Contro lo Stato cinico e baro, che umilia chi lo rappresenta con dignità

La Polizia di Stato organizza collette tra i cittadini per pagare il carburante delle volanti. Gli insegnanti della scuola dell’obbligo percepiscono retribuzioni basse rispetto a quelle degli altri paesi OCSE, e neppure hanno valide scelte d’impiego fuori dal settore pubblico. Immigrati dall’Europa dell’Est, dall’Asia e dal Nord Africa sostituiscono progressivamente gli italiani nel difficile mestiere di assistere anziani e degenti, ma i loro figli nati in Italia non sono cittadini, la burocrazia è vessatoria, l’aiuto all’integrazione modesto.

Eccola, la grande questione morale dell’Italia di oggi: il cinismo di Stato. Se qualcuno, per vocazione o per necessità economica, è pronto a sopportare gravi difficoltà allora è non solo lecito ma persino conveniente fargliele sopportare. Un giovane poliziotto che si adatta a comprare la divisa nuova a proprie spese, piuttosto che dare un’immagine indecorosa dell’istituzione aspettando ricambi che non arrivano mai, è un ingenuo, un cretino. Prendiamo dal suo entusiasmo idealista le risorse per finanziare un qualsiasi ente inutile, almeno finchè ce n’è, poi quando sarà stato interiormente spolpato e minaccerà di scendere in piazza fingiamo di dargli ascolto, certi di poterlo sostituire con altri giovani altrettanto ingenui e cretini. Un faccendiere che costringe donne straniere a lavorare per tre euro e mezzo all’ora va lasciato tranquillo, le leggi ci saranno pure ma non è il caso di applicarle. In fondo contribuisce alla crescita economica o per lo meno all’arricchimento di un potentato locale; e poi, quelle donne hanno fame e famiglie a cui provvedere, se fermiamo quel padrone ne troveranno un altro. Crolla il tetto? Pazienza.

Il cinismo pubblico è assai più pernicioso di quello privato. Esso convalida e radicalizza la devianza culturale italiana per cui la prima fonte di autostima, di prestigio sociale e di reddito è dimostrarsi più astuti del proprio vicino. Ancora meglio, poi, se si scaricano i costi delle proprie prodezze su soggetti che non sono in grado di difendersi. Il singolo cittadino furbetto, laddove lo Stato non sia invece tale, ha di solito due problemi: uno di coscienza, squisitamente individuale, da risolversi in meditativa solitudine o in un confessionale; e uno legale, di rilevanza collettiva, da risolversi in un’aula di tribunale. Se anche lo Stato celebra e pratica l’astuzia, invece, l’attitudine alla sopraffazione diventa un titolo di merito purchè esercitata con un minimo (sempre più basso) di discrezione. Anche quando mancano gli estremi dell’illecito, l’effetto sull’umore nazionale è terribile: nel migliore dei casi chi è virtuoso si chiude nel privato della famiglia e della comunità, nel peggiore i valori personali vengono erosi dal dubbio d’essere fessi e dalla certezza d’essere penalizzati.

Il ricambio della classe dirigente, prima ancora che generazionale o politico, dev’essere etico. Qui non si aspira ad uno Stato che decida ciò che è giusto in ambiti privati; piuttosto, si vuole che i rappresentanti del popolo diano garanzia di aderire in pieno ai principi condivisi espressi in Costituzione. E, prima ancora, che abbiano orrore del dare scandalo ai piccoli, approfittando di chi è buono e di chi è povero. Un po’ per loro fibra morale, e magari un po’ – in fondo siamo tutti esseri umani, fallibili e bisognosi d’incentivi – per un sano timore che la legge e gli elettori sanzionino puntualmente comportamenti d’altro segno.

 


Autore: Claudia Biancotti

Nata a Moncalieri nel 1978, é economista presso la Banca d'Italia. Studia i metodi statistici per le indagini campionarie, ma anche la distribuzione del reddito, l'economia della felicitá e un po' di neuroeconomia. DISCLAIMER: Le opinioni qui espresse sono strettamente personali e non impegnano l'istituzione di appartenenza.

