Che farebbero, gli altri, se fossero al Governo?

di SIMONA BONFANTE – Martedì Berlusconi potrebbe cadere, ma anche no. L’Italia sarebbe comunque senza governo. Di statisti con la legittimità democratica e la credibilità politica imposte dalle circostanze se ne vedono pochi, in giro. La sinistra, nella sua triplice articolazione, invoca le dimissioni di Berlusconi per le ragioni generiche che tutti comprendiamo, ma nel merito politico non si capisce cosa gli imputi, se la responsabilità di non aver fatto le cose o quella di brigare per quelle sbagliate.

Il Pd dice: ‘siamo con l’Europa’, dunque con la Bce. Ma poi ad un governo di centro-destra, senza Berlusconi, con il mandato di realizzare l’agenda Draghi-Trichet, dice ‘no’ perché sarebbe un governo di ‘centro-destra’. Tattica, punto.
Il leader dell’Udc, lui. A Pierferdinando Casini, che l’Italia sia in una situazione drammatica sembra importare meno del fatto che tre di Berlusconi, tra cui Gabriella Carlucci – l’onorevole, non la showgirl – siano passati con lui. L’orizzonte è ‘esserci’, senza fini ulteriori. Questione di status, insomma.

Quanto al leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini: lo scorso week-end è intervenuto a Stra.de, la tre giorni seminariale  organizzata a Viterbo da Libertiamo e il Futurista. A colloquio con Massimo Giannini, di Repubblica, il Presidente della Camera ha tracciato scenari politologici molto puntuali, ma non ha proposto soluzioni, idee che lasciassero intuire una maturazione progettuale approfondita, un progetto concreto, un piano economicamente coerente. Dire ‘no ai ribaltoni’ è ok ma non basta. Anche dire ‘onorare le richieste della Bce’ è ok, ma non basta neanche quello. Bisogna dire, nello specifico, come, visto che il modo ipotizzato dal governo non lo si ritiene adeguato.

Abbiamo bisogno urgente di sapere non solo che chi succederà a Berlusconi non sia peggio di lui, ma anche che non sia ‘meno peggio’ e basta. Abbiamo bisogno di un board esecutivo serio, professionale, consapevole che l’emergenza non si supera con una stretta sulle libertà civiche, economiche, politiche ma al contrario con la loro liberazione. Un esecutivo capace di emancipare l’Italia dalla subordinazione ai mercati emancipando la classe governante dalla subordinazione al parassitismo mediatico.

Cosa faresti tu se fossi a Palazzo Chigi, ora? Ecco, è questa la domanda che andrebbe posta ai vari Fini, Casini, Bersani e a tutti quelli che qualche idea in proposito hanno già cominciato a proporla. Nessun giornalista, tuttavia, quella domanda la pone.  Di che stupirsi quindi, se poi nessun politico quella risposta la dà.


Autore: Simona Bonfante

Siciliana, giornalista free-lance e blogger, si è fatta le ossa di analista politico nei circoli neolaburisti durante gli anni di Tony Blair. Dopo un periodo in Francia alla scoperta della rupture sarkozienne, rientra in Italia, prima a Milano poi a Roma dove, oltre a scrivere per varie testate online, si occupa di comunicazione politica e lobbying 2.0.

6 Responses to “Che farebbero, gli altri, se fossero al Governo?”

  1. Elle Zeta scrive:

    Anche quelle qui delineate sono argomentazioni che militano a favore di un esecutivo tecnico largamente sostenuto. Per quanto difficile sia realizzarlo.

  2. enzo51 scrive:

    “Bisogna dire,nello specifico,COME…..”

    Onesta deduzione!

    Sembra aver riassistito allo sketch del comico Maurizio Crozza quando fa il verso ad un ipotetico Montezemolo,eventuale leader di una formazione politica che si candida alla guida del Paese dopo Berlusconi che,dopo aver illustrato il programma di governo ,alla domanda di un giornalista di COME avrebbe portato a termine tutte quelle belle parole illustrate nel suo programma chiese alla Emma Marcecaglia il foglio del COME!

    Sinceramente mi sarei aspettato almeno da Fini una risposta concreta di come procedere nella realizzazione di quanto da mesi detto e ridetto anche attraverso i media!

    La mia (e sicuramente anche dell’articolista molto attenta alle cose di questo Paese)delusione è tale da invocare,qualora si riuscisse,un”ingaggio” di politici di altri Paesi per risolvere i nostri guai o,in subordine,un bel governo tecnico che sia anche molto attento alle sensibilità del popolo onde evitare una sommossa dolorosa ma indispensabile se si evidenziassero solo sacrifici a “senso unico”!

    Domanda : é servito a qualcosa la tre giorni a Viterbo organizzata da Libertiamo e Il Futurista? Dove va Futuro e Libertà se il suo promotore è prigioniero ancora di anticaglie del passato e non ha ancora il coraggio di rimettesi in discussione al 100%?

    Simona ,complimenti ma attenta al “nuovo che avanza ” o almeno a quello che si spaccia per tale !

    Fini ,da speranza potrebbe risultare delusione! E che delusione!!!!

  3. ALESSANDRONOLI scrive:

    Prevale il tatticismo e nessuno vuole precludere scenari imprevisti e alleanze di comodo. Rino Formica diceva che la politica è sangue e merda.

  4. Piccolapatria scrive:

    Il nuovo non s’inventa: si scopre… negli antichi Fini; Casini; Rutelli; Bersani; D’Alema, ma la lista è troppo lunga e la tastiera è stanca…; però non dimentichiamo P.C. Pomicino attrazione fatale per la donzella Carlucci. Italiani siamo! Speranze proprio nessuna ma restano le parole,parole,parole e ancora parole a costruire niente di concreto. Scordavo le stelle del firmamento, per esempio, Monti mago riconosciuto, Montezemolo semidio, Della Valle ineffabile e saputissimo (im)prenditore, Prodi resuscitato e pimpante ecc… Tanto i conti andranno sempre sul gobbo dei soliti impotenti pagatori dei quali queste perle d’intelligenza politica se ne fanno un baffo. Se oggi tira vento e piove a dirotto, domani possiamo prevedere sicura bufera. Auguri a chi s’illude che domattina sarà meglio; magari confidando di rallegrarsi vieppiù assistendo a un bel Piazzale Loreto; gli eroi “suicidari” non sono mai stanchi. Grazie per l’ospitalità.

  5. Guido Amadini scrive:

    Insomma i leader politici non sono disposti a fare quello che migliaia di cittadini hanno fatto alla Leopolda: dire cosa farebbero se fossero Presidenti del Consiglio. LA significativa differenza e che quelli dell Leopolda non lo saranno mai, loro invece potrebbero trovarcisi.

  6. Piccolapatria scrive:

    A proposito dell’esultanza di molti, ieri (8nov.) scrivevo: se oggi tira vento e piove a dirotto domani possiamo prevedere sicura bufera. Infatti oggi 9 nov. è arrivato il diluvio e non abbiamo l’arca salvatrice, in compenso ci si consola dando la colpa al reprobo. Sai che conforto! E domani? Domani magari tutti nel fosso…col cul per terra. Contenti?

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