Fiducia a Monti, manca solo quella del Parlamento

– Manca l’aureola a dodici stelle per Mario Monti e la beatificazione ex-ante del primo ministro incaricato sarebbe conclusa. I paesi e le istituzioni europee hanno manifestato il loro sostegno all’Italia nella giornata delle consultazioni che il Presidente della Repubblica ha tenuto con tutte le forze parlamentari. La fiducia, arrivata prontamente a mercati ancora chiusi, é la conferma dell’enorme credito di cui Mario Monti gode all’estero e rappresenta una grandissima opportunitá per l’Italia che i partiti politici dovrebbero conservare con cura.

La bontà della direzione impressa alla crisi dal presidente Napolitano con la decisione di nominare Monti senatore a vita era giá arrivata in settimana dal presidente Barack Obama. In una mossa non usuale per i protocolli diplomatici, Obama aveva chiamato Napolitano prima ancora che Berlusconi rassegnasse ufficialmente le dimissioni per manifestare piena fiducia nel nuovo esecutivo. L’endorsement pesante di Obama ha dato forza a coloro i quali ritenevano che le elezioni fossero un male da scongiurare in questo momento di crisi ed ha facilitato l’incarico arrivato ieri a Monti di formare un nuovo governo.

La cancelliera Merkel aveva dichiarato giá prima di Sabato come l’Italia fosse sulla buona strada dopo l’annuncio delle dimissioni di Berlusconi. Il nome di Monti era giá in chiara pole position per la premiership, pertanto anche Angela Merkel aveva fatto sapere di sostenere con forza sia un cambio di governo a Roma, sia la nomina dell’ex-commissario europeo. Ad onor del vero, la Cancelliera non si era spinta cosí avanti, ma aveva auspicato maggiore chiarezza nel panorama politico italiano, ma il messaggio é stato interpretato da molti come un endorsement per Monti.

Anche il presidente Sarkozy ha avuto un colloquio con Napolitano prima delle dimissioni ufficiali di Berlusconi. In quell’occasione, Sarzozy ha fatto sapere che lui e la cancelliera Merkel potrebbero visitare il nuovo governo non appena avrá ricevuto la fiducia dal Parlamento per rassicurare ulteriormente i mercati dando credito agli sforzi delle istituzioni italiane di tenere fede agli impegni assunti per finanziare il proprio debito.

La nomina di Mario Monti gode anche del sostegno del presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy e del presidente della Commissione José Manuel Barroso che in una nota congiunta hanno apprezzato la nomina del nuovo Primo Ministro come un segnale importante della volontá delle istituzioni italiane di superare la crisi. La nota ha anche sottolineato come l’Italia rimane sotto stretta osservazione da parte delle istituzioni europee, ma una piccola schiarita sembra caratterizzare il cielo dei rapporti fra Roma e Bruxelles.

L’interesse dei leaders europei alle faccende italiane é dovuto al pericolo che l’Italia oggi rappresenta per la sopravvivenza dell’euro. Merkel, Sakozy, Obama ed altri cercano disperatamente di investire il governo italiano di quell’autorevolezza necessaria per affrontare i mercati e rimettere il paese in carreggiata. D’altro canto, nessuno si fa illusioni sulla reale possibilità che Monti abbia di far approvare le riforme necessarie alla ripresa. L’assenza di un programma chiaro, ancora prima di una squadra di governo, non offre garanzie sui numeri parlamentari di cui potrebbe godere il governo. Gli europei conoscono molto bene le dinamiche barocche della politica italiana e temono che l’azione di Monti verrá frenata dalle numerose forze presenti in Parlamento.

Il credito di cui gode Monti oggi dovrebbe essere usato per superare i timori della comunità internazionale verso l’Italia. Tutti sanno che le debolezze strutturali dell’Italia non spariranno il giorno Monti riceverà la fiducia del parlamento. Tuttavia, qualcosa sembra essere cambiato a giudicare dai titoli del New York Times di oggi, i quali indicano come l’attenzione dei mercati potrebbe ora spostarsi verso la Francia, ma il successo di questa operazione non dipende solo da cosa fará Monti. Il pericolo della bancarotta ha costretto le forze politiche ad un senso di responsabilità che non si era mai visto dal 1994 ad oggi. I mercati guarderanno con attenzione l’evolversi della situazione politica italiana e non esiteranno a sfruttarne le debolezze qualora si presentassero. Il Parlamento é sovrano nel bene e nel male ed il destino di Monti, così come quello dell’Italia, é appeso allo spirito di coesione che i partiti politici sapranno mettere in campo nei prossimi 18 mesi. Dobbiamo augurarci che il credito di Monti non venga annullato dalla mediocrità della classe dirigente italiana.

 


Autore: Francesco Giumelli

32 anni, insegna Relazioni Internazionali e Studi Europei alla Metropolitan University Prague. Studia e si occupa di conflitti, politica estera e sanzioni internazionali. Autore di "Coercing, Constraining and Signalling. Explaining UN and EU Sanctions after the Cold War" con ECPR Press e curatore del blog Tucidide (tucidide.giumelli.org).

One Response to “Fiducia a Monti, manca solo quella del Parlamento”

  1. Zamax scrive:

    1) Oddio, adesso che il Berlusca è stato silurato ci si accorge che la politica scacciata dalla porta rientrerà dalla finestra.
    2) Voi date per scontato che Monti sia un cuor di leone e non guarderà in faccia nessuno e solo i partiti politici potranno far fallire la sua nobile azione. Lo sarà fintantoché, forse, avrà il direttorio europeo schierato minaccioso al suo fianco. Insomma, finché la democrazia sarà commissariata. Ma allora bisogna parlar chiaro. Ma sulla personalità di Monti vi illudete alla grande. Non è un combattente.

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