Se il Terzo Polo vuol essere ‘montiano’ faccia le primarie. Subito

di SIMONA BONFANTE – Prima che Fini rompesse con Berlusconi e dal Pdl si levasse la costola costitutiva di Futuro e Libertà, il Terzo Polo non esisteva come nome, ma era già nei fatti: era, appunto, l’Udc di Pierferdinando Casini. Il quale Casini, a differenza di Fini, alla profferta di Berlusconi di sciogliersi nel costituendo Popolo delle Libertà aveva detto ‘no, grazie: preferisco vivere’. Vivere di terzismo, appunto.

Una sfida sensata, l’altrismo, data l’impraticabilità dell’alternativa bipolarecon o contro Silvio. Pure Rutelli ha mollato il Pd, di cui pure è stato tra i fondatori, una volta constatata l’impossibilità di farne nulla di diverso da un Pds allargato. Più controverso l’excursus di quella micro-formazione proporzional-indipendentista a vocazione sindacal-regionalista che è l’Mpa, ma come per Rutelli, della convergenza nell’area gravitazionale casininia Lombardo più che una virtù fa una razionalmente comprensibile opportunità, di sopravvivenza lobbistica, appunto.

Fli, invece, nel Terzo Polo ci finisce non per necessità ma per inerzia: con Fini congelato nel ruolo politicamente silente di terza carica dello Stato, le chance del neo-nato partito di farsi punto di riferimento per l’elettorato deluso dalla deriva sudamericana della maggioranza berlusconiana, si riducono però presto di brutto, ai limiti dell’azzeramento.

Ora che la priorità non è più mettere in salvo l’Italia dalla furia suicida del suo ormai ex conducente ma liberarla, ed una volta per tutte, dalle sue multiformi ma pervicaci ed indefesse lobby della retro-conservazione; ora che ai costrutti meta-politici come ‘moderatismo’ e ‘centro’ ed alle più letterariamente evocative, ma altrettanto vuote, locuzioni legalitario-indignazioniste corre l’obbligo di sostituire orizzonti politici e progetti esecutivi; ed alla propaganda la verità, ed alla retorica l’esempio. Ora che al governo c’è Mario Monti e che Mario Monti è al governo per realizzare proprio quello che la politica – tutta – non è stata in grado di fare, sarebbe bene si comprendesse che non potrà bastare fare proprio il progetto dei bocconiani al governo per restituire credibilità alla propria identità politica.  Se è stato necessario chiedere all’ex Commissario europeo di mettersi al servizio del paese in questo sofferto momento della sua storia è perché quelli che, per scelta e vocazione, avevano il compito di curare gli interessi dell’Italia si sono – a lungo, e senza particolare rammarico – dedicati ad altro.

È bene che il Terzo Polo si sia posto l’obiettivo di sostenere Monti senza condizioni. È bene abbia accolto la sfida della verità. La discontinuità col cialtronismo bipolare non può però esaurirsi con la sostituzione di Berlusconi. Si deve andare oltre e si deve arrivare in fondo. Se il Terzo Polo vuole essere ‘montiano’ davvero e non solo propagandarsi tale, se vuole essere e non solo pretendere di essere credibile come forza della rottura col passato parassitario e paralizzante, non può immaginare di limitarsi ad assistere, comodamente dalla tribuna, alla corsa del cavallo che immagina vincente, attendere l’arrivo al traguardo per poi passare all’incasso.

La vera discontinuità si misura sulla capacità degli establishment politici di farsi esempio: la retorica, la propaganda sulle défaillance altrui non ha d’latronde mai portato lontano. Nei sistemi politici maturi chi fallisce, lascia: non attende di maturare i requisiti per la quiescienza di anzianità. Il governo Monti non ci sarebbe mai stato se la politica non avesse fallito. Fini, Casini e Rutelli hanno l’opportunità di avanzare una proposta di cambiamento credibile, che li salverebbe dal giudizio negativo che merita la classe politica italiana. Il Terzo Polo, infatti,  ha la chance di farsi artefice del cambiamento assai più degli antagonisti di Pdl e Pd, proprio perché meno burocraticamente e fideisticamente zavorrato dalla intramontabilità leaderistica. E dunque, faccia le primarie. Le faccia subito. Le faccia aperte e – va da sé – senza nessuno dei coprotagonisti della stagione appena chiusa. Ne risulterebbe uno shock sistemico di tale potenza…


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

7 Responses to “Se il Terzo Polo vuol essere ‘montiano’ faccia le primarie. Subito”

  1. Adriano Pugno scrive:

    Articolo stupendo, del quale condivido pure le virgole. Spero che venga recepito anche da chi sta in alto, per non rimanere nei margini della sopravvivenza.

  2. alex PSI scrive:

    Si possono fare anche le primarie ma a volte, a sentire diversi esponenti di area Udc soprattutto, si ha la sensazione che le primarie non siano nel DNA del centro cattolico democratico. Ieri in tv era ospite di La7 De Mita che aveva nostalgia del proporzionale, riammodernato con sbarramento alla tedesca. Un ritorno al proporzionale affascina anche parte del Pd, anche se è osteggiato dal Pdl. Ma nel Terzo Polo con tutti questi proporzionalisti più impostati verso una forma partito stile anni ottanta con i rispettivi segretari, le primarie avranno successo?

  3. foscarini scrive:

    E i candidati sarebbero?

  4. lupettoblu scrive:

    politicamente silente? :D

  5. Andre scrive:

    Un pò come vorrebbe Renzi per il Pd? Starebbe bene, ma ci vuole un “Renzi”. Mi pare che in tutto il Terzo Polo non ci sia una personalità in grado di sparigliare, o di affrontare i tre moschettieri sul piano politico. E poi nello specifico c’è il problema di Fli. Personalmente lo trovo il più legato alla stagione appena finta (un partito nato da una faida personale Fini-Berlusconi), come pretendere di essere credibili come nuova classe politica? Specialmente tra gli elettori, delusi, del Pdl?
    Ultima nota polemica: io sono scettico, forse troppo, ma che Libertiamo abbia ormai indicato in Monti il leader politico simbolo mi stupisce. Almeno attendete un mese, poi sarò anch’io in prima fila a celebrarlo, promesso.

  6. bruno scrive:

    d’accordissimo specie sulla necessita’ per il terzo polo di farsi fucina di una nuova classe politica. I padri nobili restino tali e lascino che altri diano nuova linfa, nuovi volti , nuove intelligenze alla politica del post bipolarismo militarizzato che ha fallito insieme al progetto berlusconista di una rivoluzione liberale cianciata e tradita

  7. foscarini scrive:

    Bah visto l’andazzo filoclericale mi sa che il candidato premier del terzo polo sarà Buttiglione, altro che Renzi.

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