– Cari giovani,

capisco la vostra rabbia essendo un vostro coetaneo e vivendo le stesse incognite per il futuro che vivete voi. Capisco anche la vostra disillusione nei confronti di una politica che pare sempre più arroccata nei palazzi del potere e poco vicina alle esigenze dei cittadini. Questo però, non giustifica il vostro totale disinteresse nei confronti della res publica, il vostro modo di fare da snob, come se la politica o l’impegno civico siano cose per i fessi o per i “vecchi”. Con questo modo di pensare vi farete rubare il futuro per la seconda volta: la prima ce lo hanno rubato le generazioni passate, che adesso pensano a non lasciare spazio ai giovani; la seconda volta lo fate voi da soli, con le vostre mani e con la vostra apatia. E, per piacere, smettetela di fare i soliti discorsi: “I politici sono tutti uguali”, è come dire che gli italiani sono tutti mafiosi. Ci sono migliaia di ragazzi che si impegnano in politica o nell’associazionismo, che sono ispirati non dalla carriera, ma dalla voglia di cambiare questa Italia e questo mondo. Sicuramente direte che è impossibile, ma niente è impossibile finché c’è solo una persona pronta a difendere un sogno. Voi mi risponderete che quelle sono “cose” da grandi e che a vent’anni si deve pensare al divertimento e allo sballo perché si vive una volta sola. Avete ragione, ma oltre al divertimento si deve cercare di guardare avanti, al futuro che bisogna costruire mattone dopo mattone.

Inoltre vi fate influenzare facilmente da pseudo indignati che hanno soluzioni irreali per uscire dalla crisi. Vi lanciate contro l’innalzamento dell’età pensionabile, non sapendo che portando l’età pensionabile a 67 anni, lo Stato risparmia denaro che può essere reinvestito in infrastrutture, scuola, sviluppo. Vi scagliate contro le privatizzazioni perché vi hanno inculcato l’idea che la gestione pubblica funziona bene e invece poi si scopre che non sapete che se la gestione è pubblica vuol dire che tutto è in mano ai soliti politici. Ed in più vi dico, lasciate perdere quei genitori che cercano di convincervi che l’impegno civico è cosa da gente matura e sbagliata. Loro, il futuro, se lo sono guadagnato lottando e facendo politica.

Ezra Pound diceva che gli indifferenti non hanno mai fatto la storia e non hanno mai capito la storia. Quindi avete due possibilità, un bivio davanti ai vostri occhi: da una parte, decidendo di rimanere indifferenti, la strada vi porterà ad essere semplici pedine dello scacchiere, farete parte di un mondo dove i potenti di turno vi useranno a loro piacimento e voi sarete le pecore, pronti a seguirli, perché, magari, vi hanno promesso qualcosa; l’alternativa (consigliata) è quella di diventare protagonisti del vostro tempo, di essere gli artefici del vostro futuro, di essere uomini liberi che non devono rendere niente a nessuno.

A voi la scelta.

F.to

Un giovane arrabbiato