8 Responses to “Contro lo Stato cinico e baro, che umilia chi lo rappresenta con dignità”

  1. Giancarlo scrive:

    Sarai anche economista, ma non capisci niente del Mondo.
    Il poliziotto ha sempre comperato le divise con i suoi soldi, perché il panno era migliore, perché “cadevano meglio” o semplicemente per averne una o due di ricambio quando gli imbecilli manifestanti lo riempivano di vernice o uova marce. Magari tu eri tra quelli.

    Il “faccendiere che costringe donne straniere a lavorare per tre euro e mezzo all’ora” deve essere lasciato in pace, visto che il Pd, partito del quale mi sembra fai parte, paga 3 euro all’ora. Ottimo esempio di correttezza morale.

    “Qui non si aspira ad uno Stato che decida ciò che è giusto in ambiti privati” ottimo, ma se dovesse andare al governo persone come lei vorreste decidere anche quante volte posso fare la pipì. Volete addirittura che il popolo voti come dite, perché il popolo “deve essere difeso da se stesso”. Ma mi faccia il piacere.

    “elettori sanzionino puntualmente comportamenti d’altro segno” Ecco!! Qui sta la risposta che ti sei data da sola. Quanti hanno votato Pd?? Ossia, gli elettori vi hanno puniti, e ancora parlate.

    Essere economisti (ora capisco perché l’economia italiana va male) non presuppone che si abbia anche il buon senso e la capacità di vedere le cose come sono.

    Giancarlo
    http://ilmosta.blogspot.com

  2. 1. Io sono del PD? Ma da quando? A riprova di questo, si veda qui: http://www.futuroeliberta.com/assemblea-nazionale/, sono membro dell’assemblea nazionale di FLI e giuro che non ho una doppia identità.

    2. Mai partecipato ad una manifestazione “di sinistra” (beh, neanche di destra) in vita mia e mai tirato niente ai poliziotti.

    3. Non mi è chiaro dove sostengo che il popolo vada difeso da se stesso.

    4. Il livore nei confronti degli economisti va molto di moda in questi giorni, e questo mi dispiace, ma altro non riesco a dire sul tema.

  3. Marianna Mascioletti scrive:

    No, ma questo signore il livore ce l’ha incorporato, a prescindere, non è contro gli economisti.

  4. Roberto scrive:

    ma non è che solo gli stipendi dei pubblici dipendenti sono sotto la media dell’ocse, quindi quale sarebbe lo scandalo?
    E non solo i poliziotti devono pagarsi la benzina, ma anche alcuni dipendenti privati devono usare i loro mezzi per lavoro e rimborsi spese li vedono col binocolo.
    alcuni anche lo stipendio lo vedono col binocolo qualche mese in ritardo.
    quindi se non vogliono lavorare nel pubblico impiego perchè ritengono di essere sfruttati o costretti a sopportare cose insopportabili, possono sempre trovare un lavoro da privati, se credono sia meglio

  5. Pietro M. scrive:

    Giancarlo: il tuo commento ha appena vinto il premio “commento idiota del giorno”, nonostante la concorrenza strenua della maggior parte dei commentatori su questo e altri siti.

    “Aut tacere, aut loquere meliora silentio” è un motto sottovalutato.

    Avresti fatto una più bella figura a spingere tasti a caso sulla tastiera, se proprio volevi commentare. Anche il contenuto argomentativo del commento sarebbe stato superiore.

  6. Marianna Mascioletti scrive:

    D’altra parte, da uno che nei commenti a questo articolo dichiarava di desiderar baciare Gheddafi in parti intime, non è che chissà cosa si possa pretendere, eh.
    http://www.libertiamo.it/2011/08/22/no-a-un-piazzale-loreto-per-il-dittatore-gheddafi/

  7. enzo51 scrive:

    Ehi!Ehi!
    Salvate il soldato Ryan-Giancarlo dalle bordate dei vari Mascioletti,Pietro M. e company!
    Dopotutto cosa ha (contra)detto di strano relativo alle ottime argomentazioni dell’articolo?Niente, perchè ha dimostrato tutto il suo livore di sciocco appartenente a quella categoria di “bastian contrario”,magari per contratto!

  8. Vincenzo scrive:

    Per fortuna c’è il sig. Giancarlo che sa come va il mondo! Che aspettano ad assumerlo alla Banca d’Italia?

Trackbacks/Pingbacks