La maledizione di Cassandra, 2.0

– Li libererai dalla gabbia dove sono rinchiusi da sempre e ti si rivolteranno contro.

Li libererai dal fardello di centomila leggi e leggine che si sono accumulate negli anni ed essi ne chiederanno altrettante e più gravose.

Farai loro vedere un mondo intero oltre l’orizzonte e loro ne saranno impauriti.

Li libererai dall’oppressione dei più scaltri e prepotenti che si arrogano il diritto di rappresentarli e loro deploreranno la perdita della “sovranità popolare” e grideranno alla “fine della democrazia rappresentativa”.

Toglierai loro il debito con i quali ognuno di loro è nato ed essi invocheranno subito altre spese pubbliche a gogo per riaccollarselo subito.

Dirai loro che gli uomini più potenti della Terra a tutto pensano tranne che a riunirsi in gran segreto ogni volta che possono per pianificare come rendere loro schiava la nostra nazione, ed essi ti considereranno un traditore della Patria.

Dirai loro che la Democrazia non deve soffocare la libertà degli individui e loro falsificheranno il senso delle frasi che Tucidide ha attribuito a Pericle.

Dirai loro di smettere di questuare una grazia al potente di turno e loro continueranno a fare la fila dai politicanti, contrattando una manciata di voti per un posto in un carrozzone pubblico.

Ricorderai loro che la vedova di De Gasperi stava per finire per strada quando il marito è morto senza nulla rubare allo Stato, e senza essersi arricchito tramite le funzioni pubbliche che ricopriva, ed essi diranno che era un pazzo incosciente.

Dirai loro che troppa gente attualmente approfitta delle funzioni pubbliche ricoperte, elettive o meno, per trarne il più possibile vantaggi personali ed essi daranno prova di sdegno e di ribrezzo, ma nello stesso tempo si scanneranno per vincere un concorso per un posto pubblico e saranno disposti a divenire servizievoli galoppini del primo politicante che li incanterà con suadenti parole.

Dirai loro che l’acqua è sì un bene pubblico, ma che gli enti “pubblici” che ne hanno in gestione la conservazione e il trasporto ne sprecano quasi la metà durante il tragitto fino alle nostre case, e loro insisteranno nel difendere il “bene comune” pubblico dell’acqua.

Dirai loro che non possiamo permetterci l’attuale pletora di parlamentari, senatori, consiglieri regionali, provinciali, municipali, circoscrizionali, delle comunità montane ecc e loro si scandalizzeranno perché vuoi ridurre le modalità di rappresentanza della volontà popolare.

Dirai loro di ascoltare la voce dei mercati e loro, stizziti, diranno che non sono i mercati a scegliere i governi. Convinti come sono che un estraneo non deve metter dito tra moglie e marito….neppure se si mettono a gridare nel pieno di un concerto di musica classica?

Dirai loro di non chiudere le frontiere agli imprenditori e manager provenienti dall’estero e loro risponderanno “dobbiamo difendere il nostro mercato del lavoro e le nostre imprese”. Preferiscono che frutti a noi sconosciuti marciscano sugli alberi piuttosto che essere raccolti da stranieri che ne conoscono le proprietà.

Allora capirai che non puoi concedere la Libertà a chi non la sa apprezzare e che la strada per liberare gli Italiani è ancora lunga e faticosa.


Autore: Giovanni Papperini

Giovanni Papperini. Laureato in legge, libero professionista, 57 anni, esperto di corporate immigration e relocation, vive e lavora nel quartiere “Talenti” a Roma e, come titolare dello Studio Papperini Relocation ( www.studiopapperini.com ) e Presidente del Ciiaq ( info@ciiaq.org - Comitato italiano immigrazione altamente qualificata), si occupa di attrarre talenti da ogni parte del mondo in Italia, aiutandoli a superare gli ostacoli della burocrazia e ad integrarsi nella realtà del Paese.  Ha “attratto” dall’Austria anche la moglie, con cui ha avuto due gemelli.

One Response to “La maledizione di Cassandra, 2.0”

  1. enzo51 scrive:

    Benvenuti al festival dell’ovvietà!

    Diciamocela tutta: Il professor Monti,se riuscirà a trarre dalle secche la nave Italia ormai incagliata da anni sui banchi limacciosi di una politica fatta di privilegi e ottuse (ma sicuramente “concertative”) contrapposizioni,allora forse qualcuno dei soggetti citati lo ringrazierà.

    Diversamente ci sarà la piazza… e la piazza non perdona! Opera!!!

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