Una lettera inattuabile e insufficiente: Berlusconi bara, gli italiani piangeranno

– Pur volendo fare affidamento (con una dose equina di fiducia, beninteso) sulla capacità dell’esecutivo e della risicata maggioranza che lo sostiene di rispettare il calendario dettagliato indicato nella lettera alla UE, solo un inguaribile ottimista può pensare che le misure proposte siano efficaci allo scopo che solennemente si prefiggono: stabilizzare la tenuta delle pubbliche finanze e rilanciare l’economia italiana.
Comparate l’ormai famigerata lettera della BCE al governo con il piano consegnato ieri sera da Berlusconi. Da un lato troverete proposte di riforme sistemiche e coraggiose, dall’altro una serie di interventi straordinari sbilenchi e timidi, quando non effimeri.
Di illusorio c’è anzitutto il passaggio sulle pensioni. Dopo tanto parlare e litigare, Berlusconi si esercita nel gioco delle tre carte, spacciando per una novità la legislazione già vigente, che porterà l’età di pensionamento di vecchiaia per uomini e donne a 67 anni nel 2026.

Tra quindici anni, quindici. Le priorità italiane, provvedere ad una progressiva eliminazione dell’istituto delle pensioni di anzianità e sanare i vizi d’origine della riforma Dini del ’95, magari imponendo a tutti il metodo di calcolo contributivo – non vengono prese in considerazione per le bizze leghiste: siccome i due terzi dei lavoratori del Nord lasciano il lavoro in virtù dei requisiti dell’anzianità di servizio e non in base all’età anagrafica (come avviene maggiormente al Centro-Sud), Bossi ha imposto al governo un pericoloso immobilismo.

Se è positivo il richiamo alla liberalizzazione della distribuzione di carburanti e alla possibilità degli esercizi commerciali di fissare autonomamente orari di apertura e chiusura, è sconfortante osservare l’assenza di ogni riferimento al sistema dei trasporti, ai servizi postali, al gas o ai servizi professionali. Su quest’ultimo fronte, anzi, mentre il governo ha approvato ed annunciato ad agosto una riforma-manifesto, affidando agli Ordini il compito di adottare entro un anno la disciplina di dettaglio, il PdL si sta muovendo in Parlamento nella direzione opposta, portando avanti una controriforma dell’avvocatura che ridurrà i pur timidi spazi di concorrenza introdotti negli anni passati. In materia di privatizzazioni, l’obiettivo posto è una dismissione nell’arco di un triennio di immobili per un valore complessivo di appena 15 miliardi, meno di quanto costerà il primo sfarfallio di spread sui titoli di stato.

Sul mercato del lavoro, accanto ad un generico impegno per una maggiore flessibilità in uscita, manca qualsivoglia riflessione e proposta sulla necessità di un riordino complessivo degli strumenti di ammortizzazione sociale. Insomma, si presta con troppa facilità il fianco ai pessimi sindacati italiani, che andrebbero invece sfidati con una proposta organica per il superamento del dualismo generazionale e di genere.

Tornano le sempreverdi “aree a burocrazia zero”, come se il problema italiano fosse quello di fondare nuove aziende e non – come invece è – di farle crescere e prosperare, favorendo gli investimenti con un quadro regolatorio stabile e trasparente. Nella migliore delle tradizioni berlusconiane, rispuntano l’abolizione delle province, qualche intervento salvifico per il Mezzogiorno e alcune defiscalizzazioni degli investimenti (come finanziarle, considerate le vacche magrissime non è dato saperlo).

E’ tutto fumo, insomma, senza arrosto. Il tempo si sta esaurendo, da qui a qualche giorno l’Italia rischia di versare lacrime amarissime, Berlusconi sta trascinando nel baratro un intero Continente.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

13 Responses to “Una lettera inattuabile e insufficiente: Berlusconi bara, gli italiani piangeranno”

  1. Marianna Mascioletti scrive:

    Gentile signor Giancarlo, i commenti nel merito degli articoli, su Libertiamo, sono ben accetti. I commenti di livello personale, spesso sconfinanti nell’insulto, sugli autori di tali articoli, invece, no.

    Siccome, in questa giornata, da parte sua ci sono pervenuti già due commenti insultanti nei confronti degli autori di due articoli, la informiamo che abbiamo provveduto a spostarli nello spam.

    Arrivederci e grazie per essere stato con noi.

