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E se il Rottamatore aspirasse al Terzo Polo?

– Comincio con il dire che a me Renzi non piace. E non lo dico da dinosauro della politica attaccato alla mia poltrona, ma da ragazzo di vent’anni che fa politica per passione perché vede la politica come partecipazione attiva alla cittadinanza e spera che a breve si possa parlare di contenuti e progetti per superare la Seconda Repubblica.

Renzi fa politica da sinistra, trattando temi di “destra”, in modo populista. E proprio questo mi spaventa.

Sono cresciuto con l’esempio plastico della politica berlusconiana fondata sugli spot elettorali. Lo scorso weekend, dal palco di Big Bang, abbiamo assistito allo show di un uomo comunicativamente capace alla ricerca di uno spazio d’azione politica all’interno del suo partito.

Ma dopo una prima analisi a caldo, più superficiale, iniziano a insinuarsi i primi dubbi. Se Renzi, proponendo un altro tipo di sinistra, smarcandosi da possibili alleanze con Vendola e Di Pietro, stesse facendo da avamposto nella battaglia di Mr Veltroni (Letta, De Benedetti, Fioroni) per scindere il partito? La battaglia di quella parte liberal del Pd che è favorevole alle privatizzazioni, alla riforma del lavoro proposta da Ichino sul contratto unico, che vuole andare finalmente oltre una politica legata alla visione dalemiana della sinistra tutta unita in un’unica maxi-coalizione?
E se Renzi dunque fosse lo strumento per dividere il Pd e permettere all’ala veltroniana di allearsi con il Terzo Polo concretizzando quel disegno che sembra aleggiare da mesi in largo del Nazareno?

Le proposte di “destra” elencate da Renzi sono molto vicine alla proposta politica del Terzo Polo, e potrebbero rappresentare un passo utile ad allargare la formazione centrista all’ala riformista del Pd (molto stile Blair dei primi tempi), costituendo un aggregato davvero capace di superare le categorie vetuste di destra e sinistra.

E tuttavia,  in un’Italia vittima del populismo da ormai troppi anni, ho il timore che Renzi possa fare incetta di consensi ed affermarsi come nuovo Silvio versione “young”, con la arroganza tipica di chi dice di voler cambiar tutto, senza poi effettivamente cambiare nulla.

Credo che gli italiani abbiano bisogno e meritino altro, ma se questa fosse una mossa che alle prossime elezioni consentisse di vincere all’unica vera formazione nuova nel panorama politico? Forse sceglierei anche io il male minore piuttosto che lasciare il governo alla strana coppia Berlusconi-Bossi o peggio ancora alla triade Bersani-Vendola-Di Pietro.

La certezza è che Futuro e Libertà in questo velocissimo processo di cambiamento della politica italiana, dovrà sapere apportare quei contenuti innovativi che hanno contraddistinto il suo percorso sin dalla nascita. Da questo punto di vista, l’area urbana di Roma, la cui guida è stata recentemente affidata a Flavia Perina, nei prossimi mesi farà da test per sperimentare una nuova forma di partito, veloce nel reagire e anticipare le tendenze politiche della capitale, ma attento al merito delle questioni di interesse.

L’idea di fondo che ispirerà questa gestione politica sarà quella di uscire dagli schemi.  E per superare Renzi il primo appuntamento sarà anche per essa dal 4 al 6 a Viterbo, per il seminario Stra.de. Non rottamatori, ma camminatori, pronti a segnare la strada che il nuovo corso movimentista di Fli dovrà percorrere. L’obiettivo è ideare e produrre nuovi contenuti andando oltre il solito populismo.


2 Responses to “E se il Rottamatore aspirasse al Terzo Polo?”

  1. fabrizio scrive:

    Ma quanti luoghi comuni, quanta acredine traspare nei confronti di uno che, finalmente, fa delle prioposte concrete e non la solita aria fritta dei politici di professione.
    Come ho commentato all’articolo del Suo collega Lisi: Populista?? e perché no?? Berluschino?? e perché no??
    Forse tutti voi che lo attaccate su Libertiamo, siete piú contenti dell’attuale classe politica che (destra e sinistra, senza piú contenuti ideologici ma “affaristici”) negli ultimi 20 anni ha vampirizzato e clientelizzato il Polpolo italiano mandandoci alla rovina??
    Per adesso Renzi, sulla scena politica, rappresenta il solo “nuovo” che avanza.
    Dove andranno a finire “i contenuti innovativi che hanno contraddistinto il percorso di FLI sin dalla nascita”?? non certo nei programmi degli stantii Rutelli e Casini (ai quali, temo, FLI si sia svenduto).
    Quando una cosa non funziona, va rottamata…. Prima la strada deve essere sgomberata dalle macerie dell’attuale clase politica….dopo si potrá “camminare” per segnare la strada nuova e ricostruire.
    Facta, non verba!

  2. enzo51 scrive:

    I timori ci sono tutti ma in questo desolante panorama di non politica anche un Renzi qualsiasi ci starebbe bene salvo poi ricredersi.
    E questo sarebbe un ennesimo danno per questo Paese.

    Sorge spontaneo: “A chi Santo dobbiamo rivolgerci?”

    Gli elettori tutti sono,oltre alla sfiducia in questi parrucconi, disiorientati e fortemente tentati ad ingrossare il partito del non voto.

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