La Corte Costituzionale tedesca fa lo sgambetto al fondo salva-Stati

– Questa volta i bastoni fra le ruote alla signora Merkel prova a metterli il partito socialdemocratico. Nonostante la stretta collaborazione parlamentare tra Cdu/Csu ed Spd cui ho accennato nell´edizione di giovedì scorso del Riformista, un ricorso alla Corte Costituzionale di Karlsruhe da parte dei deputati socialdemocratici Swen Schulz e Peter Danckert ha sortito l´effetto di bloccare provvisoriamente l´attività di uno speciale organo parlamentare di controllo, in grado di prendere le decisioni di emergenza nel caso il Fondo di stabilizzazione finanziaria (Efsf) sia costretto a varare misure urgenti.

Tale organo, introdotto da una norma di legge votata mercoledì scorso, avrebbe dovuto riunirsi per la prima volta in questi giorni e ad esso sarebbe stato affidato un enorme potere. Composto da soli nove deputati provenienti dalle commissioni Finanze e Bilancio, avrebbe dovuto riunirsi a porte chiuse e avrebbe potuto decidere direttamente qualora determinate misure, come ad esempio l´acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario, dovessero essere approvate velocemente ed in gran segreto. Per Schulz e Danckert si tratterebbe di una scappatoia legislativa, escogitata per evitare di interrogare effettivamente il Bundestag. Nonostante mercoledì scorso le pressioni politiche siano state sufficienti per convincere il Governo federale a portare il dibattito sul vertice europeo in aula, l´organo speciale è visto da molti deputati come una seria minaccia al diritto, riconosciuto dalla Corte Costituzionale, a che il Bundestag si esprima su questioni che riguardano il bilancio federale. Dopo il provvedimento cautelare di venerdì (einstweilige Anordnung) i lavori dell´organo sono quindi momentaneamente sospesi e a doversi esprimere sarà quindi direttamente il plenum.

Può forse stupire che ad investire del problema la Corte siano stati i parlamentari socialdemocratici, dall´estero percepiti come convinti europeisti. In realtà l´Spd rimane coerente con la posizione mantenuta sinora. Come ha spiegato mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa il portavoce del gruppo parlamentare socialdemocratico Thomas Oppermann, l´Spd è costretta ad accentuare temporaneamente il carattere parlamentare della democrazia tedesca, in ragione della debolezza dell´esecutivo. Non appena la Repubblica federale avrà di nuovo un Governo autorevole, si ripristinerà la democrazia del Cancelliere. Al momento quindi, anche per ragioni elettorali, l´Spd strizza l´occhio a quello che all´estero è percepito come una forma di nazionalismo mascherato: il tentativo cioè di bloccare decisioni europee attraverso il voto parlamentare nazionale.

Dalla maggioranza piovono invece critiche sul provvedimento della Corte, che, stando ai vertici della coalizione giallo-nera, rallenterebbe le deliberazioni in sede europea, rendendo la capacità di azione politica della Germania decisamente più difficile. Sereno si mostra comunque Peter Altmaier, parlamentare democristiano e braccio destro della signora Merkel: “Anche se dovesse decidere sempre il Bundestag nel suo insieme – ha spiegato alla televisione pubblica – finora è sempre stato in grado di prendere decisioni egualmente rapide”. Certo è che se la decisione definitiva dei giudici costituzionali dovesse essere la medesima, il consenso all´acquisto di bond pubblici sul mercato secondario dipenderà da decisioni pubbliche e a quel punto gli investitori sapranno regolarsi di conseguenza, rendendo di fatto ininfluente l´intervento del Fondo.


Autore: Giovanni Boggero

Nato nel 1987, si è laureato in giurisprudenza a Torino con una tesi in diritto internazionale. Ha studiato anche a Gottinga e Amburgo. Svolge un dottorato in diritto pubblico presso l'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" e si occupa di Germania per il quotidiano Il Foglio, la rivista Aspenia e per FIRSTonline.

Comments are closed.