Ora fate i responsabili, non gli Scilipoti

di LUCIO SCUDIERO – La squadra su cui Mario Monti ha puntato per governare la barcaccia in tempesta che è l’Italia non è neppure commentabile, probabilmente. Necessitava che fosser tecnici, e tecnici il primo ministro li ha assunti. E certo nel Paese non mancavano competenze brillanti, curricula eccellenti, accademici prestigiosi e magistrati, in senso lato, espressivi della parte più ammirevole e integra dei civil servant italiani. Per cui al premier incaricato non deve essere risultato così difficile, senza partiti tra i piedi, scegliere personalità all’altezza del ruolo.

Alcuni, come Corrado Passera, l’opinione pubblica li conosceva già. E per quelli meno noti parla il cv. Nemmeno ha ceduto poi, il professor Monti, alla tentazione comoda di fare gruppo col “gruppetto” della Bocconi, i cui numeri di telefono il rettore aveva con ogni probabilità in cima all’agenda. Una scelta, questa, da interpretare come segno di equilibrio e che non muta il segno politico sostanzialmente liberista dell’esecutivo, avendo trattenuto per sé, il premier, l’interim dell’Economia. Il tono della musica partirà da lì.

Ma adesso tocca alla politica, che ha disertato l’appuntamento con la responsabilità di governo per continuare – e vale per tutti tranne il Terzo Polo, che al Governo ci avrebbe messo la faccia – a scegliere di non scegliere. Un’illusione che durerà il volgere di qualche giorno, se è vero, come credo, che Mario Monti e i suoi non perderanno tempo coi preliminari e andranno dritti al sodo dei dossier più scottanti. Probabilmente già da domani. E a quel punto che farà il Parlamento?

Al contrario di quanto si tende a credere, da oggi il baricentro istituzionale si sposta nettamente a favore delle due Camere, la cui centralità politica sarà piena proprio in ragione delle caratura squisitamente tecnica dell’esecutivo. La melina politico programmatica fatta nei giorni scorsi dai rappresentanti dei principali gruppi parlamentari dovrà cedere il passo ad un’opzione politica convinta a sostegno dei provvedimenti del governo. L’impegno con riserva o a mezzo servizio non è nel novero delle possibilità date a un Paese che vive pericolosamente ogni santo giorno che il “Divino Spread” manda in terra.

Il Parlamento passi, dunque dalle parole ai fatti,  e non cerchi la propria riabilitazione con scorciatoie lessicali: “lacrime e sangue” è un’endiadi da bandire. Quelle del Governo saranno misure serie, tese a ripristinare l’equità contro il privilegio, la realtà contro le costose menzogne della demagogia, il buon senso personale sul cattivo senso comune.  E così vanno raccontate, senza indulgere in vittimismi né catastrofismi funzionali alla ricerca becera del consenso.La Lega Nord ha già iniziato, e la pagherà anche in termini elettorali.

Le riforme sono bellissime e gli uomini che le realizzano statisti.

Il problema di Mario Monti, è proprio questo. 


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

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