ma forse ignoro qualcosa

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