  2. Simone82 scrive:

    Siete della stessa pasta di quel Della Vedova che annunciava strali dai mercati… FTSE MIB a +5%.
    Continuate a gufare, tanto se cade Berlusconi comunque voi non governerete mai… Continuate a fare la figura di quei milanisti che tiafano Barcellona contro l’Inter, e poi è finita 3-1 per i nerazzurri.
    Adesso siamo arrivati addirittura a scrivere che se l’Europa crolla è colpa di Berlusconi: il prossimo passo quel’è, l’invasione degli alieni da Alpha Centauri? RIDICOLI!

  3. GrazianoP scrive:

    Mozione d’ordine agli amici di Libertiamo: ABOLITE I COMMENTI.

  4. creonte scrive:

    mi mancavano i paragoni calcistici per disquisire di politica! in fondo pure il Giornale paragona Zidane al “marito della Bruni”! eh eh!

  5. Ottimo pezzo del sempre ottimo Falasca. Da una parte lettere e letterine della BCE dall’altra la riforma forense, la più corporativa de “fascista” delle riforme. Il fatto che il Sottosegretario Casellati (avvocato) abbia aderito alle richieste del relatore Cassinelli (avvocato) di ritirare tutti gli emendamenti è un misero e inqualificabile esempio di esercizio del potere da parte di una casta.

  6. Maurizio Ranieri scrive:

    Se pure fosse vero, SE PURE, che Berlusconi produce fumo senza l’arrosto, voi lo comprate e lo rivendete. Inutili. Anzi, dannosi.

  7. Giancarlo scrive:

    Interessante. Quando un commento non è gradito viene “bannato”, verà democratica libertà di parola.

    Se i miei commenti erano “insultanti” era sufficiente asteriscare ***** le parole “insultanti”. Nascondendo l’intero testo riconoscete che non avete il coraggio del contraddittorio.

    Siete gli unici portatori della verità.
    Siete stati Unti dallo Spirito Santo.
    Siete patetici (sperando che patetico non sia insulto per il vostro vocabolario)

    Giancarlo

  8. Marianna Mascioletti scrive:

    Proprio così, gentile signor Giancarlo. In questo sito i commenti, anche molto critici, che riguardano il contenuto degli articoli vengono approvati.
    I commenti che riguardano le persone che scrivono gli articoli, specialmente se falsi e insultanti, vengono spostati nello spam, poiché non aggiungono nulla al dibattito ma servono semplicemente a buttare fango su persone che col loro lavoro e/o col loro impegno mantengono vivo questo sito, dove lei ogni tanto si degna di venire a sputare la sua bile.

    Arrivederci e grazie per essere stato con noi. Questa volta definitivamente.

  9. Mi viene una forte tentazione di cominciare ad insultare gratuitamente Falasca, così per conformismo intellettuale. :D

    No, vabbè, pezzo ottimo, non ho molto da aggiungere. Bravo.

  10. Piccolapatria scrive:

    C’è chi definisce B.( che non mi sta simpatico…) nano mafioso, schifoso pedofilo, ladro piduista, vecchio lurido puttaniere ecc..; i più contenuti lo incolpano dell’immenso debito pubblico a causa della sua ingordigia di potere immeritato e via enumerando. Ora lo ritrovo qui descritto quale artefice consapevole della distruzione dell’intera Europa. Troppa grazia, signor Falasca! Ah, se al suo posto ci fosse, che so, un Monti, un Bersani, un Montezemolo(!) o il Prof.Prodi o meglio ancora Vendola o magari l’ineffabile saggezza di Fini o di Casini, ecc…, segue una nutrita e variegata lista e l’Europa sarebbe salvata. Grazie per la generosa ospitalità.
    P.S. Insulti eventuali non intenzionali!

  11. Marianna Mascioletti scrive:

    Riceviamo parecchi commenti che definiscono Berlusconi in modi, come dire, fantasiosi. La maggior parte finisce nello spam, alcuni (soprattutto se di persone che non hanno mai commentato prima) vengono approvati, ma se ripetuti finiscono nello spam anch’essi.

    Tutta questa pena ce la prendiamo nonostante Berlusconi non scriva in Libertiamo.

  12. ma quanto parla lei, cara signora Marianna!
    PIERCAMILLO carissimo che ti posso dire? sono tornato a leggerti dopo un annetto e ti ho trovato perfino peggiorato, come giornalista, come politico e, spero di sbagliarmi, come uomo (che-non-vuole-il-posto-fisso-ma-vuole-guadagnare…)E I FINIANI MOLTO DIRADATI MA SEMPRE CATTIVISSIMI…

  13. Marianna Mascioletti scrive:

    Finché i commentatori mi ci costringono…

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