di SIMONA BONFANTE – Due giorni di tragedia (o farsa) – da noi, in Grecia, a Cannes – e poi la mossa, la prima del neo-presidente della Bce: l taglio dei tassi deciso da Mario Draghi – ‘in continuità con la linea del predecessore’ – è la chiave che tutti avevano sotto il naso ma che nessuno vedeva. Non ‘la’ soluzione, ma la mossa giusta per aprire la porta della ‘discontinuità possibile’.

Il mercato esulta, addirittura incurante di quel temporale-su-area-alluvoniata che è stata la tragedia greca più rapida della storia: quella del referendum annunciato, ribadito e poi cancellato, e del governo protagonista di questo triplo salto mortale; governo, a sua volta dato prima per caduto poi risorto quindi addirittura rafforzato dopo un colloquio evidentemente persuasivo con i prestatori teutonico-gallici. Il solo annuncio ‘a sorpresa’ della decisione di sottoporre a consultazione popolare il bailout accettatto da Papandreou con Europa e Fmi, aveva in verità scatenato un bel po’ di panico nei mercati, ieri, alla vigilia del G20. Oggi invece tutti sollevati dal ‘ravvedimento’ del socialista greco che per poco più di 24 ore è persino diventato il paladino degli altermondisti indignati: l’avevano visto come il catalizzatore della ribellione democratico-istituzionale alla subordinazione del popolo alla finanza. E invece, alla prospettiva di non avere più il cash garantito dal prestito internazionale, cioè di chiudere la bottegona nazionale in una mesata al più, la fregola rivoluzionaria gli è passata di botto, al Premier greco.

La sceneggiata greca si recita in sincrono con la pièce pirandelliana che si svolge da noi. Il Presidente del Consiglio se ne stà aggrappato alla poltrona come un naufrago ad uno scoglio rivestito di melma vischiosa, assecondato, in questo malsano, ossessivo proposito dal suo erede, il segretario di quel partito, con molte tessere ma senza vita, che assicura al Presidente della Repubblica che Berlusconi reggerà fino al 2013. Complimenti per la presbiopia! Intanto, al posto del decreto salva-Italia, il governo approva un comunicato che lo annuncia, mentre il Ministro dell’Economia dichiara a tutti i giornali che il problema della crisi è Berlusconi. Coi ‘grandi’ di Cannes, infine, è una figura barbona (ché, Presidente, la ricchezza privata è privata: cosa c’entra col debito pubblico?); intanto, lettere e preci rispettose a gogò, e cambi di campo un po’ troppo tempestivi per essere salutati come esemplari. Lui non molla lo stesso. Anzi: mette la fiducia sul decreto-che-non-c’è.

Tra un atto e l’atto del Roma-Atene-solo-andata, a Francoforte Mario Draghi taglia i tassi ed a pochi minuti dall’annuncio è già trending su Twitter: l’hashtag è #vivaDraghi. Popolare sui mercati e nell’opinione pubblica: un miracolo. Eppure, è bastato che prendesse solo una decisione.