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Cari politici, prima di tutto, evitate di far danni

– Cari politici, burocrati e tecnocrati, colgo l’occasione di questa crisi per ringraziarvi del disinteressato interesse che mostrate per me. Devo però confessarvi che mi sentirei più tranquillo se prendeste in seria considerazione l’ipotesi di interessarvi un po’ più ai vostri affari e un po’ meno ai miei.

Cara Banca Centrale Europea, nel tentativo di mettere da parte un gruzzoletto per andare in pensione, dato che i miei contributi non beneficeranno me, la ringrazio dei tassi di interesse reali negativi che impone ai miei risparmi. Sono contento di regalarli alle banche, che così potranno combinare qualche altro pasticcio.

La ringrazio anche per aver aiutato il mio e altri governi imbelli a posticipare le riforme monetizzando i loro debiti. Chissà se anche i governi ora impareranno come le banche a trascurare i rischi, nella consapevolezza che alla fine pagherà sempre pantalone. Quisquilie: queste cose, ai governi, non occorre spiegarle.

Non c’è crisi di solvibilità che lei non cerchi di far passare per crisi di liquidità, da curare comprando un po’ di rifiuti sopravvalutati, e non c’è crisi strutturale che non cerchi di far passare per sunspot, da curare manipolando le aspettative. Purtroppo le crisi si rivelano strutturali nonostante il suo ottimismo, che immagino di facciata, avendo stima della sua preparazione tecnica.

Care autorità dell’Unione Europea (non saprei come altro chiamarvi, perché siete un coacervo incomprensibile), vi ringrazio per voler garantire i debiti dei Paesi europei, sia quelli che per accollarsi i debiti delle loro banche hanno svuotato le tasche dei loro cittadini che quelli che hanno usato in passato i troppo bassi spread sui debiti pubblici per porsi in condizioni finanziarie precarie oggi. Se per caso hanno sperato proprio nel vostro facilmente prevedibile intervento, hanno avuto ragione, purtroppo.

Vi ringrazio anche per la serietà con cui avete fatto applicare il Trattato di Maastricht. Non che, in un mondo ideale, fosse necessario: gli spread di rischio avrebbero tenutola Grecia e gli altri maialini lontano dai mercati finanziari, ma così non è stato. Chissà se la serietà mostrata nel non farlo rispettare abbia aiutato a creare le giuste aspettative di eventuali bailout?

Ringrazio infine lo Stato Italiano, che più di ogni altro ha mostrato finora interesse nel mio futuro (e si vede). La ringrazio per la pressione fiscale: mi sento una persona migliore a pagare tutte queste tasse per lo stato sociale, peccato che ai poveri vadano le briciole. La ringrazio per il debito pubblico, la crescita, la disoccupazione. La ringrazio per i servizi pubblici, in primis la giustizia civile, che cerco di non utilizzare perché si fa prima ad imparare a tollerare i soprusi che a sperare di avere giustizia.

Mi rendo conto che voi tutti facciate un lavoro complicato. La domanda è chi ve lo fa fare: da piccolo provavo a volare muovendo le braccia, ma poi mi ho smesso, ed è saggio che lo facciate anche voi. Nessuno se la prenderà con voi perché non riuscite nell’impossibile.

Prendiamo ad esempio il modo sistematico in cui voi tutti cercate sempre di salvare le persone, le aziende, le banche e ora addirittura gli stati dalle conseguenze delle loro azioni. Vi ringrazio per il vostro impegno nel non far sentire a nessuno il peso della responsabilità. Dato il vostro interesse nel breve termine, rimuovere gli effetti sembra sempre la strategia ottimale. Peccato che così si rafforzino le cause, e ciò garantisce una lunga serie di crescenti problemi. Se solo riusciste a promettere credibilmente di non fare nulla, avremmo molti meno problemi da affrontare. Se non ci riuscite, chiedetevi perché non siete credibili. Campate di espedienti, quando il mondo ha bisogno di principi.

Ippocrate faceva giurare ai medici, prima di tutto, di non fare danni. Forse dovreste imparare da lui.


Autore: Pietro Monsurrò

Nato a Roma nel 1979, ha un Dottorato in Ingegneria Elettronica e ha studiato economia alla London School of Economics. Ha scritto per l’Istituto Bruno Leoni, per Liberal, per Chicago-Blog e per Liber@mente.

2 Responses to “Cari politici, prima di tutto, evitate di far danni”

  1. libertyfighter scrive:

    Già.
    Articolo perfetto.
    Pure io li sto ringraziando da tempo. Sto anche rendendo partecipe tutto il regno dei cieli di questi ringraziamenti.
    Il peggio del peggio che, alla fine della fiera, la diagnosi della situazione e quindi la previsione degli avvenimenti successivi è roba banalissima avendo letto qualcosina.
    Il problema è che sappiamo già come va a finire.
    Esempio Monti. Cambierà qualcosa? Ovviamente NO.

    Le tappe sono obbligate:

    1 Reintroduzione ICI
    2 Patrimoniale secca
    3 Default
    4 Rivolte sociali e scontri di piazza (guerra civile ?)
    5 ?

    Le prime quattro le do per certe.

  2. Pietro M. scrive:

    Io do per certo la quinta.

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