Alle urne o al governo: come si tutela la sovranità popolare?

di SIMONA BONFANTE – Mario Monti ha – in potenza – una larga maggioranza parlamentare. Trasversale, meta-politica. Diversa da quella risultata alle elezioni tenute quasi quattro anni fa. Ma la Costituzione, questo argomento, non lo prefigura. La democrazia si regge sulle regole, quelle formali, non sui costumi ‘materiali’. E quanto sia sostanza la forma, per chi svolge ruoli istituzionali, dovremmo averlo appreso nel corso accelerato di economia e finanza che, più o meno proficuamente, siamo stati costretti tutti a frequentare, in questi mesi in cui quello che ci eravamo abituati a vedere come una ‘vezzosa anomalia’ si è poi rivelato essere una ‘sciagurata patologia’: lo spread che cresce, ovvero il nostro debito che gonfia, ad ogni nuova, sebbene consueta, manifestazione della unfitness berlusconiana, ad esempio.

Non so che pensare di Ferrara, Feltri, Sallusti ed accoliti che hanno indetto per il 12 a Milano l’inaugurazione del partito ‘elezioni subito’. Né mi interrogo più di tanto sul perché a condividerne la posizione ‘plebiscitaria’ si trovino Di Pietro, Bossi e – con dei distinguo – persino il Pd. È in gioco la nostra sovranità, certo. Ma nei mercati non nelle urne. Possibile che dell’onere di tutelarla, in una circostanza di così incombente gravità, si ritenga investito solo il Presidente della Repubblica?


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

5 Responses to “Alle urne o al governo: come si tutela la sovranità popolare?”

  1. alex PSI scrive:

    Noi abbiamo una situazione veramente paradossale, mi spiego. Il Capo dello Stato di fronte a una crisi che rischia di sbrindellarci come la Grecia, a seguito della caduta del Cav., dimostra un tempismo e una sapienza politica straordinaria fissando degli step in tempi strettissimi con possibilità di incaricare un grande economista di fama riconosciuta. L’eventuale Governo a guida Mario Monti potrebbe finalmente fare per il paese le riforme che servono per far ripartire la nostra economia. Le riforme che un governo, sulla carta politico, come quello del Cav, ma in effetti succube di corporativismi e dei vari conflitti di interessi, non poteva fare, tenendo anzi in stallo il paese. I peones del populismo si agitano e gridano “elezioni subito!”, ma perchè questa strategia? 1) Forse hanno il timore che un Governo di Responsabilità Nazionale possa ridicolizzare la loro incapacità a riformare il paese in questi ultimi anni; 2) Temono di diventare irrilevanti ed essere dimenticati dalla scena politica, loro che hanno sempre sfruttato a loro vantaggio il clima di rissa continua e litigi in diretta spesso alimentati dai vari conduttori dei talk show televisivi; 3) Vedono avanzare una politica del fare che sopravanza la politica dell’annuncio, con uno spostamento dal campo del teatrino politico in cui loro sono dei professionisti in un campo ove contano le reali competenze.

  2. Karl scrive:

    Già, è scandaloso che in una situazione così drammatica si continuino ad inseguire interessi di parte pur avendo chiaro davanti agli occhi dove tutto ciò possa portare…
    E trovo altrettanto scandaloso che si accampi la scusa del pericolo per la democrazia: l’Italia è una repubblica parlamentare e gli elettori decidono chi li deve rappresentare in parlamento, non chi li deve governare! È un principio che serve proprio per poter affrontare situazioni particolarmente critiche come quella che stiamo vivendo…
    Per fortuna Napolitano ha ben chiaro il testo costituzionale e quale sia l’interesse del Paese!

  3. Andre scrive:

    E allora perchè non tenerlo per 5 anni il governo Monti? E perchè non sostituirlo con un Draghi o un Visco dopo per altri 5? Tanto se faranno meglio della politica a che ci servono le elezioni?

  4. Alex PSI scrive:

    E’ un momento straordinario di emergenza in cui occorrono altrettanti provvedimenti straordinari. Non facciamo le teste di legno!

  5. ha riassunto bene la situazione Crozza: prima nel 2007 le banche rischiano di fallire a causa dei loro debiti e gli stati le hanno salvate con i soldi dei cittadini.

    Poi dal 2009 sono gli stati a rischiare di fallire a causa dei debiti contratti per salvare le banche e le banche adesso stanno speculando sugli stati e commissariandoli, capovolgendo governi legittimamenti eletti per mettere uomini di loro fiducia al governo.

    e i cittadini stanno a guardare. e pagano.

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