Date un matto agli italiani. Provi, se vuole, ad esserlo Monti

di CARMELO PALMA – Mentre Bossi ammette che stare all’opposizione è più utile e divertente – e, potremmo aggiungere, coerente – che governare dall’opposizione, l’investitura di Mario Monti, cui i maestri di cerimonia del Quirinale hanno ieri consegnato il laticlavio, è più immediatamente politica, nel senso concreto del termine. E molto più “futura” nelle sue implicazioni, che eccedono la logica del breve periodo e dell’eccezionalità istituzionale.

A Monti, infatti, sarà chiesto a breve di formare un governo, che dovrebbe trovare in Parlamento una fiducia generosa e apparentemente suicida (così, nella politica italiana, appare chi prova a fare qualcosa di diverso dal proprio interesse “speculativo”). Di una politica che ha preferito aver torto a Palazzo Chigi piuttosto che nella piazze e nelle urne –  vale per Berlusconi, ma non solo per lui – ora sembrano arrivarci, tutti insieme, i conti. Ma visto che dovremmo iniziare a saldarli, dovremmo anche farcene una ragione. Un popolo non può “subire” il rigore, se no lo rigetta. Lo deve “volere”, educandosi ad intendere l’impresa politica e il suo utile secondo una contabilità ed uno schema di bilancio che non sia il “morto io, morti tutti”. E’ una scommessa morale e culturale e solo dopo, molto dopo, politica.

In sostanza a Monti non è chiesto il miracolo di divedere i pani e i pesci del nostro debito, che la crisi finanziaria e l’emergenza economica moltiplicano. E’ chiesto qualcosa di più complicato e profondo. Di rimediare al fallimento del nostro mercato politico e di far qualcosa perché torni a funzionare. Per far questo deve fare “il matto”, non “il tecnico”. Se fa il matto, lo prenderanno sul serio. Se fa il tecnico, sembrerà ciò che i suoi avversari vogliono farlo sembrare: il mandatario dei poteri forti chiamato a curare il fallimento dell’Italia nell’interesse dei creditori.

Monti deve soprattutto scrollarsi di dosso l’immagine extrapolitica per assumerne una radicalmente democratica, conquistando e “innamorando” il popolo e emancipandolo dall’incanto delle fattucchiere. La democrazia è un ideale eudemonistico o non è. Il bene deve anche “piacere” e a questo serve il discorso politico. Non a contare balle, ma a rendere persuasiva la verità, a scoprirne l’utilità e la bellezza dietro il velo del pregiudizio, dell’interesse e della cattiva coscienza.

Anche la fiducia dei mercati e degli investitori in fondo dipende dalla credibilità di un paese e dalla sua capacità di fare i conti con se stesso, prima che col proprio debito. Speriamo che Monti – a cui tutti rendono un omaggio perfino stucchevole, per quanto è conformistico – ci voglia provare e l’Italia ci voglia riuscire.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Date un matto agli italiani. Provi, se vuole, ad esserlo Monti”

  1. lo statista Della Vedova che sostiene il ribaltone Napolitano-Monti anzichè denunciarne il Vulnus alla democrazia italiana.
    mn

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